martedì 5 febbraio 2013

Le Avventure di Izzy Spoon - I - Il Sepolcro Violato - Parte III

Il corridoio proseguiva ampio per quasi una decina di passi, prima di aprirsi in
una stanza ampia quasi quadrata che doveva misurare oltre 15 passi di lato. 
Izzy Spoon: Dopo aver riposto, con una certa soddisfazione, tutto ciò che aveva trovato, cominciò a pensare a dove potesse essere finito il resto degli orchetti. Probabilmente erano ancora fuori, dal momento che nessuno si era preoccupato di muovere i corpi o di recuperare i loro effetti personali. Oppure era una trappola? In realtà volevano che lo pensasse... no niente da fare con quel ragionamento non avrebbe risolto nulla. Se c'era anche solo una possibilità di entrare ed uscire senza essere visto, doveva sfruttarla. Impugnò la spada e si inoltrò nella grotta, camminando a carponi e facendo il meno rumore possibile.

Dungeon Master: il corridoio proseguiva ampio per quasi una decina di passi, prima di aprirsi in una stanza ampia quasi quadrata che doveva misurare oltre 15 passi di lato. Per terra vi erano i resti di un focolare circondato da pietre, avanzi di cibo e a terra, sicuramente morto visto il colorito, c'era un altro orchetto, con una evidente ferita alla testa. In ciascuna delle tre pareti oltre quella da cui lui era arrivato vi era un passaggio, quello alla sua sinistra e quello di fronte erano entrambi chiusi da porte di legno stagionato, mentre quello verso destra conduceva ad un ambiente più piccolo dove erano sistemati numerosi rozzi giacigli di pelliccia e o fogliame. Tutto l'ambiente era puzzolente e permeato dell'odore della morte, non tanto per l'orchetto, ma per il cadavere umano che era inchiodato alla porta alla sua sinistra, che salvo per numerosi tatuaggi, era nudo e in decomposizione.
La porta a cui era inchiodato sembrava sprangata per qualche motivo, come dimostrava un grosso trave di legno messo a puntellarla. Un braccio scheletrico, completamente privo di carne era intrappolato tra il battente e la parete, ma stranamente impugnava ancora saldamente una scimitarra arrugginita.

Izzy Spoon: Izzy si tappò il naso, nauseato. Se avesse mangiato qualcosa avrebbe certamente vomitato. Represse con insistenza i conati e si avvicinò alla porta davanti a lui, testandone la robustezza.

Dungeon Master: Appena la tastò la porta si aprì cigolando rivelando un altro ambiente più piccolo, dove anche vi erano dei giacigli, ma meno e più grossi, e comodi, se si era un orchetto.

Izzy Spoon: Izzy si ricordò delle parole del nano, e cominciò a tastare i muri in cerca della porta segreta che lo avrebbe condotto alla cripta.

Dungeon Master: Ci mise un poco, ma poi la trovò, proprio di fronte alla porta da cui era entrato nella stanza e trovò il mattone che la faceva scattare.

Izzy Spoon: Izzy entrò nella nuova porta appena scoperta, sempre con circospezione, ma un po' più fiducioso che non avrebbe trovato nessuno in quel luogo. Almeno per un po'.

La porta si aprì con una facilità che lo lasciò quasi stupito.
Opere naniche.
Dungeon Master: La porta si aprì con una facilità che lo lasciò quasi stupito. Opere naniche. Oltre il passaggio vi era un corridoio largo più di cinque passi che si allungava più di quanto la sua torcia non riuscisse ad illuminare. Sulle pareti laterali vi erano dei bassorilievi che raffiguravano una sorta di processione, con uomini a cavallo, alcuni in armatura ed altri no. Dopo circa una quindicina di passi due porte di pietra si fronteggiavano nel corridoio. Entrambe avevano raffigurato sul battente una immagine di donna dai capelli lunghi, ma erano diverse per aspetto e fattezze. A far da cornice a queste porte-ritratto vi erano quattro teste di lupo, unite da una specie rilievo. Izzy notò subito che le teste erano identiche a quella che aveva trovato sul corpo del capo orchetto.

Izzy Spoon: Izzy si avvicinò incuriosito alle porte. Poi provò ad aprirle: prima quella di sinistra, poi quella di destra.

Dungeon Master: Le porte non si mossero, sembravano solidamente bloccate, quasi come se fossero parte della parete stessa.

Izzy Spoon: Izzy si arrese e rimase per un momento a guardare le due opere scolpite nella pietra, poi guardò le teste di lupo. Cominciò a ragionare: perché il capo degli orchetti aveva un medaglione della stessa forma di queste teste? Che relazione c'era tra questo simbolo e la ragazza scolpita nella pietra? Non sapeva nulla di opere d'arte scolpite nella pietra purtroppo, ma sapeva che la maggior parte veniva eseguita a scopo simbolico o per raccontare una storia. Si sedette per pensare meglio: i lupi fungevano da cornice, ed erano attorno alla donna. Questo poteva quindi simbolicamente significare che stavano sorvegliando la donna oppure che la stavano proteggendo. Che l'orchetto avesse trafugato il medaglione dalla tomba?... Non c'era modo di scoprirlo per ora. Magari andando avanti avrebbe trovato altri bassorilievi che avrebbero reso più chiara la storia di questo luogo. Alzò la torcia e proseguì lungo il corridoio.

Dungeon Master: Il corridoio proseguiva ancora per poi svoltare verso destra, dove dopo qualche passo una scalinata con ampi gradini scendeva verso il basso, fino ad arrivare a due grandi portali di bronzo.
Sulle pareti laterali del corridoio i bassorilievi proseguivano mostrando degli uomini che portavano a spalla una specie di cassa col simbolo del lupo sopra. Sulla parete di fronte, invece delle donne inginocchiate stavano per essere colpite da un uomo con la testa di lupo. Izzy riconobbe le fattezze come identiche a quelle sulle porte.
Era arrivato alla scala, quindi era tempo di cercare la seconda porta nascosta.

Izzy Spoon: Izzy si soffermò ancora su quei bassorilievi: sembrava una specie di storia parallela, ma ancora non capiva nulla. Si concentrò e provò a ricordare se aveva letto da qualche parte qualcosa di simile durante i suoi studi al castello. All'improvviso si ricordò di aver letto qualcosa di simile riguardo a certi riti funebri...purtroppo di più non riusciva a ricordare. Gli sembrò coerente col luogo, ma era lontano dalla soluzione. Per un momento pensò che fosse lo spirito del lupo tornato dall'aldilà per vendicarsi, ma era assurdo. Sicuramente gli sfuggiva qualcosa. Tornò a concentrarsi sulla missione, ma quei bassorilievi lo attiravano in una maniera strana. Cercò la seconda porta nascosta, partendo dalle scale in basso e tastando meticolosamente tutte le pareti lungo il corridoio.

Dungeon Master: La trovò quasi nell'angolo di sinistra. Fu più facile questa volta perché sapeva già cosa cercare. La fece scattare e questa si aprì su una stanza rettangolare di circa 10 passi per 15, anch'essa ornata con bassorilievi. Sulla parete di fronte alla porta segreta si aprivano due passaggi ciascuno chiuso da una porta di bronzo col simbolo del lupo scolpito a grandezza quasi naturale. Ma la stanza non era vuota. Vi erano due figure in piedi, davanti a ciascuna porta. Si trattava di scheletri con indosso delle armature a scaglie di ferro, piuttosto arrugginite e che impugnavano uno nella destra, l'altro nella sinistra due grosse scimitarre. Al collo portavano entrambi medaglioni uguali a quello che lui aveva trovato.

Il corridoio proseguiva ancora per poi svoltare verso destra, dove dopo qualche passo una
scalinata con ampi gradini scendeva verso il basso, fino ad arrivare a due grandi portali di bronzo.
Izzy Spoon: Izzy guardò meravigliato dalla porta: ma cosa diavolo erano quegli scheletri!? Chi era il pazzo che li aveva messi lì in piedi e vestiti di tutto punto con le armature? All'improvviso scoppiò a ridere, e dopo essersi assicurato che non ci fosse nessuno nella stanza, entrò e si diresse verso le porte.

Dungeon Master: Come Izzy fece il primo passo nella stanza i due scheletri si mossero, come animati di vita propria, sguainarono le loro scimitarre e si posizionarono sulla difensiva, focalizzando le loro teste morte su di lui.

Izzy Spoon: Izzy si immobilizzò sul posto: gli scheletri erano vivi. Rimase interdetto per un attimo. Non sapeva bene se essere impaurito o no. Aveva sempre saputo che nel mondo c'erano cose, oscure, magiche e nascoste, che si possono solo sussurrare sotto voce nelle notti senza luna. Tuttavia era affascinato da quegli scheletri che lo fissavano. Pensò ad una qualche sorta di magia che animasse i resti dei defunti, ma non si arrovellò più di tanto: erano un ostacolo e doveva sbarazzarsene. Si avvicino agli scheletri, pronto al combattimento. Si stava abituando a combattere, e la cosa cominciava quasi a piacergli.

Dungeon Master: Il giovane visto che i due avversari scheletrici erano entrambi a portata cercò di spazzarli via con la tecnica del ciclone. Riuscì a colpire lo scheletro di destra, ma la sua corazza di scaglie pareva ancora piuttosto resistente e attutì il danno. Quello di sinistra invece schivò il colpo e rispose con una rapidità che ben poco aveva del mucchio d'ossa, ferendo Izzy superficialmente al corpo, a dispetto del suo tentativo di balzare all'indietro e della protezione della sua armatura.

Izzy Spoon: “Sono troppo forti...”, pensò Izzy, tenendosi lo stomaco ferito. Si girò e si diresse a grandi passi verso l'uscita dalla sala, non voltandosi indietro. Arrivò alla porta segreta e cominciò a tastare freneticamente il muro in cerca del meccanismo di chiusura.

Dungeon Master: Lo trovò facilmente e richiuse. Gli scheletri però non mossero un passo per inseguirlo, si limitarono a prendere di nuovo posizione davanti alle porte, mentre la porta segreta si chiudeva.

Guardiano Scheletrico della Cripta
Vi erano due figure in piedi, davanti a ciascuna porta.
Si trattava di scheletri con indosso armature a scaglie
di ferro, piuttosto arrugginite, e che impugnavano uno
nella destra, l'altro nella sinistra due grosse scimitarre.
Izzy Spoon: Izzy si lasciò andare lungo la porta segreta. ormai chiusa.. Chiuse gli occhi e fece dei grandi respiri. Quegli esseri erano sovrannaturali, troppo veloci e resistenti per poter essere sconfitti senza un piano. Si alzò e ripercorse il corridoio, stavolta solo dando occhiate sfuggenti ai bassorilievi, che ora cominciavano a dargli fastidio. Attraversò il secondo passaggio. Cosa doveva fare? Cominciò a frugare in giro tra i cadaveri e i giacigli, in ogni anfratto che potesse raggiungere, cercando un qualcosa che liberasse le ossa dei morti dal tremendo incantesimo. In cuor suo sapeva però che era una ricerca inutile. Solo non sapeva cosa fare.

Dungeon Master: Non trovò nulla tra ciò che era restava dell'accampamento degli orchetti. Ma avvicinandosi al cadavere umano che era appeso alla porta notò che portava due tatuaggi sulle spalle che erano identici all'amuleto a forma di testa di lupo che aveva trovato. Probabilmente apparteneva a lui. Forse si trattava dell'accolito menzionato dal nano...

Izzy Spoon: Izzy fisso per un attimo quei tatuaggi e gli venne in mente una folle idea. Rimosse il corpo dalla porta, e tirò fuori l'amuleto a forma di testa di lupo: le due figure coincidevano perfettamente. Decise di fare un tentativo: si caricò il cadavere sulla schiena e indossò l'amuleto. Fece il percorso a ritroso fino ad arrivare alla seconda porta segreta, la sboccò e si ritrovò di fronte alle figure ossee che lo fissavano. Scaricò il corpo senza vita ai piedi dei due scheletri ed osservò la loro reazione.

Dungeon Master: I due scheletri non sguainarono le scimitarre quando lui entrò col medaglione al collo, ma dopo che ebbe scaricato il corpo ai loro piedi parvero fissarlo per un momento poi scattarono all'unisono, spalancando con la mano libera le due porte, che si aprirono verso l'interno di un altro vasto ambiente che pareva essere illuminato. Sbirciando dentro Izzy poteva vedere un pavimento di chiare mattonelle marmoree e quattro grandi colonne. Al centro della stanza intravedeva un sarcofago di pietra.

Izzy Spoon: Il ragazzo capì di aver fatto centro: avanzò attraverso la porta, gli scheletri prima ostili, ora gli spalancavano le porte verso il suo obbiettivo. Entrato nella stanza si guardò in giro.

...poi scattarono all'unisono, spalancando con la mano libera le due porte, che si aprirono verso l'interno di un
 vasto ambiente che pareva essere illuminato. Sbirciando dentro Izzy poteva vedere un pavimento di chiare
mattonelle marmoree e quattro grandi colonne. Al centro della stanza intravedeva un sarcofago di pietra.
Dungeon Master: Tutte le pareti dell'ampia camera funebre ritraevano scene di battaglie, di incontri ed altre processioni che per il giovane erano prive di significato. Persino le colonne ne riportavano.
Il sarcofago ritraeva un uomo con indosso un'armatura molto simile a quella dei due scheletri che aveva incontrato, ma più ricca e dotata di una maschera dalle fattezze di demonio.
La statua sul sarcofago aveva le mani giunte e reggeva con esse un'urna d'oro che riluceva in modo eccezionale ma se si escludeva una specie di disegno geometrico complesso, probabilmente una lettera di un alfabeto a lui sconosciuto era priva di altre incisioni.

Izzy Spoon: Izzy cercò un modo per aprire il sarcofago: poggiò la mano sul simbolo sconosciuto.

Dungeon Master: Il giovane sentì uno strano vento percorrere quella stanza sotterranea. Un vento davvero curioso visto che non smosse per nulla la polvere che si era accumulata in decenni al suolo.
Davanti a lui, ad un paio di passi dal sarcofago comparve una figura traslucida, con indosso un'armatura identica a quella dell'uomo ritratto nella pietra, ma con in mano una scimitarra dall'aria altrettanto effimera. Solo gli occhi due carboni ardenti sembravano veramente reali.
«Chi OSA turbare il sonno di Hurril dei Lupi del Sole?»

3 commenti:

  1. Grazie per le mie avventure :)

    PS: hai dimenticato di mettere in grassetto "Izzy Spoon" un paio di volte.

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  2. Ops. Ora provvedo. Non era mancanza di considerazione per il tuo PG ;D

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