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mercoledì 20 febbraio 2013

Le Avventure di Izzy Spoon - I - Il Sepolcro Violato - Parte IV

Izzy Spoon: Izzy guardò il fantasma e sulla sua faccia si formò un'espressione allucinata. In un attimo venne sopraffatto dalle troppe emozioni e le gambe cedettero sotto il peso del ragazzo. «Io…mi…dispiace...non volevo..», furono le uniche cose che Izzy riuscì a balbettare.

Dungeon Master: Al giovane parve vedere la maschera di demonio piegarsi in una smorfia di disprezzo, o forse era solo un ghigno. «TU non volevi?! TIRATI SU, verme, e guarda Hurrill Lama di Luce negli occhi. Perché hai turbato il SUO SONNO?»

Izzy Spoon: Il ragazzo era terrorizzato e voleva scappare, lontano da quel luogo di morti e di fantasmi, ma si costrinse a rimanere e ad affrontare lo spirito. Si alzò a fatica, aiutandosi con le mani: «Mi...mi chiamo Izzy Spoon. Sono stato mandato in missione da Erren a...a recuperare i vostri resti...signore». Fece una breve pausa. «Gli orchetti hanno preso possesso di questo luogo, devo portare via ciò che resta di voi, prima che quei mostri ritornino!».

Dungeon Master: «Quindi ti sei introdotto qui come un furetto nascondendoti a loro o hai combattuto come un lupo sconfiggendo tutti quelli che ti si sono parati davanti?»

Izzy Spoon: Izzy cercò di non apparire né troppo impavido né troppo sprovveduto: «Si…beh era questo il mio intento, ma ho sconfitto solo tre nemici, ho dovuto attirare gli altri fuori con uno stratagemma, erano in troppi: per questo è necessario che io vi porti al più presto fuori da qui! Gli altri potrebbero tornare e non so se gli scheletri basteranno a trattenerli!»

Dungeon Master: «Portarmi fuori di qui? Ma come OSI parlare a Hurril Lama di Luce in questo modo, come se fosse una schiava TIMOROSA! E portare lui dove?»

Izzy Spoon: Izzy cercò di essere meno sfrontato: «Non mi permetterei mai di insinuare una cosa simile: il vostro coraggio non è in discussione. Ma vi chiedo umilmente la vostra fiducia in questa particolarissima situazione in cui mi vengo a trovare: una dimora più degna per il vostro corpo e la vostra anima è stata approntata altrove e sarebbe un piacere per me scortarvici. La mia spada è vostra.» Detto questo si inchinò, offrendo la spada alla figura fluttuante. “Dio, spero che non stiano tornando...”, pensava.

Dungeon Master: «Una nuova dimora?», il tono dello spirito sembrava addolcirsi «Più degna? Perché questa è divenuta indegna? O perché Hurril sia venerato?»

Urial lo Sciamano dei Lupi del Sole
...insieme ad un umano magro con indosso abiti di pelliccia,
e, cosa ancora più notevole una grande pelle di lupo di
color ambrato, che il giovane non aveva mai visto,  la cui
testa faceva da cappuccio all'uomo.
Izzy Spoon: Izzy intravide un'opportunità per convincere lo spirito e levarsi da quel luogo il più velocemente possibile: «Perché sia venerato, mio signore, perché sia più vicino al popolo che tanto ha amato e protetto quando era in vita e perché ormai non sarebbe tollerabile che egli riposi in questo luogo, lordato da bestie immonde quali sono gli orchetti. Il riposo e la gloria eterna vi attendono, mio signore».

Dungeon Master: «Così sia allora! Ora io e te diverremo una cosa sola...» disse e la sua immagine divenne una sagoma vorticante di luce e avvolse Izzy come in un turbine.
Il giovane decise di non resistere alla forza che sembrava insinuarsi nella sua mente e nel suo corpo. Un lampo di luce lo accecò e quando riaprì gli occhi si ritrovò ancora in ginocchio vicino al sepolcro, con la spada in una mano e l'urna funeraria nell'altra. Questa però non riluceva più come prima.
Non si sentiva molto diverso da prima, ma inspiegabilmente si sentiva anche più sicuro, determinato e quel sepolcro gli sembrava molto meno brutto ora.

Izzy Spoon: “Ma cosa diavolo è successo?”, si chiese Izzy alzandosi. L'ultima cosa che ricordava era lo spirito che calava su di lui e una forza estranea che cercava di fondersi a lui. Si era abbandonato a quella presenza, non sentiva ostilità provenire da lei. Quando realizzò veramente ciò che era successo si sentì profondamente turbato, ma anche rassicurato: stava diventando più forte. Con questa nuova sicurezza, Izzy era di un passo più vicino alla sua missione. Ripose l'urna nella sacca, rinfoderò la spada e si avviò verso l'uscita della tomba, ansioso di farsi baciare ancora una volta dal sole della speranza.

Dungeon Master: Izzy uscì all'aperto. Si sentì bene come non si era mai sentito, come se la stanchezza fosse rimasta nella tomba e uscendone lui se ne fosse liberato.
Si diresse percorrendo a ritroso la via che aveva fatto col nano e dopo una buona camminata arrivò all'ingresso fortificato dell'insediamento. I nani di guardia lo fecero entrare senza fargli troppe domande, salvo se era lui ad essere uscito con Evver.
Dopo che il giovane rispose affermativamente la guardia gli disse di recarsi alla foresteria e che avrebbe subito avvertito Evver. Così fu e Izzy non era entrato da molto nella foresteria quando il nano arrivò insieme ad un umano magro con indosso abiti di pelliccia e, cosa più notevole una grande pelle lupo di color ambrato, che il giovane non aveva mai visto, la cui testa faceva da cappuccio all'uomo. Questi era anziano e aveva un occhio nero e l'altro di un inquietante color azzurro.

Izzy Spoon: Izzy pensò che l'uomo fosse un esponente del clan nomade. Prima di parlare si chiese se sarebbe stato meglio o no menzionare la faccenda dello spirito che era entrato in lui. Alla fine decise di no: avrebbe potuto indispettire il vecchio del clan. Provò poi a parlare con lo spirito dentro di lui. Non pensava certo che avrebbe funzionato, ma la curiosità era forte e così si concentrò e chiese a se stesso: “Mio signore, siete lì?”

Guardiano Scheletrico della Cripta
...gli scheletri. Cosa diavolo sono? Come fanno a muoversi?
Mi hanno quasi ucciso»

«Guardiani. Sono mossi dalla loro lealtà, da un giuramento fatto
 col sangue tanto forte che vale anche dopo la fine del cammino...
Dungeon Master: Non gli arrivò subito una risposta. Il nano si avvicinò, ma l'altro rimase a guardarlo per qualche istante, poi si fece da presso rapidamente, superando il nano e mentre questi diceva: «Sono contento di rivederti...» lo sciamano si prostrò ai piedi di Izzy e disse qualcosa di strano, perché il giovane sapeva di conoscere quella lingua ma non era in grado di discernere il significato delle parole. Poi successe qualcosa di davvero assurdo. Chiuse gli occhi e li riaprì come per un semplice battito di ciglia, e si ritrovò seduto ad un tavolo con il nano e lo sciamano in piedi alla sua destra.

Dungeon Master: «Sei stato davvero bravo...» disse Evver.

Izzy Spoon: Izzy era a dir poco schioccato. «Grazie, ma sono svenuto o qualcosa del genere...?»

Dungeon Master: «No. Hai portato a termine il tuo incarico lealmente». Aveva parlato quello che doveva essere lo sciamano. «Lo spirito del Signore del Lupi del Sole è tornato qui.» Mostrò l'urna che chissà come aveva lui adesso. «Ma ciò che hai accettato di fare non è senza conseguenze, lo capisci vero?»

Izzy Spoon: «Io...si lo capisco, ma la situazione era tragica e...al momento mi era sembrata una buona idea. Ma...quando vi ho dato l'urna...sono un po' confuso, perdonatemi...»

Dungeon Master: «Non me l'hai data tu», lo sciamano sorrise, un sorriso da predatore. «Me l'ha data il mio Signore. Ma una piccola scheggia del suo alito immortale è restato e sarà sempre con te.» L'uomo tirò fuori dall'urna un talismano a forma di testa di lupo. La fattura era recentissima ma a differenza dell'altro le fauci della creatura erano aperte e stringevano qualcosa, probabilmente un pezzetto d'osso smussato. Lo sciamano glielo porse per la catenella che era di crine intessuto, un crine dello stesso colore della pelliccia che l'uomo indossava.

Izzy Spoon: Izzy era sempre più confuso dalla situazione. Prese in mano con delicatezza il talismano. Lo guardò per un attimo. «Che cos'è?», chiese infine. «è come questo che ho trovato nella tomba...» è mostrò allo sciamano il monile che aveva al collo.

Dungeon Master: «Questo appartiene ai Lupi del Sole...», disse lo sciamano allungando una mano vuota. «L'altro ora è tuo, a testimonianza del tuo coraggio. Lo Spirito del Grande Hurril sarà sempre al tuo fianco e rafforzerà la tua mente e la tua mano quando nei avrai bisogno. Non separartene mai, ma non portarlo in vista a meno che tu non sia coi Lupi del Sole.»

Izzy Spoon: Izzy si sfilò il gioiello che portava al collo e lo consegnò allo sciamano. Poi indossò l'altro e lo nascose in profondità sotto i vestiti. «dov'è lui ora?», chiese il ragazzo.

Dungeon Master: «Cavalca sconfinati campi verdi che sono oltre le nuvole...» disse lo sciamano.
Izzy vide il nano sorridere all'idea. «Urial, penso che il ragazzo si voglia riposare ora, ha l'aria di uno che ne ha bisogno... e io non voglio trattenerti qui...»
«Certo», disse lo sciamano, e dalla cinta che aveva al fianco tolse un sacchetto e lo posò sul tavolo. Nell'impatto fece un rumore raschiante, come di sabbia.

Izzy Spoon: Izzy guardò il sacchetto, ma non osò toccarlo. «E’ per me?» chiese.

Dungeon Master: «E' il tuo argento.», disse il nano. Lo sciamano annuì.

Izzy Spoon: Izzy prese il sacchetto quasi distratto...i suoi pensieri erano rivolti altrove: «Grazie. Signor Urial, prima che andiate, posso farvi qualche domanda?»

Dungeon Master: Lo sciamano lo guardò in viso. Poi annuì. «Te ne sei guadagnato il diritto. Ma la risposta potrebbe essere già dentro di te...» e rimase in attesa della domanda.

Izzy Spoon: Izzy rimase interdetto per un secondo...dentro di lui...intendeva forse che lo spirito....no. Non poteva essere. Ci aveva già provato, nessuno aveva risposto. «Prima di tutto: cosa rappresentano quei bassorilievi di cui la tomba è adorna? Nonostante i miei sforzi ho compreso solo in parte il loro significato.»

Dungeon Master: «Sono un onore tributato dalla gente nanica al mio Signore. Vi sono illustrate le sue imprese e la sua cerimonia funebre, in modo che il suo cammino fino a quel punto sia definito ed egli possa proseguire oltre...»

Izzy Spoon: «Capisco. Un'altra domanda se non è un problema: gli scheletri. Cosa diavolo sono? Come fanno a muoversi? Mi hanno quasi ucciso»

Andò a lavarsi alla fontana e una volta affondato il capo nell'acqua, ne fu
sorpreso: era calda. Acqua termale! Questi nani erano davvero sorprendenti.
Dungeon Master: «Guardiani. Sono mossi dalla loro lealtà, da un giuramento fatto col sangue tanto forte che vale anche dopo la fine del cammino. Ti hanno quasi ucciso perché qualcuno», lo sciamano guardò duramente il nano, «ha dimenticato di avvisarti che prima di entrare nella tomba dovevi recuperare il talismano del mio accolito...»
Il nano tossicchiò.

Izzy Spoon: «Non c'è problema. La prossima volta starò più attento prima di entrare a passo si danza in una stanza con due scheletri» e si concesse un largo sorriso, poi tornò subito serio. «Ora un'ultima domanda: chi era quell'uomo brutalmente ucciso che si trovava nella tomba?»

Dungeon Master: «Yadi, il mio accolito.» disse lo sciamano tristemente.

Izzy Spoon: Izzy abbassò lo sguardo, dispiaciuto per la domanda. «Mi spiace molto. Quell'uomo ha sopportato torture indicibili, ma non ha mai rivelato dove si trovassero i passaggi segreti oppure dove fosse la tomba: ha servito la sua causa fino in fondo, con raro fervore. Desidero che sia fatta menzione di ciò quando racconterete questa storia.»

Dungeon Master: «Capisco la decisione del mio Signore sentendoti parlare.» e lo sciamano annuì. «Sarà fatto come chiedi e ci sarà un posto per lui nel suo santuario. Hai altre domande?»

Izzy Spoon: «No, signore. Se voi non ne avete io andrei a riposare, credo di averne un disperato bisogno...»

Dungeon Master: «Che il sole possa sempre vegliare il tuo cammino...» disse lo sciamano accomiatandosi. Poi disse qualcosa al nano in un'altra lingua, probabilmente un saluto dalla brevità.
Il nano rispose qualcosa nella stessa lingua, poi si rivolse a Izzy: «Accompagnerò lo sciamano. Va pure a riposarti, quando poi sarai di nuovo in forze parleremo...»

Izzy Spoon: Il nano disse a Izzy dove poteva riposare. Una volta accomiatatosi da lui, il ragazzo vagò per i corridoi freddi e impietosì, ciondolando leggermente per la stanchezza. Arrivò là dove gli era stato indicato: il dormitorio comune: una grande stanza circolare, gremita di letti e con una sobria fontana che spiccava al centro. Entrò cercando di fare il meno rumore possibile: alcuni letti ospitavano viaggiatori dormienti. Trovò un letto libero, un po' in disparte dagli altri, si sedette, assaporando la sensazione di morbido che gli era tanto mancata. Cominciò a togliersi l'armatura e le armi. Le appoggiò ai piedi del letto, ove vi era un basso scranno. Andò a lavarsi alla fontana e una volta affondato il capo nell'acqua, ne fu sorpreso: era calda. Acqua termale! Questi nani erano davvero sorprendenti. Tornò a letto galvanizzato dalla morbidezza dell'acqua. Si stese finalmente e si addormentò istantaneamente. Fu un sonno sereno, senza sogni.

martedì 5 febbraio 2013

Le Avventure di Izzy Spoon - I - Il Sepolcro Violato - Parte III

Il corridoio proseguiva ampio per quasi una decina di passi, prima di aprirsi in
una stanza ampia quasi quadrata che doveva misurare oltre 15 passi di lato. 
Izzy Spoon: Dopo aver riposto, con una certa soddisfazione, tutto ciò che aveva trovato, cominciò a pensare a dove potesse essere finito il resto degli orchetti. Probabilmente erano ancora fuori, dal momento che nessuno si era preoccupato di muovere i corpi o di recuperare i loro effetti personali. Oppure era una trappola? In realtà volevano che lo pensasse... no niente da fare con quel ragionamento non avrebbe risolto nulla. Se c'era anche solo una possibilità di entrare ed uscire senza essere visto, doveva sfruttarla. Impugnò la spada e si inoltrò nella grotta, camminando a carponi e facendo il meno rumore possibile.

Dungeon Master: il corridoio proseguiva ampio per quasi una decina di passi, prima di aprirsi in una stanza ampia quasi quadrata che doveva misurare oltre 15 passi di lato. Per terra vi erano i resti di un focolare circondato da pietre, avanzi di cibo e a terra, sicuramente morto visto il colorito, c'era un altro orchetto, con una evidente ferita alla testa. In ciascuna delle tre pareti oltre quella da cui lui era arrivato vi era un passaggio, quello alla sua sinistra e quello di fronte erano entrambi chiusi da porte di legno stagionato, mentre quello verso destra conduceva ad un ambiente più piccolo dove erano sistemati numerosi rozzi giacigli di pelliccia e o fogliame. Tutto l'ambiente era puzzolente e permeato dell'odore della morte, non tanto per l'orchetto, ma per il cadavere umano che era inchiodato alla porta alla sua sinistra, che salvo per numerosi tatuaggi, era nudo e in decomposizione.
La porta a cui era inchiodato sembrava sprangata per qualche motivo, come dimostrava un grosso trave di legno messo a puntellarla. Un braccio scheletrico, completamente privo di carne era intrappolato tra il battente e la parete, ma stranamente impugnava ancora saldamente una scimitarra arrugginita.

Izzy Spoon: Izzy si tappò il naso, nauseato. Se avesse mangiato qualcosa avrebbe certamente vomitato. Represse con insistenza i conati e si avvicinò alla porta davanti a lui, testandone la robustezza.

Dungeon Master: Appena la tastò la porta si aprì cigolando rivelando un altro ambiente più piccolo, dove anche vi erano dei giacigli, ma meno e più grossi, e comodi, se si era un orchetto.

Izzy Spoon: Izzy si ricordò delle parole del nano, e cominciò a tastare i muri in cerca della porta segreta che lo avrebbe condotto alla cripta.

Dungeon Master: Ci mise un poco, ma poi la trovò, proprio di fronte alla porta da cui era entrato nella stanza e trovò il mattone che la faceva scattare.

Izzy Spoon: Izzy entrò nella nuova porta appena scoperta, sempre con circospezione, ma un po' più fiducioso che non avrebbe trovato nessuno in quel luogo. Almeno per un po'.

La porta si aprì con una facilità che lo lasciò quasi stupito.
Opere naniche.
Dungeon Master: La porta si aprì con una facilità che lo lasciò quasi stupito. Opere naniche. Oltre il passaggio vi era un corridoio largo più di cinque passi che si allungava più di quanto la sua torcia non riuscisse ad illuminare. Sulle pareti laterali vi erano dei bassorilievi che raffiguravano una sorta di processione, con uomini a cavallo, alcuni in armatura ed altri no. Dopo circa una quindicina di passi due porte di pietra si fronteggiavano nel corridoio. Entrambe avevano raffigurato sul battente una immagine di donna dai capelli lunghi, ma erano diverse per aspetto e fattezze. A far da cornice a queste porte-ritratto vi erano quattro teste di lupo, unite da una specie rilievo. Izzy notò subito che le teste erano identiche a quella che aveva trovato sul corpo del capo orchetto.

Izzy Spoon: Izzy si avvicinò incuriosito alle porte. Poi provò ad aprirle: prima quella di sinistra, poi quella di destra.

Dungeon Master: Le porte non si mossero, sembravano solidamente bloccate, quasi come se fossero parte della parete stessa.

Izzy Spoon: Izzy si arrese e rimase per un momento a guardare le due opere scolpite nella pietra, poi guardò le teste di lupo. Cominciò a ragionare: perché il capo degli orchetti aveva un medaglione della stessa forma di queste teste? Che relazione c'era tra questo simbolo e la ragazza scolpita nella pietra? Non sapeva nulla di opere d'arte scolpite nella pietra purtroppo, ma sapeva che la maggior parte veniva eseguita a scopo simbolico o per raccontare una storia. Si sedette per pensare meglio: i lupi fungevano da cornice, ed erano attorno alla donna. Questo poteva quindi simbolicamente significare che stavano sorvegliando la donna oppure che la stavano proteggendo. Che l'orchetto avesse trafugato il medaglione dalla tomba?... Non c'era modo di scoprirlo per ora. Magari andando avanti avrebbe trovato altri bassorilievi che avrebbero reso più chiara la storia di questo luogo. Alzò la torcia e proseguì lungo il corridoio.

Dungeon Master: Il corridoio proseguiva ancora per poi svoltare verso destra, dove dopo qualche passo una scalinata con ampi gradini scendeva verso il basso, fino ad arrivare a due grandi portali di bronzo.
Sulle pareti laterali del corridoio i bassorilievi proseguivano mostrando degli uomini che portavano a spalla una specie di cassa col simbolo del lupo sopra. Sulla parete di fronte, invece delle donne inginocchiate stavano per essere colpite da un uomo con la testa di lupo. Izzy riconobbe le fattezze come identiche a quelle sulle porte.
Era arrivato alla scala, quindi era tempo di cercare la seconda porta nascosta.

Izzy Spoon: Izzy si soffermò ancora su quei bassorilievi: sembrava una specie di storia parallela, ma ancora non capiva nulla. Si concentrò e provò a ricordare se aveva letto da qualche parte qualcosa di simile durante i suoi studi al castello. All'improvviso si ricordò di aver letto qualcosa di simile riguardo a certi riti funebri...purtroppo di più non riusciva a ricordare. Gli sembrò coerente col luogo, ma era lontano dalla soluzione. Per un momento pensò che fosse lo spirito del lupo tornato dall'aldilà per vendicarsi, ma era assurdo. Sicuramente gli sfuggiva qualcosa. Tornò a concentrarsi sulla missione, ma quei bassorilievi lo attiravano in una maniera strana. Cercò la seconda porta nascosta, partendo dalle scale in basso e tastando meticolosamente tutte le pareti lungo il corridoio.

Dungeon Master: La trovò quasi nell'angolo di sinistra. Fu più facile questa volta perché sapeva già cosa cercare. La fece scattare e questa si aprì su una stanza rettangolare di circa 10 passi per 15, anch'essa ornata con bassorilievi. Sulla parete di fronte alla porta segreta si aprivano due passaggi ciascuno chiuso da una porta di bronzo col simbolo del lupo scolpito a grandezza quasi naturale. Ma la stanza non era vuota. Vi erano due figure in piedi, davanti a ciascuna porta. Si trattava di scheletri con indosso delle armature a scaglie di ferro, piuttosto arrugginite e che impugnavano uno nella destra, l'altro nella sinistra due grosse scimitarre. Al collo portavano entrambi medaglioni uguali a quello che lui aveva trovato.

Il corridoio proseguiva ancora per poi svoltare verso destra, dove dopo qualche passo una
scalinata con ampi gradini scendeva verso il basso, fino ad arrivare a due grandi portali di bronzo.
Izzy Spoon: Izzy guardò meravigliato dalla porta: ma cosa diavolo erano quegli scheletri!? Chi era il pazzo che li aveva messi lì in piedi e vestiti di tutto punto con le armature? All'improvviso scoppiò a ridere, e dopo essersi assicurato che non ci fosse nessuno nella stanza, entrò e si diresse verso le porte.

Dungeon Master: Come Izzy fece il primo passo nella stanza i due scheletri si mossero, come animati di vita propria, sguainarono le loro scimitarre e si posizionarono sulla difensiva, focalizzando le loro teste morte su di lui.

Izzy Spoon: Izzy si immobilizzò sul posto: gli scheletri erano vivi. Rimase interdetto per un attimo. Non sapeva bene se essere impaurito o no. Aveva sempre saputo che nel mondo c'erano cose, oscure, magiche e nascoste, che si possono solo sussurrare sotto voce nelle notti senza luna. Tuttavia era affascinato da quegli scheletri che lo fissavano. Pensò ad una qualche sorta di magia che animasse i resti dei defunti, ma non si arrovellò più di tanto: erano un ostacolo e doveva sbarazzarsene. Si avvicino agli scheletri, pronto al combattimento. Si stava abituando a combattere, e la cosa cominciava quasi a piacergli.

Dungeon Master: Il giovane visto che i due avversari scheletrici erano entrambi a portata cercò di spazzarli via con la tecnica del ciclone. Riuscì a colpire lo scheletro di destra, ma la sua corazza di scaglie pareva ancora piuttosto resistente e attutì il danno. Quello di sinistra invece schivò il colpo e rispose con una rapidità che ben poco aveva del mucchio d'ossa, ferendo Izzy superficialmente al corpo, a dispetto del suo tentativo di balzare all'indietro e della protezione della sua armatura.

Izzy Spoon: “Sono troppo forti...”, pensò Izzy, tenendosi lo stomaco ferito. Si girò e si diresse a grandi passi verso l'uscita dalla sala, non voltandosi indietro. Arrivò alla porta segreta e cominciò a tastare freneticamente il muro in cerca del meccanismo di chiusura.

Dungeon Master: Lo trovò facilmente e richiuse. Gli scheletri però non mossero un passo per inseguirlo, si limitarono a prendere di nuovo posizione davanti alle porte, mentre la porta segreta si chiudeva.

Guardiano Scheletrico della Cripta
Vi erano due figure in piedi, davanti a ciascuna porta.
Si trattava di scheletri con indosso armature a scaglie
di ferro, piuttosto arrugginite, e che impugnavano uno
nella destra, l'altro nella sinistra due grosse scimitarre.
Izzy Spoon: Izzy si lasciò andare lungo la porta segreta. ormai chiusa.. Chiuse gli occhi e fece dei grandi respiri. Quegli esseri erano sovrannaturali, troppo veloci e resistenti per poter essere sconfitti senza un piano. Si alzò e ripercorse il corridoio, stavolta solo dando occhiate sfuggenti ai bassorilievi, che ora cominciavano a dargli fastidio. Attraversò il secondo passaggio. Cosa doveva fare? Cominciò a frugare in giro tra i cadaveri e i giacigli, in ogni anfratto che potesse raggiungere, cercando un qualcosa che liberasse le ossa dei morti dal tremendo incantesimo. In cuor suo sapeva però che era una ricerca inutile. Solo non sapeva cosa fare.

Dungeon Master: Non trovò nulla tra ciò che era restava dell'accampamento degli orchetti. Ma avvicinandosi al cadavere umano che era appeso alla porta notò che portava due tatuaggi sulle spalle che erano identici all'amuleto a forma di testa di lupo che aveva trovato. Probabilmente apparteneva a lui. Forse si trattava dell'accolito menzionato dal nano...

Izzy Spoon: Izzy fisso per un attimo quei tatuaggi e gli venne in mente una folle idea. Rimosse il corpo dalla porta, e tirò fuori l'amuleto a forma di testa di lupo: le due figure coincidevano perfettamente. Decise di fare un tentativo: si caricò il cadavere sulla schiena e indossò l'amuleto. Fece il percorso a ritroso fino ad arrivare alla seconda porta segreta, la sboccò e si ritrovò di fronte alle figure ossee che lo fissavano. Scaricò il corpo senza vita ai piedi dei due scheletri ed osservò la loro reazione.

Dungeon Master: I due scheletri non sguainarono le scimitarre quando lui entrò col medaglione al collo, ma dopo che ebbe scaricato il corpo ai loro piedi parvero fissarlo per un momento poi scattarono all'unisono, spalancando con la mano libera le due porte, che si aprirono verso l'interno di un altro vasto ambiente che pareva essere illuminato. Sbirciando dentro Izzy poteva vedere un pavimento di chiare mattonelle marmoree e quattro grandi colonne. Al centro della stanza intravedeva un sarcofago di pietra.

Izzy Spoon: Il ragazzo capì di aver fatto centro: avanzò attraverso la porta, gli scheletri prima ostili, ora gli spalancavano le porte verso il suo obbiettivo. Entrato nella stanza si guardò in giro.

...poi scattarono all'unisono, spalancando con la mano libera le due porte, che si aprirono verso l'interno di un
 vasto ambiente che pareva essere illuminato. Sbirciando dentro Izzy poteva vedere un pavimento di chiare
mattonelle marmoree e quattro grandi colonne. Al centro della stanza intravedeva un sarcofago di pietra.
Dungeon Master: Tutte le pareti dell'ampia camera funebre ritraevano scene di battaglie, di incontri ed altre processioni che per il giovane erano prive di significato. Persino le colonne ne riportavano.
Il sarcofago ritraeva un uomo con indosso un'armatura molto simile a quella dei due scheletri che aveva incontrato, ma più ricca e dotata di una maschera dalle fattezze di demonio.
La statua sul sarcofago aveva le mani giunte e reggeva con esse un'urna d'oro che riluceva in modo eccezionale ma se si escludeva una specie di disegno geometrico complesso, probabilmente una lettera di un alfabeto a lui sconosciuto era priva di altre incisioni.

Izzy Spoon: Izzy cercò un modo per aprire il sarcofago: poggiò la mano sul simbolo sconosciuto.

Dungeon Master: Il giovane sentì uno strano vento percorrere quella stanza sotterranea. Un vento davvero curioso visto che non smosse per nulla la polvere che si era accumulata in decenni al suolo.
Davanti a lui, ad un paio di passi dal sarcofago comparve una figura traslucida, con indosso un'armatura identica a quella dell'uomo ritratto nella pietra, ma con in mano una scimitarra dall'aria altrettanto effimera. Solo gli occhi due carboni ardenti sembravano veramente reali.
«Chi OSA turbare il sonno di Hurril dei Lupi del Sole?»
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