giovedì 28 giugno 2012

Candela di Babilionia - Stardust

DESCRIZIONE
- Quanto manca per Babilonia? - recitò l'omino.
- Oh!Sì. Quello.
- Vi giungerò a lume di candela! Andata e ritorno signore mio. E' questione di cera, capisci. Gran parte delle candele non dura abbastanza. Per trovare questa ci ho messo un sacco di tempo. - Ed estrasse un moccolo della grandezza di una mela selvatica. Era una candela di cera, non di sego, quasi tutta consumata e sciolta, con lo stoppino nero e bruciacchiato.
- Cosa ci devo fare? - domandò Tristran.
[...]
- Bene - disse l'omino peloso. - Allora ecco cosa dovrai fare. Con la candela nella mano destra - ci penso io ad accenderla - va' verso la tua stella; per riportarla indietro userai la catenella. Lo stoppino della candela è ormai ridotto al minimo, perciò è meglio che tu faccai in fretta; perdi tempo e te ne pentirai.
Andatura svelta e leggera, ricordi?
- Credo... credo di sì - replicò Tristran.
Il ragazzo rimase in attesa. L'omino peloso passò una mano sopra la candela, che si accese con una fiammella gialla sopra e azzurra sotto. Ci fu un colpo di vento, ma la fiamma non vacillò neanche un po'.
Tristan prese la candela e fece un passo avanti.
Quella luce illuminava il mondo: ogni albero, cespuglio e stelo d'erba.
Al passo successivo Tristran si ritrovò accanto al lago, con la luce della candela che si rifletteva sull'acqua; subito dopo si ritrovò a camminare fra le montagne, in mezzo a rocce solitarie, e la luce della candela si rifletteva negli occhi delle creature delle nevi; poi si ritrovò a camminare fra le nuvole che, anche se poco solide, ben sostenevano il suo peso; e poi si ritrovò nel sottosuolo, con la candela stretta in mano e la sua luce che si rifletteva sulle pareti bagnate di una caverna; quindi si ritrovò di nuovo fra le montagne. Alla fine, su una strada che attraversava la rigogliosa foresta, intravide un carro trainato da due capre, alla cui guida c'era una donna vestita di rosso, che per quel poco che aveva visto di lei, gli ricordò le immagini di Boadicea sui suoi libri di storia.
Un altro passo ancora e si ritrovò in una valle frondosa, dove sentì la risata di un piccolo ruscello che scorreva spruzzando e cantando.
Fece un altro passo, ma non si spostò da quella valle. C'erano felci altissime, olmi e digitali in abbondanza, e la luna era già tramontata nel cielo. Tristran sollevò la candela e si mise a cercare una stella caduta, una roccia, forse, o un gioiello, ma non trovò nulla.
[...]
In quel preciso momento si illuminò violentemente quello che rimaneva dello stoppino in mezzo a un lago di cera. Per un istante la fiammella guizzò alta, illuminando la valle, la ragazza e la catena che, indissolubile, li teneva uniti per il polso.
La candela si spense.
Tristran fissò la stella - la ragazza - e con tutte le sue forze riuscì a non dire niente.
Vi giungerò a lume di candela?, pensò. Andata e ritorno, signore mio. Ma il lume di candela non c'era più e il villaggio di Wall era a sei mesi di duro cammino.
Tratto da Stardust, pagg.102-106.

UTILIZZO NEL GIOCO
La candela di babilonia è un potente strumento magico per il viaggio la cui potenza è chiaramente simboleggiata dalla sua rarità. Essa conduce nella direzione del proprio obiettivo, facendo percorrere una o due settimane di cammino nel tempo che serve a compiere un passo, a seconda del terreno che viene attraversato. L'esatta distanza percorsa ad ogni passo è comunque a discrezione del MAestro di Gioco. La sua potenza però ha gravi conseguenze se si prova ad abusarne come si capisce bene da quanto segue.

Lei mosse goffamente un passo.
Si allontanarono dalla locanda. Le urla della strega-regina risuonavano nelle loro orecchie.
Erano sotto terra, e la luce della candela si rifletteva sulle pareti bagnate della caverna; al successivo passo zoppicante si ritrovarono in un deserto di sabbia bianca, sotto il chiaro di luna; al terzo passo furono nell'aria, sopra la terra, a guardare le colline, gli alberi e i fiumi sotto di loro.
E fu a quel punto che l'ultimo pezzo di cera si sciolse nella mano di Tristran, provocandogli un bruciore insopportabile, e l'ultima fiamma si spense per sempre.
Tratto da Stardust, pagg.165-166.

Quindi sfruttare una candela di babilonia fino alla fine può infliggere colpi critici da ustione molto gravi che possono compromettere l'uso della mano stessa e trattandosi della mano destra si capisce quale danno può essere inflitta.

mercoledì 27 giugno 2012

Sodalizio Elfico o Incantesimo dell'Amicizia - Incantesimo per Ventura a Mystara

SODALIZIO ELFICO O INCANTESIMO DELL'AMICIZIA
(Fellowship da The Elves of Alfheim, Gazetter n.5 )
Tempo di lancio standard: 6 secondi
Difficoltà: 18
Raggio d'azione: solo l'elfo
Durata: d6 turni +1 turno per ogni punto di plus
Efficacia: aumenta il grado di considerazione e il CArisma
Costo in potenziale magico: 1 PM
Costo di mantenimento: 1 PM per ogni minuto
Potenziale magico minimo per lanciarlo: 8
Aumento della difficoltà in base alla riduzione del tempo di lancio
con tempo di lancio 5 secondi: 20
con tempo di lancio 4 secondi: 23
con tempo di lancio 3 secondi: 26
Descrizione
Questo incantesimo permette ad un elfo di guadagnare una considerazione straordinaria da parte di chiunque abbia intorno in quel momento, ma solo nei confronti di quelle creature che sconfiggerà in un conflitto tra la loro VOlontà e la sua caratteristica Magia di Ilsundal.
In caso di successo o pareggio nel conflitto l'elfo avrà nei confronti delle creature un bonus pari a 2 più il suo plus di successo ma non più alto del suo livello in Magia di Ilsundal al CArisma e a tutte le prove inerenti relazioni di carattere sociale, come diplomazia, persuadere, assoldare e così via. Inoltre il grado di considerazione dell'elfo nei confronti di queste creature aumenterà di 1 per ogni due punti del plus di successo(arrotondando per eccesso) fino ad un massimo di 10.
Qualora perdesse il conflitto però l'elfo avrà invece un malus pari al suo plus di fallimento nelle prove inerenti tanto il CArisma quanto le relazioni sociali e il suo grado di considerazione nei confronti delle creature contro cui ha perso il conflitto diminuirà (se possibile) di 1 ogni 3 punti del plus di fallimento(arrotondando per eccesso).
Da un punto di vista interpretativo coloro che usciranno vincitori dal conflitto contro l'elfo si troveranno a disagio in sua presenzae avranno la tendenza a trovarlo irritante o fastidioso. DI contro coloro che avranno perso o pareggiato il conflitto contro di lui saranno molto colpiti dalla sua personalità e e desidereranno intensamente di essere amichevoli nei suoi confronti e di essergli d'aiuto o favorirlo in ogni maniera possibile.
Questo incantesimo non ha alcun effetto su animali o creature non intelligenti.
Probabilmente l'uso di questa magia ha salvato la vita a più elfi di quanto non abbiano fatto le loro frecce.

martedì 26 giugno 2012

Mantello Elfico - Evergreen - Oggetti Magici n.56

DESCRIZIONE
Questi mantelli con cappuccio sono fatti di una stoffa di un color grigio/verde tessuta con una perfezione ed un'abilità ben superiori a quella dei comuni tessitori umani e rifiniti con un eleganza e una precisione tali da far vergognare delle proprie capacità la maggior parte dei sarti umani. Questi mantelli di solito sono chiusi con fermagli d'oro, argento o mithril di superba lavorazione elfica.

DETTAGLI
Tipo di magia: magia elfica
Attivazione: quando chi li indossa resta immobile
Classe: Tessuto soggetto a lavorazione e tintura magici

POTERE
Chi indossa questo mantello è quasi invisibile quando resta immobile o si muove lentamente. Il mantello diventa come parte di ciò che si trova alle spalle di chi lo indossa: un muro, dei massi, alberi e così via. Un'osservazione attenta da parte di una persona con una buona vista può riuscire a rivelare la presenza di chi indossa questo mantello, ma se il luogo ove questi può essere nascosto è ampio, soffermarsi a sufficienza rende molto difficile rivelarlo.
La seguente tabella indica la difficoltà della prova su PErcezione che un osservatore che si soffermi almeno un giro ad osservare un'area di 36 passi quadrati (6x6 passi) deve superare per individuare una persona che indossa il mantello. La tabella riporta quindi anche la difficoltà della prova se chi indossa il mantello si sta muovendo lentamente o a velocità normale e anche. La tabella riporta anche le tre difficoltà per un osservazione casuale (cioè non di attiva ricerca, quella che potrebbe prestare una sentinella di pattuglia ad esempio). Se chi indossa il mantello attacca una persona inconsapevole della sua presenza questa dovrà superare una prova su PErcezione presa dalla colonna relativa alla sua condizione (ricerca o osservazione casuale) scegliendo tra le tre quella relativa al movimento normale. Se la prova fallisce avrà un malus al CAR di combattimento pari al plus di fallimento della prova e potrà solo difendersi per il primo giro, dopo di che l'assalitore non beneficerà più dell'effetto mimetico del mantello.
Una volta individuato chi indossa il mantello non potrà più nascondersi alla persona che lo ha notato, a meno che questa non lo perda di vista. Il mantello è molto sensibile alle alterazioni magiche e se qualsiasi incantesimo viene formulato mentre lo si indossa e questo sta funzionando l'effetto mimetico cessa immediatamente.


lunedì 25 giugno 2012

Scrivano Pubblico - Antichi Mestieri Napoletani n.18

DESCRIZIONE
Lo scrivano pubblico è il sensale delle parole.
Il suo stile è immutabile, semplice, abborrente da metafore e da qualsiasi figura.
Ama la brevità per convincimento che ha di persuader meglio altrui e giovare più sollecitamente a sé stesso.
Egli non cerca mai modi eleganti nel manifestare ciò che pensa il suo vicino. Sa bene che l'eleganza e il lusso ingenerano la corruzione della specie umana. Indarno i suoi clienti gli raccomandano di usare de' mezzi termini, delle frasi velate, delle allusioni.
Egli è chiaro ed originale. - Ama come Orazio il vin di Bromio e la solitudine, ma non possiede una villa. Gli basta una pietra vesuviana che lo sostenga nel giorno, e le lettere o per meglio dire le epistole!
Egli ama le lettere e gli cal poco che siano amene o belle lettere. Pur che siano lettere altro non chere.
L'apice delle sue cognizioni leggesi sur una tabella che talora pende sul davanti del tavolino. - Colà è scritto si traduce il francese.
L'apice della sua agiatezza è quando ha tal credito mensile, da trovar ricovero in qualche canto di bottega, o, quando riparasi presso un fabbricante di occhiali della strada Quercia, ed accoppia la sua insegna a quella dell'ottico. Così al trasparir degli occhiali, quegli stima di esser meglio veduto.
Lo scrivano ha pure la sua tariffa col prezzo de' suoi lavori, cominciando dalla supplica in carta semplice fino al volume delle cento pagine in folio scritto alla spagnuola, vero apogèo dell'arte sua.
Tra noi popolani han bisogno di ricorrere altrui, quando son lontani da lor' compagni e da' congiunti, epperò stretti si veggono a domandar l'opera del segretario pubblico, a svelargli i più intimi misteri del cuore, ad affidare a prezzolata penna quella prudente indagine paterna che custodisce la pace del focolare domestico.
Però di costa a questi uomini che seggono professando lettere ne' siti già innanzi descritti, vedete posarsi una o più donne e vecchi e giovani con bamboli. Quella al marito assente, ricorda se stessa, i figliuoli, le miserie in che lasciavala, la seduzione che la circonda, ed i fatti gelosi dell'onor suo confida all'ironico segretario che sol di parole fa merce: questa ammonisce giovane figliuolo perché desista da scioperata vita che in sorgente di precipizi lo mena. Altri rimprovera la frode, altri sparge la discordia, altri promette di solvere il debito. E lo scrivano pubblico vede innanzi agli occhi passarsi le immagini di tanti uomini traditori o traditi, spergiuri o fraudolenti, ovvero miseramente virtuosi. Lo scrivano è non pur l'interpetre di tante svariate e strane passioni, ma è il depositario degli altrui palpiti, delle amarezze, delle gioie di fanciulle povere e onorate che per difetto d'istruzione debbon talvolta con se medesime e di se stesse arrossire. Il segretario pubblico meglio che alcun altro scrittore del giorno potrebbe riassumere e redarguire i moti dell'animo plebeo, tenendo innanzi le tendenze, tipo del popolare intendimento e del costume.
Tratto da: De Bourcard: "Usi e costumi di Napoli e Contorni" volume I, pag. 151-153, brano di Carlo Tito Dalbono.

SPUNTI PER AVVENTURE
La descrizione di Dalbono fornisce già di suo alcuni spunti che potremmo dire "naturali" dello scrivano pubblico. Il suo stesso essere pubblico implica che venga usato da delle persone che, nella necessità di comunicare con coloro con cui magari sono in confidenza per iscritto devono mettere a parte di ciò anche colui che scrive, cioè lo scrivano. Questi quindi può essere a conoscenza di un numero di fatti, affari, imbrogli, tresche e altre miserie umane come pochi altri. Ma la sua reputazione lo invoglia alla riservatezza: chi farebbe scrivere cose proprie a qualcuno che si sa ha la lingua lunga? Nessuno in un luogo qualsiasi, quindi figuriamoci a Napoli.
Naturalmente c'è modo e modo di chieder e far domande e questo potrebbe far si che un povero scrivano si trovi ad esser minacciato da bravi o uomini di malaffare affinché spifferi i dettagli di questa o quella lettera. Ciò può avvenire in presenza dei personaggi, questi possono essere assunti a protezione o persino, se sono cattivi soggetti, potrebbero essere latori della minaccia.
Oppure un giovane scrivano potrebbe impietosirsi per una qualche faccenda di cui ha saputo tramite un cliente e chiedere ai personaggi con cui magari è in confidenza o che sono puranche suoi clienti di occuparsene con la massima discrezione e lasciandolo nella sicurezza dell'anonimato.
Altresì lo scrivano potrebbe aver scritto una lettera per una persona di lì a poco scomparsa o uccisa e magari nella lettera (sparita naturalmente nell'atto delittuoso) potrebbero essere contenuti dettagli rivelatori di mandante od esecutore (cosa che potrebbe anche mettere in pericolo lo scrivano, ma in modo più remoto).
Insomma gli spunti che una tale professione può suscitare sono numerose quanti i generi di clienti che gli si rivolgono.

PRONTI PER ESSERE UTILIZZATI

SCRIVANO PUBBLICO LIVELLO 7: PV:65
FO:13, AB:15, AG:13, RI:13, RE:13, PE:13, IN:18, SA:18, VO:13, FR:13, CA:16, BE:13
Leggere e scrivere:16, Comporre epistole:16, Scrivere prosa:14, Discrezione:14, Etichetta:12, Letteratura:14, Lingua Classica:14, Calligrafia:13

SCRIVANO PUBBLICO LIVELLO 18: PV:50
FO:14, AB:18, AG:11, RI:15, RE:10, PE:10, IN:26, SA:27, VO:15, FR:15, CA:20, BE:13
Leggere e scrivere:31, Comporre epistole:30, Scrivere prosa:27, Comporre versi:26, Discrezione:27, Etichetta:22, Letteratura:27, Conoscenza della legge:24, Pettegolezzo:23, Tradurre:26, Lingua Classica:27, Calligrafia:25

domenica 24 giugno 2012

Piante delle Terre Aride - Progetto Witcher n.59

DESCRIZIONE
Un erbario dedicato alle piante che crescono nelle terre aride. Insegna come riconoscerle e spiega come ottenere ingredienti alchemici da questo tipo di piante.
Il libro insegna come riconoscere: aloe del lupo, brionia, verbena, caprifoglio e ginatia.

ALOE DEL LUPO
Una pianta grassa da vaso di cui si usano le foglie.
Prova su Botanica/Erboristeria per riconoscerla: 25
Prova su Preparare Pozioni per ottenerne gli ingredienti: 20
Contiene: Hydragenum/Albedo, 3d6 decimi di oncia per pianta
Cresce in: coltivata in vaso, rara selvatica.

BRIONIA
Una pianta che cresce nelle terre deserte di cui si usano gli steli. Cresce sulle rocce porose.
Prova su Botanica/Erboristeria per riconoscerla: 22
Prova su Preparare Pozioni per ottenerne gli ingredienti: 18
Contiene: Vermiglio/Nigredo, 2d6-4 decimi di oncia per pianta
Cresce in: nelle terre aride rocciose.

CAPRIFOGLIO
Una pianta che cresce nelle terre aride di cui si usano le foglie.
Prova su Botanica/Erboristeria per riconoscerla: 20
Prova su Preparare Pozioni per ottenerne gli ingredienti: 25
Contiene: Zolfo/Albedo, d3-1 decimi di oncia per pianta
Cresce in: deserti, terre brulle.

PETALI DI GINATIA
Una pianta cespugliforme comune, di cui si usano i petali del fiore. La pianta abbonda per diffusione ma la possibilità di trovarla in inflorescenza è solo del 15%.
Prova su Botanica/Erboristeria per riconoscerla: 16
Prova su Preparare Pozioni per ottenerne gli ingredienti: 23
Contiene: Etere/Nigredo, 2d6-8 decimi di oncia per cespuglio
Cresce in: ovunque faccia abbastanza caldo e non vi siano alberi nelle vicinanze.

VERBENA
Una comune pianta da fiori.
Prova su Botanica/Erboristeria per riconoscerla: 12
Prova su Preparare Pozioni per ottenerne gli ingredienti: 18
Contiene: Zolfo/Albedo, 2d6-10 decimi di oncia per pianta
Cresce in: ovunque faccia abbastanza caldo, nelle zone selvatiche dove ci sono pochi erbivori.

sabato 23 giugno 2012

Double Mace - Armeria di Tetsubo n.33

Nome dato da Tetsubo: Double Mace
Nome in Ventura: Doppia Mazza Ferrata, Mazza Ferrata Duplice

DOPPIA MAZZA FERRATA(10d6+4/4/75/po3)

STATISTICHE
Danno fisso: 10d6
Danno variabile: +4
Tempo di Attacco a due mani: 4
Soglia critica: 75
Portata offensiva: 3 passi
A due mani: si
Forza minima a due mani: 24*
Abilità minima: 12
Agilità minima: 15*
Peso: 12 libbre

DESCRIZIONE
Realizzata interamente in metallo la doppia mazza ferrata è composta da due teste sferiche con borchie sporgenti unite tra loro da un asta metallica cava composta di due sezioni. Le sezioni sono a loro volta unite da una giunzione che può essere aperta svitandone le due parti, permettendo di allungare la mazza con una sezione di catena le cui estremità sono strettamente vincolate entro ciascuna parta dell'asta, nella parte terminale.
Una volta che la catena è stata liberata l'arma può essere usata come se si trattasse di due mazze ferrate, e la catena può essere impiegata in parata.

DOPPIA MAZZA FERRATA COME DUE SINGOLE MAZZE(5d6+3/2/50/po2)

STATISTICHE DIFFERENTI (CIASCUNA DELLE DUE)
Danno fisso: 5d6
Danno variabile: +3
Tempo di Attacco: 2
Soglia critica: 50
Portata offensiva: 2 passi
A due mani: no

Inoltre in ogni caso, sacrificando l'uso di una delle mazze è possibile mulinare l'arma, portando facendone variare le caratteristiche nel modo seguente: 6d6+4/3/55/po5 o, se la catena è allungata: 6d6+5/3/60/po6. Questa azione però richiede un punteggio minimo di ABilità 18 e di AGilità di 20.
(*)Alcuni ordini monastici dotati di addestramento particolare potrebbero avere queste limitazioni modificate nel considerare la somma dei punteggi delle due caratteristiche minimo 39 e non le due singole limitazioni individualmente.

venerdì 22 giugno 2012

Pozione della Chiaroveggenza - Oggetti Magici n.55

DESCRIZIONE
Questa pozione è piuttosto bizzarra se la si osserva con attenzione: sembra piena di un liquido ambrato e piuttosto trasparente, ma se si prova a guardare attraverso la bottiglia si vedono luoghi diversi da quelli che ci dovrebbero essere, talvolta deserti, talvolta attraversati o occupati da persone od altre creature, ma nella maggior parte dei casi le immagini sono troppo fugaci o sfocate per riconoscere tanto gli uni quanto le altre*. 

DETTAGLI
Tipo di magia: alchimia/divinazione
Attivazione: quando bevuta
Classe: Preparato alchemico/magico da ingestione

POTERE
Dopo aver bevuto questa pozione il personaggi può, concentrandosi, vedere attraverso gli occhi di un essere che si trovi entro 18 metri da lui. Qualora ve ne fossero più d'uno è possibile, concentrandosi per 2 giri, cambiare la visuale per passare dalla creatura attraverso i cui occhi si sta vedendo alla più vicina, ma non scegliere quale.
Qualora la creatura sia dotata di organi visuali profondamente diversi da quelli di chi ha bevuto la pozione (umani e insetti ad esempio), si dovrà sostenere una prova sulla FReddezza di difficoltà 18 o si resterà storditi per un numero di minuti pari al plus di fallimento della prova, con un malus pari al plus di fallimento della prova a tutte le attività.
(*)La possibilità è pari a un 1% e in quel caso che le persone o i luoghi siano conosciuti è pari a un d6%.
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