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mercoledì 16 aprile 2014

Le Avventure di Izzy Spoon - III - Bandito nella Palude Antica - Parte V

Dungeon Master: Il nano annuì e si mise subito a guidare Izzy lungo i margini di quella vallata nebbiosa. Dopo un paio d'ore di cammino arrivarono in un punto in cui le pareti di roccia si avvicinavano fino a formare una sorta di gola.
Darin scrutò il sole che splendeva sopra di loro. «Ci siamo quasi, ma è molto probabile che ci siano dei pelleverde a sorvegliare il passo. Forse dovremmo aspettare che sia mezzodì. Non gli piace la luce del sole e magari si rintaneranno in qualche grotta lasciandoci passare senza dover combattere...»

Izzy Spoon: Izzy guardò verso le pareti: «Ho paura di chiederlo Darin, ma cosa sono i pelleverde?»

Dungeon Master: «Goblin e tutta la loro schifosa discendenza: hobgoblin e pelosi...»

Izzy Spoon: «E va bene. Faremo come consigli. Un poso sicuro dove aspettare? Non mi piace qui, siamo troppo esposti.» Izzy pensava che non sarebbe mai uscito da quella palude.

Dungeon Master: Il nano indicò un punto sulla parete rocciosa a sinistra dove sembrava esserci una specie di lunga cresta rocciosa: «Possiamo nasconderci dietro quella cengia. Una volta era la salita d'accesso a una torre di guardia sul passo, ma oramai non ne sono rimaste che poche pietre.»

Izzy Spoon: Izzy annuì: «D'accordo. Fai pure strada.»
I due quindi si incamminarono guardinghi lungo il passo,
che assumeva sempre di più una conformazione a collo di
bottiglia, con ripide pareti di roccia a destra e a sinistra
alte decine se non centinaia di passi.

Dungeon Master: Il nano posò la sua arma legandosela alla cintura quindi, si spostò verso la parete di roccia e dopo essersi arrampicato per qualche passo scomparve dietro la cresta di roccia per fare capolino subito dopo. «Vuoi passarmi qualcosa per salire più facilmente?» domandò.

Izzy Spoon: Izzy guardò la sporgenza: era fuori discussione che potesse salirvi senza imbragature e con un simil peso. Per il nano inselvatichito sarebbe stato un gioco da ragazzi. «Volentieri Darin», e si sfilò lo zaino dalle spalle consegnandolo al nano.
Poi si preparò e prese a scalare la sporgenza. Procedette con calma, senza mai guardare giù cercando gli appigli più sicuri. Arrivò in cima abbastanza sudato.

Dungeon Master: Dietro la cresta si nascondeva una specie di lungo corridoio dove le forme squadrate rendevano evidente la lavorazione che era stata fatta per rendere più agevole la salita. La cresta era alta abbastanza da nascondere un nano, ma avrebbe nascosto Izzy solo se restava seduto.
Si trovava rispetto alla gola sottostante ad un altezza pari a circa due volte la statura di Izzy

Izzy Spoon: Izzy si sedette e insieme aspettarono.

Dungeon Master: L'astro salì lentamente nel cielo, dissipando in parte la fredda bruma di quella valle umida. Quando arrivò ad un’altezza tale che nessun luogo era più in ombra Darin si mosse, indicando a Izzy che era il momento di tornare sui propri passi e scendere.
La discesa fu ben meno faticosa dell'arrampicata, anche grazie al periodo di riposo. I due quindi si incamminarono guardinghi lungo il passo, che assumeva sempre di più una conformazione a collo di bottiglia, con ripide pareti di roccia a destra e a sinistra alte decine se non centinaia di passi.
Superarono senza problemi quello che pareva essere il punto più stretto.
Poco dopo però avvistarono due figure che si muovevano nella direzione opposta alla loro. Il riverbero del sole a picco impediva però un'identificazione anche approssimativa. La taglia pareva essere minore di quella umana ma non di molto.

Izzy Spoon: Izzy fece segno a Darin di appiattirsi contro la parete, e di aspettare che le due figure fossero più distinguibili. Potevano anche non essere nemici per quanto ne sapeva, ormai era abituato a non dare nulla per scontato.

Dungeon Master: Darin eseguì alla lettera le istruzioni di Izzy. L'idea fu buona in quanto permise di anche ridurre lo spiacevole effetto di riverbero.
Le due creature non avanzarono di molto durante la manovra però. Sembravano piuttosto lente, come se si muovessero svogliatamente.
Potendole vedere meglio Izzy li riconobbe subito come nani, per la taglia, ma c'era qualcosa di strano in loro: parevano cenciosi peggio di Darin e non portavano armature metalliche, solo elmi di ferro calati sul capo.
Il modo con cui si muovevano ed impugnavano le scuri di ferro che portavano poi era molto meccanico.
Improvvisamente il vento capriccioso girò portando a Izzy e a Darin un odore di decomposizione e carne marcia.
Il nano sgranò gli occhi per la sorpresa e indicò i due al giovane umano.
Nano non-morto
Potendole vedere meglio Izzy li riconobbe subito come nani, per la taglia, ma c'era
qualcosa di strano in loro: parevano cenciosi peggio di Darin e non portavano armature
metalliche, solo elmi di ferro calati sul capo. Il modo con cui si muovevano ed
impugnavano le scuri di ferro che portavano poi era molto meccanico. Improvvisamente
il vento capriccioso girò portando a Izzy e a Darin un odore di decomposizione e carne
marcia. Il nano sgranò gli occhi per la sorpresa e indicò i due al giovane umano.

Izzy Spoon: Izzy comprese quasi all'istante la terribile natura dei nani: essi avevano già cessato di vivere, animati da qualcosa o qualcuno che li controllava come il burattinaio controlla le marionette senza vita. Fece il segno della croce al nano, scuotendo la testa, bianco in volto peggio del latte. Poi sguainò l'alabarda e attese la morte che cammina, tremando.

Dungeon Master: Man mano che si avvicinavano il triste destino dei due nani risultava evidente e Izzy vide la rabbia di Darin crescere. Sebbene non potessero vedere i volti dei due cadaveri, uno aveva l'addome squarciato da tre profondi tagli, mentre l'altro aveva due grossi buchi sul petto slabbrati, come se fosse stato trafitto da una lancia e poi questa fosse stata estratta brutalmente. Non sembravano avversari veloci, ma di certo sarebbero stati duri da abbattere.
Izzy partì in carica ed arrivato a portata del nano non morto incuneò verso il basso la propria alabarda colpendolo ad un piede e buttandolo a terra come un birillo. Con la coda dell'occhio il giovane vide Darin arrivare anche lui in carica un’istante dopo e scaricare la sua rabbia sull'altro cadavere vivente con un colpo terrificante che ne sfondò la spalla, disarticolando il braccio che impugnava la scure, che il nano prontamente afferrò con la sinistra.

Izzy Spoon: Izzy ne approfittò: lesto, superò il suo avversario caduto, gridando a Darin di seguirlo. E si diresse a gran velocità nella direzione da cui erano venuti gli esseri.

Dungeon Master: Il giovane avventuriero prese una rincorsa paurosa e senza quasi accorgersene travolse due goblin che erano appena spuntati da una cengia laterale, i quali presi del tutto alla sprovvista impattarono prima duramente contro la cengia e poi ancora più duramente contro la scure che Darin aveva sottratto al nano morto.
In men che non si dica lo stretto passo fu alle loro spalle e i due sbucarono senza fiato in una sorta di immenso avvallamento tra le montagne che proseguiva sia verso destra che verso sinistra.
Il panorama però non era granché migliorato: il terreno era per lo più brullo e solo qualche arbusto spinoso qua e là ne spezzava la monotonia. Verso sinistra e molto, molto lontano, si intravedeva un paio di sottili fili di fumo nero.
Izzy si concesse qualche istante, poi chiese al nano con ansia e preoccupazione: «Darin, quei nani morti...ne sai qualcosa? Anche se non è la prima volta che degli esseri che non dovrebbero più disturbare i vivi mi si parano innanzi fa sempre un certo effetto... » concluse, ripensando agli scheletri guardiani della tomba di Hurril.
La Via della Cenere
In men che non si dica lo stretto passo fu alle loro spalle e i due sbucarono senza
fiato in una sorta di immenso avvallamento tra le montagne che proseguiva sia verso
destra che verso sinistra. Il panorama però non era granché migliorato: il terreno era
per lo più brullo e solo qualche arbusto spinoso qua e là ne spezzava la monotonia.

Dungeon Master: «I pelleverde hanno degli sciamani, che sono una specie di maghi, che possono rianimare i morti. Ma come hai visto un nano-cadavere è ben poca minaccia... Certo possono ingannare se ben agghindati, ma così conciati no. Almeno ho recuperato un arma decente e questo, anche se dovrò ripulirlo prima di poterlo usare»
Il nano sollevò la scure che ora impugnava al posto del randello e uno degli elmi dei nani.

Izzy Spoon: Izzy si rabbuiò: «Davvero abominevole! Se non fossi così di fretta andrei a fondo in questa storia... ma non abbiamo tempo, anzi ne abbiamo già perso troppo. Sai dove siamo e quanto manca alla città?», chiese Izzy impaziente, domandandosi se quel fumo che si intravedeva in lontananza era la tanto agognata meta.

Dungeon Master: Il nano indicò alla loro destra. «Dobbiamo proseguire in quella direzione per una settimana almeno prima di arrivare al mare, e poi almeno un altro paio di giorni per arrivare a Coda del Drago. Città del Faro è più lontana e anche più piccola. Io non ci sono mai stato però. Ti sto dicendo cose che mi hanno detto. »

martedì 19 novembre 2013

Le Avventure di Izzy Spoon - III - Bandito nella Palude Antica - Parte II

Izzy Spoon: Izzy rimase interdetto per un secondo, era più incuriosito dalla cosa che spaventato. In suo incedere lento non lo preoccupava e la sue fattezze lo lasciavano stranito, ma non così tanto. Una creatura della nebbia, un mostro forse, ma non più terrificante di altre cose già viste in passato, anche nella città dove era nato. La nebbia aveva fatto riaffiorare vecchie paure. Evitò facilmente la creatura e proseguì a passo svelto, guardandosi intorno continuamente.

Dungeon Master: Si lasciò alle spalle la strada: aggirando il mostro. Questo però continuava a orientarsi verso di lui in qualche modo anche se non riusciva a tenere il suo passo. Quindi fu costretto ad allontanarsi parecchio dalla strada fino a perderla del tutto di vista.

Izzy Spoon: Non si fermò in cerca della strada, continuò dritto memore della creatura che certamente lo stava ancora inseguendo, lenta, ma inesorabile, affidandosi a qualche senso nascosto: il mostro era cieco.

Dungeon Master: Camminò a lungo, destreggiandosi tra gli scomodi della brughiera, fino a che non arrivò a costeggiare la parete di roccia. Non molto dopo avvistò la ormai familiare sagoma del piede sinistro della statua. La foschia era meno fitta, doveva essere passato mezzodì oramai.

Quando aveva attraversato il corso d'acqua asciutto per metà il
cespuglio parve sradicarsi dal suolo e, come una sorta di bizzarro
quadrupede di fronde e rami delle dimensioni di una pecora, si mosse
veloce verso di lui caracollando sui gambi che ora che erano sradicati
era evidente terminavano con grosse spine simili ad artigli.
Izzy Spoon: Era esausto e urtato per questo continuo avanti e indietro. Adesso sapeva che la strada giusta era a destra. Si portò nel punto da cui era partito in precedenza e imboccò il sentiero corretto.

Dungeon Master: Seguì la strada a lungo nel suo serpeggiare per la brughiera. Ad un certo punto, quando doveva essere ormai metà pomeriggio la strada fiancheggiò delle rovine: pareti e colonne di pietra. Non le attraversò però: tra questa e quelle c'erano una buona ventina di passi di distanza.

Izzy Spoon: Izzy guardò sospettoso le rovine: non gli piacevano proprio. Decise che avrebbe dovuto uscire il più velocemente possibile da quel posto. Si sentiva abbastanza stanco: erano ore che camminava e il mostro gli aveva fatto sprecare ulteriori energie. Decise comunque di tentare il tutto per tutto: non voleva assolutamente passare la notte lì. Si diresse lungo la strada nella maniera più veloce che il suo fisico gli consentiva.

Dungeon Master: Oltrepassò le rovine e proseguì per qualche centinaio di passi, fino a che arrivò ad un vecchio ponte di pietra che superava un dislivello che un tempo doveva essere stato un corso d'acqua. Ora però questo era ridotto ad un rigagnolo e il ponte era in parte crollato. La strada infatti non lo attraversava, ma lo aggirava a sinistra scendendo nel letto asciutto del fiumiciattolo.
Izzy scese nel letto seguendo la strada che diventava una sorta di scala. Mentre lo attraversava però, notò che sotto l'arco abbandonato c'era un grosso cespuglio spinoso che pareva poggiato su quattro solidi gambi lignei. Quando aveva attraversato il corso d'acqua asciutto per metà il cespuglio parve sradicarsi dal suolo e, come una sorta di bizzarro quadrupede di fronde e rami delle dimensioni di una pecora, si mosse veloce verso di lui caracollando sui gambi che ora che erano sradicati era evidente terminavano con grosse spine simili ad artigli.
Izzy cercò di seminare la creatura inerpicandosi il più rapidamente possibile sull'argine, ma non ci riuscì: fu raggiunto a metà del cammino ma riuscì a girarsi per fronteggiare la strana creatura con l'alabarda, e anche da una posizione abbastanza vantaggiosa.

Izzy Spoon: Izzy si girò per tenere lontana la creatura. Era in una posizione precaria, ma vantaggiosa. Un groviglio di arti simili a rampicanti, foglie, tronchi cercava di ghermirlo, ma il ragazzo utilizzò l'alabarda per tenere a distanza il mostro, squarciando ogni protuberanza che riusciva a raggiungere.

Dungeon Master: L'alabarda si dimostrò efficace contro quella specie di animale-pianta, recidendone e schiantandone alcune fronde, ma l'essere non sembrava intenzionato ad arrendersi e si buttò di nuovo all'assalto ciecamente.

Izzy Spoon: Izzy non si distrasse e parò la maggior parte dei colpi della creatura, subendo solo una o due lievi frustate dagli arti. Dopo che il mostro ebbe rallentato il ritmo, Izzy vide la sua occasione: rapidamente porto l'ascia sopra la testa, e la abbassò a velocità sorprendente, tagliando quasi a metà la creatura, ormai esausta, che scivolò giù dalla sporgenza portando con se rami e radici.

Dungeon Master: La cosa vegetale, qualsiasi cosa fosse, ruzzolò fino al centro del letto asciutto dove rimase immobile come una comune pianta sradicata.

Izzy Spoon: Izzy guardò un secondo la pianta che aveva sconfitto, poi colmò gli ultimi metri e risalì il letto del fiume, non senza un po' di fatica. Era molto stanco, prima per la corsa, poi per la battaglia: doveva uscire al più presto da lì.

Rovuomo
Izzy poté così notare che la creatura che aveva
scambiato per un umano o comunque un umanoide era
si dotato di gambe e braccia (queste ultime troppo
lunghe), ma non aveva pelle o vestiti, era come se
fosse una sorta di pianta spinosa di sembianze
umane, troppo umane.
Dungeon Master: Il giovane avventuriero risalì sull'argine e continuò a seguire la strada. Questa si inerpicava su una sorta di collina che affondava il suo fianco sempre più nella montagna: segno che si stava avvicinando al punto in cui la strada lasciava quella valle paludosa per inserirsi nella via della cenere. Ma quando arrivò in vista della china della collina si trovò davanti un gruppo di goblin che pareva aver appena abbattuto un uomo o comunque un umanoide più grosso di loro. Alcuni di essi erano feriti. Ma quando scorsero Izzy, più o meno lui scorse loro, emisero un grido d'allarme e sciamarono verso di lui. Erano in nove, ma solo cinque gli corsero subito incontro. Erano tutti dotati di scudi rotondi delle dimensioni di un grosso piatto e armati con delle spade corte, più dei pugnali che vere spade e con delle accette che un uomo avrebbe usato al più per sfrondare un albero.

Izzy Spoon: I mostri non persero tempo, e nemmeno Izzy. Le bestie gli li lanciarono contro, e il ragazzo squarciò il fianco al primo dalla distanza. Il secondo si avvicinò correndo, senza rallentare, ma Izzy aveva già preso i tempi: roteando l'alabarda in un movimento fluido, la abbatté sul cranio del nemico, fracassandolo. Il terzo invece riuscì a colpire Izzy, ma l'armatura e un rapido colpo d'occhio lo salvarono da danni gravi. Mentre l'ultimo, sopraggiunto in quel momento, venne neutralizzato da Izzy, che parò il colpo con il manico dell'arma per poi finirlo, l'altro colpì ancora Izzy, protetto dall'armatura ancora una volta, mentre il terzo, provando un colpo forse troppo ardito, rivelò le sue intenzioni, permettendo al ragazzo di parare. Quest'ultimo venne poi squarciato da Izzy che, con una mossa repentina, si girò per affrontare l'altro avversario e riuscì a ferirlo grazie alla portata dell'arma. Il mostro si tenne il fianco urlante, mentre un ultimo nemico giunse in soccorso dei suoi compagni, ma venne ancora una volta bloccato da Izzy. Rimanevano ancora tre goblin, di cui uno ferito, e altri due più avanti, presso il corpo. Izzy non sapeva ancora cosa stessero facendo.

Dungeon Master: I due goblin che erano rimasti presso il corpo guardarono il giovane con gli occhi sgranati mentre questo faceva a pezzi sempre più rapidamente i loro compagni. Per Izzy erano avversari ben al di sotto della sua portata e spacciò facilmente il goblin che già aveva ferito e ne schiantò l'altro indifferente al suo patetico tentativo di parata.
L'avventuriero vide cadere improvvisamente anche i due goblin rimasti presso il corpo a distanza di momenti l'uno dall'altro. Un nano si era avvicinato loro in corsa, armato con un'arma di rozza fattura, a metà tra un randello e una accetta e li aveva colpiti brutalmente anche sfruttando la sorpresa. Izzy si ritrovò quindi a fronteggiare un solo goblin, i cui occhi schizzarono fuori dalle orbite nell'immediata necessità di cercare una via di fuga.

Izzy Spoon: Prima che ebbe il tempo di decidere, Izzy lo decapitò con un fendente laterale. Poi alzò lo sguardo su quel massacro: ancora stentava a credere che fosse stato lui. Esausto, guardò il nano, cercando di capire le sue intenzioni, rinfoderò l'arma, mantenendosi a distanza, e attese.

Dungeon Master: Abbattuti i due goblin, il nano appoggiò la punta della sua arma al suolo.
Era un randello su cui erano state inserite a forza due lame di accetta. La fattura era rozza e le lame sembravano molto simili a quelle delle armi goblin che erano state appena usate contro di lui.
L'aspetto del nano era inconsueto, diverso da quelli che Izzy aveva finora incontrato. La differenza che più spiccava era il tatuaggio di un blu intenso che questi aveva in bella mostra sulla fronte. Barba e capelli erano entrambi molto più corti di quelli dei nani che aveva incontrato finora, come se fossero stati tagliati non molto tempo prima. L'abbigliamento poi non era ordinato e di buona fattura: la corazza del nano, se tale la si poteva considerare, era una specie di giustacuore di cuoio su cui erano cuciti rozzamente pezzi di metallo per realizzare una specie di grossolana borchiatura.
Il nano guardò per un momento il corpo, poi ci sputò sopra e lo rovesciò con un calcio, dicendo: «Schifoso Rovuomo.»
Izzy poté così notare che la creatura che aveva scambiato per un umano o comunque un umanoide era si dotato di gambe e braccia (queste ultime troppo lunghe), ma non aveva pelle o vestiti, era come se fosse una sorta di pianta spinosa di sembianze umane, troppo umane.
Il nano lo stava fissando, o meglio guardava qualcosa e Izzy capì che era il barilotto che aveva legato allo zaino.

Darin il Bandito
L'aspetto del nano era inconsueto, diverso da quelli che Izzy aveva finora incontrato. La differenza
che più spiccava era il tatuaggio di un blu intenso che questi aveva in bella mostra sulla fronte.
Izzy Spoon: Izzy slegò lentamente il barilotto, e lo posò a terrà. «Parli la mia lingua?»

Dungeon Master: Il nano annuì. «Vieni dalla miniera?» domandò.

Izzy Spoon: Izzy si allontanò dal barile, e continuò a parlare lentamente, come se fosse ancora convinto che lo strano nano non riuscisse a comprenderlo: «Si. C'è stata una battaglia...i goblin hanno invaso i tunnel... un vero massacro, ma credo che i nani abbiano vinto, o queste paludi adesso brulicherebbero di goblin»

Dungeon Master: «I goblin hanno invaso...» il nano parve ponderare questa cosa con stupore genuino. «Ma i nani hanno vinto...» lo guardò. «Ma queste paludi brulicano comunque di goblin...» gli mostrò i cadaveri per terra.
«Tu quindi sei un nostro alleato... un alleato del clan. Non può essere diversamente. Sei molto gentile a parlare con me allora, dato che non puoi non avere visto che io sono stato bandito...» si tastò la fronte dove aveva il tatuaggio.
«Perciò ti aiuterò, ma dobbiamo muoverci, questo posto non è sicuro, questa palude è infestata dai goblin e da questi...» indicò la specie di umanoide spinato.
«Il mio rifugio è lì...» indicò un punto in alto sul fianco della montagna. Poi cominciò a frugare tra i corpi dei goblin valutandone le armi.

Izzy Spoon: Izzy cercò di riflettere: “Bandito? E' un reietto. Posso fidarmi di lui? Dopo tutto mi ha appena aiutato...che situazione! Non ho altra scelta, mi farò ammazzare stando qui da solo. Se dovesse rivelarsi pericoloso preferisco un nano come avversario a dei mostri.” «Verrò con te. Mi chiamo Izzy.»

mercoledì 23 ottobre 2013

Le Avventure di Izzy Spoon - II - Lungo la Via Segreta dei Nani - Parte VIII

Dungeon Master: Schizzò come un fulmine e doveva essere stato abbastanza veloce perché oltrepassò la curva senza sentire alcun impatto spiacevole. Udì però una cacofonia di grida gutturali alle sue spalle.
Passata la curva arrivò in vista della barricata dei nani. Daun gli gridò: «Buttati a terra!» mentre lui e gli altri prendevano la mira con le balestre.

Izzy Spoon: Izzy si lanciò contro il muro il più velocemente possibile, cercando di evitare i binari.

Dungeon Master: Agilmente saltellò sui blocchi di pietra buttandosi a destra e facendosi quasi tutt'uno con la parete. Un momento dopo l'aria si riempì del sibilo di dardi d'acciaio. Uno colpì l'umanoide più grosso alla testa spaccandone il cranio come un vaso di coccio. Un'altra prese uno dei goblin a una gamba con un rumore di ossa rotte. Un secondo goblin ne prese una al torace e stramazzò al suolo.
Schiacciato alla parete Izzy vide gli altri due goblin che facevano parte di quella pattuglia scappare via.
Daug gli gridò con un tono feroce: «Fuggono! Inseguili! Fermali!»

Izzy Spoon: Izzy non se lo fece ripetere, ormai la situazione era al culmine della tensione, Izzy stava per crollare. Fece appello alle sue ultime energie e inseguì i due goblin nelle profondità del tunnel.

Dungeon Master: Sfruttando le sue gambe più lunghe il guerriero raggiunse prima un goblin e poi l'altro, spacciandoli entrambi con un unico colpo della sua alabarda. Ora non restava che far sparire i cadaveri.

Pochi momenti dopo sentì una cacofonia di grida provenienti dalla stessa direzione da
cui arrivava il fumo. Per fortuna però non erano nella lingua gutturale dei goblin e
dei loro alleati ma in quella altrettanto dura, ma più musicale dei nani.
In pochi esaltanti momenti la camera di guardia oltre la quale Izzy, Daun e gli altri
si erano schierati a difesa si riempì di nani sporchi, impolverati ed inferociti.
Izzy Spoon: Izzy si guardò velocemente in giro, in cerca di un possibile nascondiglio per i corpi. Poi decise di portarli dai nani: se ne sarebbero occupati loro. Rimise l'alabarda dietro la schiena poi afferrò un goblin per un braccio e l'altro per la caviglia e cominciò a trascinarli, stupendosi di quanto fossero leggeri. Per un attimo rifletté su quanto fosse macabra a scena di lui che trascinava due cadaveri senza peso per un tunnel sotterraneo scavato dai nani. Lui, figlio di un ladro e di una mendicante. Girò la curva del tunnel e si ritrovò nella sala del portone: "Ho dei rifiuti da gettare", disse senza enfasi ai nani.

Dungeon Master: Daun annuì soddisfatto vedendo cosa aveva portato. «Mettili pure stesi a terra subito dietro l'angolo così faranno inciampare qualche nuovo arrivo...»
«Ne arrivano ancora?» domandò un altro nano di cui però Izzy riusciva a vedere solo l'elmo.

Izzy Spoon: «Mi associo alla domanda», disse Izzy lanciando i resti straziati nel punto indicato dal nano.

Dungeon Master: Daun ghignò: «Baug intendeva dire: visto che vieni dalla direzione in cui i goblin sono venuti, ce ne sono altri in arrivo che tu sappia?»

Izzy Spoon: «Non ne ho idea purtroppo, non mi sono addentrato troppo nel tunnel, penso che sia meglio fortificarci qui e attendere l'arrivo dei rinforzi. A proposito dei rinforzi, come avete fatto ad avvertirli dell’invasione dei tunnel?»

Dungeon Master: «Penso tu abbia ragione. Vieni qui. Uhm... Sai tirare con una balestra?»

Izzy Spoon: «Mai impugnata una balestra», rispose convinto Izzy.

Dungeon Master: «Allora è meglio che tu torni alla curva e resti lì finché non senti che c'è qualcuno in avvicinamento. Ma appena senti che arrivano non aspettarli, torna subito qui e vieni a schierarti alle nostre spalle. Hai le gambe lunghe e per te sarà più facile...»

Izzy Spoon: «Mastro Daun, io non so usare una balestra, ma so qualcosa sulla pesca: l'esca non fa mai una bella fine. L'ultima volta stavo per restarci per sempre in quel tunnel. Gradirei un corso accelerato di balestra in tal caso», ribatté Izzy: ormai i suoi nervi stavano cedendo, non poteva stare sottoterra un'ora di più.

Dungeon Master: Il nano parve un po' contrariato. Izzy sentì un altro borbottare qualcosa.
«D'accordo allora vieni qui. Ci coprirai con la tua arma ad asta, come hai fatto prima quando abbiamo affrontato i goblin. Questo pensi di saperlo fare?»

Izzy Spoon: Izzy sbuffò leggermente: «Per questo non c'è problema», ed estrasse la lancia, avanzando al centro della sala. «Sarò la prima linea. Spero che in rinforzi arrivino presto comunque: non so quanti saranno quando torneranno di nuovo.»

Dungeon Master: «Più saranno meglio sarà: Vagno ne conterà i cadaveri per misurare la grandezza della nostra vendetta...» disse uno dei nani, forse Braug, alle sue spalle.
Attesero con le orecchie tese per un bel po', ma nessuna minaccia arrivò ad impegnarli dal tunnel.
Poi ad un certo punto un boato proveniente dalle loro spalle li fece sobbalzare tutti.

Izzy Spoon: Izzy si girò di scatto: «Cos'è stato?», chiese agitato

Dungeon Master: Per qualche istante nessuno gli rispose, poi il giovane intravide una nuvola di polvere che avanzava lentamente dal tunnel che portava alla miniera.
«E' il rumore della vendetta...» gli disse Daun.
Pochi momenti dopo sentì una cacofonia di grida provenienti dalla stessa direzione da cui arrivava il fumo. Per fortuna però non erano nella lingua gutturale dei goblin e dei loro alleati ma in quella altrettanto dura, ma più musicale dei nani.
In pochi esaltanti momenti la camera di guardia oltre la quale Izzy, Daun e gli altri si erano schierati a difesa si riempì di nani sporchi, impolverati ed inferociti.
Daun parlò per qualche momento con quello che doveva essere il loro capo, anche se erano tanto coperti di polvere che distinguere qualsiasi motivo sulle loro armature era impossibile, poi i nani si compattarono e iniziarono ad avanzare rapidamente per il tunnel.
Daun disse qualcosa a due dei suoi compagni che borbottarono malamente in risposta, poi parlò brevemente a Izzy.
«Ora tu tornerai al guscio insieme a due del mio equipaggio. Resterete in attesa di un nostro messaggio. Se questo non arriverà entro un tempo stabilito vuol dire che saremo stati sconfitti. In questo caso sarai riportato a Kara'Nish con la notizia della perdita di questa miniera. E' tutto chiaro?»
Da come occhieggiava i nani che si incanalavano nel tunnel era chiaro quanto fosse impaziente di unirsi a loro.

Izzy Spoon: Sulla faccia di Izzy si dipinse un sorriso quasi malefico: «Mastro Daun, se credete che, dopo tutto quello che ho passato in questo buco umido, me ne possa andare con la coda fra le gambe mentre voi vi coprite di gloria, non mi conoscete ancora bene. Verrò con poi, per il diavolo, non sia mai che lasci fare agli altri tutto il lavoro. Inoltre sono curioso di vedere cos'è successo, come hanno fatto ad entrare.» «Basta parlare adesso, andiamo a massacrare qualche goblin», e senza spettare la risposta di Daun, si affrettò a raggiungere i Nani in marcia. Era stato chiaramente galvanizzato dall'entrata spettacolare del piccolo esercito e ora si sentiva invincibile: anche lui doveva vendicarsi del tempo perso, di tutte le situazioni spiacevoli e delle numerose volte in cui ha rischiato di morire. Mentre marciava alle spalle dei nani si ritrovò a pensare: “Una volta in più non fa differenza.”

Dungeon Master: Si era appena avviato quando il nano lo strattonò brutalmente per un braccio, trattenendolo.
«Non è una questione di coraggio. Non ti faccio tornare al guscio perché penso che tu abbia paura, né avrei motivo di riguardarti per questo. Non sei in una città umana, ma in una fortezza della mia gente e ci sono cose che un umano, per quanto gradito dal mio popolo, non può vedere né conoscere...»

Afferrò il boccale e disse a bassa voce: «Che possano tornare vittoriosi», poi
si portò il boccale alla bocca, chiuse gli occhi, inclinò il capo all'indietro
e trangugiò il boccale. Sentì il liquido amaro scendergli in gola, nello stomaco
e poi risalire istantaneamente al cervello, provocandogli strane fitte.
Il nano partecipò al brindisi alzando il boccale e sorrise mentre Izzy beveva.
Izzy Spoon: Izzy si sentì leggermente offeso, dopotutto aveva rischiato più volte la vita per quella comunità dei nani e nonostante tutto ancora non si fidavano di lui: «Per esempio qualcosa che a che fare con la vostra magia?», chiese con tono di sfida.

Dungeon Master: «Non è il momento di discutere. Tornerai al guscio senza fare storie?» la domanda era piuttosto imperativa.

Izzy Spoon: Izzy si incupì: «Come desiderate. Spero che abbiate qualcuno che vi copra in battaglia», e andò con gli altri nani senza guardare Daun.

Dungeon Master: Tornarono al guscio. Mogiamente. Izzy notò che i due nani lo tenevano d'occhio.
L'attesa era noiosa e i due nani con lui silenziosi come tombe. Ad un certo punto i due presero qualcosa dal carico e uno di loro, Braug tornò da Izzy con due boccali. «Non essere triste. Daun fa ciò che deve. Ci saranno altre battaglie. Birra?» gli offrì sorridendo.

Izzy Spoon: Al solo pensiero del gusto amaro e forte della birra dei nani l'umore di Izzy sprofondò ancora di più, ma apprezzava il tentativo per consolarlo: «Si, grazie», ripose con un sorriso. Afferrò il boccale e disse a bassa voce: «Che possano tornare vittoriosi», poi si portò il boccale alla bocca, chiuse gli occhi, inclinò il capo all'indietro e trangugiò il boccale. Sentì il liquido amaro scendergli in gola, nello stomaco e poi risalire istantaneamente al cervello, provocandogli strane fitte.

Dungeon Master: Il nano partecipò al brindisi alzando il boccale e sorrise mentre Izzy beveva.
«Che possiamo tornare vittoriosi» Replicò un momento dopo.
Izzy si sentì malfermo sulle gambe e fu costretto a sedersi. Sentì le palpebre che cercavano di chiudersi e la mente che si annebbiava, come se qualcuno gli stesse afferrando i pensieri uno ad uno impedendogli di articolarne di nuovi.
Lottò per restare sveglio, ma invano.

mercoledì 16 ottobre 2013

Le Avventure di Izzy Spoon - II - Lungo la Via Segreta dei Nani - Parte VII

Dungeon Master: Non ci fu da avanzare molto. Dopo una trentina di passi la galleria curvava a semicerchio e, proprio nel punto in cui curvava, c'era, sulla sinistra, una specie di ampia alcova piuttosto buia dove era stato infilato un altro vagone, ma senza il cesto metallico dell'altro, era una specie di piano con delle ruote.

Izzy Spoon: Izzy arrivò al luogo prescelto e si diede un'occhiata intorno: forse poteva imbastire qualcosa per rallentare l'avanzata dei nemici. Si mise immediatamente all'opera cercando di portare il carrello sui binari.

Dungeon Master: Cercò inutilmente di smuoverlo e trascinarlo, ma sembrava come se le ruote fossero incastrate e, comunque, essendo di solido metallo, doveva essere parecchio pesante.

Dopo una trentina di passi la galleria curvava a semicerchio e, proprio
nel punto in cui curvava, c'era, sulla sinistra, una specie di ampia
alcova piuttosto buia dove era stato infilato un altro vagone
Izzy Spoon: Rinunciò immediatamente allo spostamento, ricordando l'esperienza di poco fa con un altro di quegli aggeggi. Tolto il carrello, purtroppo non c'era altro modo per cercare di bloccare il passaggio, così decise di accucciarsi dietro all'inamovibile mezzo di trasporto e attendere un'eventuale nemico. Pensò brevemente a un modo per sorprendere i nemici, ma non gli venne in mente nulla. Era semplicemente frustrato e il comportamento freddo dei nani lo faceva sentire molto solo in quella situazione. Si concesse questo momento, poi tornò concentrato sulla situazione. Era pronto a tutto.

Dungeon Master: Passò un tempo indefinito. Ogni tanto sentiva qualche rumore proveniente dalla camera di guardia dove probabilmente i nani stavano ammassando ancora qualcosa sulla barricata improvvisata. Ad un certo punto ci fu un rumore forte e metallico, come se ci avessero aggiunto qualcosa di davvero pesante. Mentre l'eco di quel frastuono ancora svaniva sentì delle voci. Non capiva la lingua ma era spiacevole e gutturale. Erano tra due e quattro creature, capiva troppo poco per essere sicuro...

Izzy Spoon: Si riscosse dal torpore provocato dall'attesa, impugnò l'alabarda, pronto a falciare chiunque avesse tentato di passare. Si mise in posa per scattare fuori dal suo nascondiglio e attese che le voci fossero più vicine...

Dungeon Master: Ascoltando capì che erano almeno in tre coloro che parlavano e, dal rumore di passi sulla pietra, non sembravano molti di più.

Izzy Spoon: Izzy era indeciso sul da farsi: uscire allo scoperto e fiondarsi su di loro, sfruttando l'effetto sorpresa, oppure attendere e verificare la situazione con più calma. Decise che per quel giorno aveva già rischiato troppo, tre nemici poteva affrontarli in una stretta galleria abbastanza agilmente. Attese che si avvicinassero, sempre che fossero queste le loro intenzioni.

Dungeon Master: Li attese. Dopo poco sbucarono dalla galleria e passando davanti all'alcova dove si trovava appostato.
Rimase immobile come una statua, mentre i tre goblin passavano oltre girando l'ultimo pezzo di tunnel. Ancora un po' e i nani li avrebbero di certo avvistati.

Izzy Spoon: A quel punto Izzy decise di agire: uscì dal riparo e, cercando di fare meno rumore possibile, si portò alle spalle dei nemici.

Dungeon Master: Uscì dal suo nascondiglio abbastanza in silenzio da non farsi notare. Ma era questione di istanti prima che un goblin lo vedesse, grosso com'era.

Izzy Spoon: A quel punto, Izzy sollevò l'alabarda con due mani, per sprigionare un colpo devastante: mirò alla nuca della bestia e pregò di non sbagliare. Poi calò un colpo degno di un boia professionista proprio alla base del collo: l'arma fece un rumore tanto secco da far accapponare la pelle e si conficcò parecchio in profondità nella carne della creatura, spruzzando sangue ovunque. Izzy tolse l'alabarda dall'ormai cadavere del goblin aiutandosi con un piede, poi rialzò l'arma proprio mentre un altro goblin si stava girando. Un secondo colpo si abbatté sul cranio del goblin, uccidendolo all'istante.

Dungeon Master: Il terzo goblin che era appena più avanti si voltò prima che potesse arrivare anche a lui, con un’espressione terrorizzata per quella sorte di morte che si era materializzata alle loro spalle. Fece per scappare oltre la curva, ma dopo una manciata di passi ci fu uno schiocco e Izzy vide il suo corpo rigettato indietro con violenza con un dardo di balestra conficcato nella testa.

Il terzo goblin che era appena più avanti si voltò prima che potesse
arrivare anche a lui, con un’espressione terrorizzata per quella sorte
di morte che si era materializzata alle loro spalle. Fece per scappare
oltre la curva, ma dopo una manciata di passi ci fu uno schiocco

Illustration taken from Ninja Weasels
Izzy Spoon: Izzy fu colto un po' di sorpresa e si sporse, molto lentamente, dalla curva per vedere chi era stato il formidabile arciere.

Dungeon Master: Poco ci mancò che quel gesto gli costasse la testa. Un dardo di balestra fischio a meno di tre dita dal suo cranio, conficcandosi nella parete alla sua destra.
Sentì qualcuno parlare in nanico. Poi Daug gli gridò: «Per la Scure di Daffra perché non avverti che sei tu? Baug quasi ti faceva un altro buco in testa!»

Izzy Spoon: Izzy guardò la freccia, poi i nani e alzò le braccia in segno di scuse. Poi tornò verso il nascondiglio, nel caso altri goblin si facessero avanti. Poi si chiese cosa ci facesse lui in quel dannato buco: i nani potevano tranquillamente occuparsi di un esercito intero. La cosa si faceva sempre più pericolosa e aveva perso il conto delle volte in cui aveva rischiato di morire.


Dungeon Master: Si era da poco rimesso in posizione che Braug spuntò da sinistra.
«Sono venuto a far sparire i vermiciattoli morti...» disse soltanto prendendo uno dei goblin per i piedi. «Nessun rumore?»

Izzy Spoon: «Non sento nulla, potrebbero essere finiti. Stare qui immobile mi mette a disagio.»

Dungeon Master: Il nano gli sorrise in modo quasi paterno.
«Capisco che per un umano non sia una cosa... Uhm... naturale. Ma tra un po' i nostri fratelli saranno qui e tu potrai continuare il tuo viaggio...»
Prese l'altro goblin per i piedi ed arretrò. «Occhi e orecchie aperte...»

Izzy Spoon: Izzy annuì, ma dentro di se continuavano a risuonare le parole: "Ha fatto la fine del topo". Si trattava di resistere all'ignoto, questo gli logorava i nervi e il fatto di stare sottoterra non migliorava la situazione. Ma forse insieme ai nani poteva uscirne vivo. Si sedette nel solito nascondiglio e attese mentre Braug ripuliva.

Dungeon Master: Passò un tempo indefinito in quel mondo sotterraneo dove misurarne il passare era complesso. Ad un certo punto spuntò Daug.
«Sono vicini ormai - disse con soddisfazione - appena vedi che lanciamo una pietra contro quella parete - indicò la parete prima della svolta - torna indietro da noi... Capito?»

Izzy Spoon: Izzy parve felice che qualcosa si stesse muovendo: «D'accordo, ho capito»

Dungeon Master: Ma Daug non era andato via che da poco quando qualcos'altro parve muoversi o quantomeno farsi sentire. Arrivava qualcosa dal tunnel dall'altro lato. Altri goblin o forse chissà cos'altro...
Izzy si mise in ascolto, ma non riuscì a determinare di quante creature si trattasse. Più di due, di certo.

Izzy Spoon: "Per la miseria, ti pareva che fossero finiti...", pensò Izzy. Attese l'arrivo dei nemici, pronto al combattimento ancora una volta.

Guerriero Hobgoblin
Non era alto quanto lui, ma più robusto,
somigliava ad un incrocio tra un goblin
e un orchetto. Indossava una corazza di
cuoio e pelli non conciate ed era armato
con una grossa mazza chiodata.
Dungeon Master: Si nascose sfruttando quell'alcova pronto a scattare.
Sentì i passi avanzare. Poi a un certo punto si fermarono. Li sentì parlare. Poi un rumore secco e un grido di dolore. Poi una voce gutturale più alta e secca delle altre. Stava per trovarsi davanti almeno tre goblin e un'altra creatura, probabilmente umanoide.

Izzy Spoon: Izzy non osava guardare: “Cosa diavolo era quel suono?”, decise poi che non voleva scoprirlo: voleva tornare di corsa dai nani, ma aveva promesso loro che avrebbe protetto il passaggio. E l'avrebbe fatto. Attese che i nemici fossero vicini, sperò solo che non l'avessero scoperto.

Dungeon Master: Il rumore dei passi inframezzato un altro paio di volte da un parlato rozzo e gutturale si avvicinò sempre più, finché una creatura umanoide la cui testa arrivava alle spalle di Izzy arrivò nel suo arco visivo. Non era alto quanto lui, ma più robusto, somigliava ad un incrocio tra un goblin e un orchetto. Indossava una corazza di cuoio e pelli non conciate ed era armato con una grossa mazza chiodata.
Era seguito da presso da due goblin emaciati armati con spade corte e scudi tondi. Quello dei due che avanzava più a sinistra, vicino all'alcova si girò nella sua direzione e lo vide. Era stato scoperto.

Izzy Spoon: Izzy pensò in una frazione di secondo: “se non me ne vado, stavolta mi ammazzano davvero”, così saltò fuori dal nascondiglio con rapidità felina e si lanciò vero la curva del tunnel urlando: «Sono io! Arrivano!»

giovedì 3 ottobre 2013

Le Avventure di Izzy Spoon - II - Lungo la Via Segreta dei Nani - Parte VI

Izzy Spoon: Izzy si rese conto che la situazione si stava facendo disperata: doveva chiudere la porta a tutti i costi. Mancava l'altro battente: adesso o mai più l'avrebbe chiuso.

Dungeon Master: Il giovane avventuriero tese la sua muscolatura e con uno scatto sprangò anche il secondo battente. Sentì uno schiocco pauroso nel farlo, ma, girandosi, capì che non si era fatto nulla. Il goblin che aveva l'arco però, aveva provato a bloccare la porta mettendoci un braccio ed ora il braccio era dentro a penzoloni dalla porta e il resto del goblin era fuori che gridava dal dolore.
L'altro goblin aveva avuto il tempo di tirarsi su e, pur avendo sguainato una spada corta, stava aggirando rapidamente Izzy per darsi alla fuga.

Izzy Spoon: Izzy si girò appena in tempo per notare l'altro goblin, che si era appena rialzato: «Tu non vai da nessuna parte», disse a bassa voce. Poi con uno scatto degno di una pantera, si portò istantaneamente davanti a lui, torreggiando come un demone. Dal momento che non aveva nessuna arma in mano, gli afferrò la testa e gliela girò quasi completamente, con una forza e una rapidità impressionanti. Un suono secco, come di ramo spezzato, accompagnò la rottura dell'osso del collo del goblin, che aveva ancora un'espressione di puro panico stampata in faccia.

Dungeon Master: Per un tempo brevissimo si susseguirono grida e qualcuno batté più volte contro i battenti sprangati, ma inutilmente: le porte sembravano in grado di reggere con tranquillità un ariete da assedio, figurarsi i colpi di qualche piccolo goblin. Poi fu silenzio.
Izzy restò a sorvegliare la porta chiusa, ma non arrivò nessuno a minacciare la sua posizione. Dopo poco arrivò Daun seguito dagli altri. «Ben fatto!» disse soltanto. «Ora non ci resta che tornare alla camera di guardia da cui siamo entrati e tenere la posizione finché gli altri non riusciranno ad aprirsi un varco. Prima però dobbiamo mettere questa porta fuori uso quanto basta a non poterla più chiudere...» Indicò Baug e l'altro nano di cui Izzy ancora non sapeva il nome. «Pensateci voi. Togliete i cardini e nascondeteli nell'accesso segreto alla camera.»

Izzy Spoon: Izzy si avvicinò al portone: «Andate, vi copro io!», poi si girò e si mise in guardia, pronto a ricevere eventuali goblin superstiti.

Si trattava di una specie di carretto fatto però di ferro le cui ruote posavano
sugli assi di metallo che i nani chiamavano binari. Era pieno di terra e pezzi di
roccia pressati dentro per riempirlo al massimo. Doveva essere piuttosto pesante.
Dungeon Master: Daug annuì gravemente. «Tornate indietro seguendo i binari. Se trovate qualche vagone spingetelo fino alla camera di guardia, lo useremo come barricata» disse rivolto tanto a lui quanto ai due nani che stava per difendere. Quindi si allontanò insieme all'altro nano verso il passaggio segreto.
I due si misero al lavoro battendo sulle cerniere con la parte opposta alla scure delle loro asce. Il rumore echeggiava. Chissà quanto era forte realmente.
Un po' stordito dal rumore del metallo sul metallo Izzy non seppe valutare quanto tempo fu necessario ai nani a togliere le prime quattro cerniere. Ad un certo punto però, quando si trattò di passare alle quattro superiori, (due per porta) i nani si accorsero che erano troppo in alto.
Baug gli chiese: «Avviati lungo i binari e vedi se trovi un vagone. Se si spingilo fin qua, abbiamo bisogno di un sostegno stabile per lavorare alle cerniere in alto...»

Izzy Spoon: Izzy rispose affermativamente, poi proseguì, inoltrandosi nella penombra della galleria. Doveva cercare una specie di vagone con delle ruote, che, aveva intuito, servisse al trasporto di qualcosa. Aguzzò la vista e accelerò il passo, cercando di individuare qualsiasi cosa somigliante all'oggetto richiesto dai nani. Più si inoltrava in quel tunnel, più si sentiva a disagio.

Dungeon Master: Percorse un bel po' di tunnel prima di trovare qualcosa che lo ostruiva quasi completamente.
Si trattava di una specie di carretto fatto però di ferro le cui ruote posavano sugli assi di metallo che i nani chiamavano binari. Era pieno di terra e pezzi di roccia pressati dentro per riempirlo al massimo. Doveva essere piuttosto pesante.

Izzy Spoon: Izzy non perse tempo: si puntellò coi piedi e provò a ribaltare il carretto a terra con tutto il suo contenuto.

Dungeon Master: Il giovane spinse e tirò con tutte le sue forze ma il carrello non si sollevò nemmeno dai binari. Era troppo pesante per ribaltarlo.
Dopo aver riflettuto sul da farsi decise si stringersi contro la parete e passare dall'altro lato per spingerlo. Non fu proprio comodo ma trattenendo un po' il fiato ce la fece.
Dall'altro lato, nella parte bassa del vagone notò due leve, una più lunga dell'altra che stavano quasi parallele.

Izzy Spoon: Izzy si avvicinò alle leve, le guardò: magari una di queste serve per muovere il carrello. Tirando la leva sbagliata cosa sarebbe successo? Ci pensò un po' su, poi decise di fare una cosa apparentemente insensata. Decise di tirare entrambe le leve. Qualcosa sarebbe successo.

Dungeon Master: La leva più corta si mosse subito mentre per smuovere l'altra dovette fare appello a tutta la sua forza. Sentì dapprima un cigolio metallico, non appena la leva corta fu mossa e poi un cigolio più forte quando l'altra si abbassò quasi di botto. Successe qualcosa di imprevisto. Il vagone parve ribaltarsi anche se le ruote restavano salde sui binari. Solo il grande cesto metallico che conteneva pietre e terra girò su sé stesso come mosso da una forza invisibile, rovesciando un immane quantità di detriti nell'angusto corridoio, e sollevando una nube di polvere spessa come nebbia impenetrabile. Izzy cominciò a tossire quasi all'istante, non poteva restare lì altrimenti rischiava di soffocare.

Izzy Spoon: Izzy, arrancando e tossendo, cercò di individuare il carrello nella coltre, dopo poco lo trovò e si diresse a tutta velocità verso il portone, uscendo dalla nube di detriti e respirando a pieni polmoni.

Il vagone prendeva sempre più velocità. Arrivò in vista del portone
in un attimo. I due nani lo guardarono atterriti vedendolo arrivare.
Dungeon Master: Funzionò. Il carrello prese rapidamente velocità e in un attimo il giovane fu fuori dalla nube di terreno. Poi però cominciò a prendere troppa velocità. Izzy faticava a corrergli dietro abbastanza in fretta sui binari, dove rischiava di inciampare nei blocchi di pietra che sostenevano le travi di ferro ad ogni passo.

Izzy Spoon: Subito gli venne l'idea di saltarci dentro, così si diede la spinta con le braccia e in un secondo stava sfrecciando lungo il tunnel, dritto verso il portone.

Dungeon Master: Il vagone prendeva sempre più velocità. Arrivò in vista del portone in un attimo. I due nani lo guardarono atterriti vedendolo arrivare. Uno di loro si buttò nella camera di guardia senza pensarci un momento. Baug gridò: «Frena! La leva corta!» poi si tolse di mezzo anche lui sparendo nella camera di guardia. Il portone chiuso si avvicinava, improvvisamente minaccioso, a gran velocità.

Izzy Spoon: Izzy non seppe cosa fare, la velocità del vagone lo aveva sorpreso, anche se i nani urlavano qualcosa su una leva corta, non li sentì completamente. Il portone era sempre più vicino e agì d'istinto: si lanciò fuori dal vagone in corsa...

Dungeon Master: Così come vi era balzato dentro ne saltò fuori. Fu lesto o forse solo fortunato ad atterrare a piè pari su una delle pietre che sostenevano i binari, dove barcollò per qualche istante ma poi fu di nuovo pronto all'azione.
Poco dopo il vagone si schiantò rumorosamente contro la porta, facendo schizzare via il cardine destro più alto. Comunque era uno in meno di cui occuparsi.
Baug mise fuori la testa dopo un po' e si guardò intorno. Poi disse qualcosa all'altro nano che saltò nel vagone con un agilità sorprendente e si arrampicò su di esso cominciando a lavorare ai cardini rimasti. Non prima per do aver detto qualcosa di spiacevole a Baug in nanico indicando prima il nano e poi Izzy.
«Stai bene?» chiese solo Baug rispondendo poi all'altro nano con un gestaccio.

Izzy Spoon: «Si, tutto bene, grazie...» rispose Izzy. «Quanto ci vorrà per togliere i cardini?»

Dungeon Master: «Non molto. Torna indietro lungo i binari e avverti Daug che va tutto bene e digli quel che è successo. Di certo avendo sentito tutto questo baccano avrà come minimo pensato che è crollato il tunnel...» Izzy colse una certa irritazione nelle parole del nano.

Izzy Spoon: «Scusatemi, ho agito di impulso», cercò di giustificarsi Izzy. Poi si diresse verso i binari, in cerca di Daug. Questa storia cominciava a irritarlo: rimpianse di non avere preso la strada in superficie.

Dungeon Master: Il giovane camminò lungo i binari, fino a ritornare nel punto in cui erano ingombrati dalle masserizie che aveva scaricato dal carrello. Poco più avanti vide che lungo i binari arrivava Daug. «Cos'era tutto quel rumore? E' successo qualcosa?» Gli chiese il nano vedendolo avanzare.

Il nano gli indicò dove proseguivano i binari, oltre la stanza di guardia
dove erano entrati all'inizio della loro incursione in quel sotterraneo. [...]
«Poco più avanti i binari curvano e iniziano a salire: c'è una specie di rientranza...»
Izzy Spoon: Izzy cercò di assumere un'espressione dispiaciuta: «Colpa, mia. La faccenda del carrello ha preso una piega...imprevista.»

Dungeon Master: «Capisco... Sto organizzando la postazione. Quanti di quei vermiciattoli verdi alla volta pensi di poter affrontare?» Il nano non diede segno di aver capito la sua arguzia.

Izzy Spoon: Il ragazzo decise di sorvolare: «Penso tre, quattro al massimo», rispose con convinzione.

Dungeon Master: Il nano gli indicò dove proseguivano i binari, oltre la stanza di guardia dove erano entrati all'inizio della loro incursione in quel sotterraneo. Izzy notò che l'altro nano stava ammassando casse e mobilio di traverso appena oltre l'angolo della camera a fare una specie di barricata.
«Poco più avanti i binari curvano e iniziano a salire: c'è una specie di rientranza. Se ti piazzi lì potrai di sicuro sorprendere qualsiasi goblin che arriva. Cerca di fermarne il più possibile, ma se sono troppi o ti nascondi e li fai passare oltre per tagliargli poi la ritirata quando gli tireremo contro o corri più veloce di loro verso la barricata che stiamo mettendo su... Pensi di poterlo fare?»

Izzy Spoon: Izzy pensò di aver capito: «Nel caso siano in troppi non farei meglio a tagliare dai passaggi segreti?», chiese.

Dungeon Master: «Non ce ne sono che salgono verso l'alto da qui. Non sarebbe stato sicuro costruirli...» disse il nano con l'aria di chi spiega una cosa ovvia.
«Ma se non te la senti andrò io stesso a farlo. Avevo pensato a te perché hai le gambe più lunghe ed un arma ad asta, non perché tu sia il solo non-nano tra noi»

Izzy Spoon: «Si, hai pensato bene, lo farò. Chiedevo solo per precauzione.» Poi controllò di avere tutto l'equipaggiamento necessario e si incamminò verso il luogo prescelto da Daug.
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