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giovedì 5 febbraio 2015

Le Avventure di Izzy Spoon - IV - Il Lungo Cammino della Vendetta -Parte III

Izzy Spoon: Izzy capì che era giunto il momento che si era costruito con tanta fatica, quindi si alzò in piedi, in modo che il fuoco gli conferisse un'aria solenne e misteriosa, e parlò con voce possente: «Sono Izzy Spoon, un viaggiatore ramingo che si è fatto qualche amico tra la tua gente, onorevole Varak, e tra la gente dei nani. Ho intrapreso un viaggio attraverso l'ignoto per ritrovare qualcosa che mi è stato preso. Voglio aiutarti ancora Varak: il mercante che vi ha tradito merita la morte. E io voglio aiutarvi a dargliela. Se accetterete però, vi chiederò qualcosa che andrà al di là di un semplice favore: sareste disposti ad abbandonare tutto e a seguirmi nella mia avventura? Non vi garantisco che tornerete vivi, ma vi prometto onore, vi prometto tesori, vi prometto tutto quello che un guerriero desidera dalla vita. Vi chiedo molto lo so, ma fidatevi di me, come si fidò Evver, Anziano di Kara'Nish, come si fidò Urial, sciamano del clan dei Lupi del sole, che mi chiese di recuperare i resti di Hurril Lama di Luce dalla sua tomba ormai infestata dagli orchetti. Lo spirito di Hurril entrò in me: ora parlo la vostra lingua e comprendo molte cose che prima ignoravo. Era destino che ci incontrassimo, che vi aiutassi a compiere la vostra vendetta, che vi facessi risorgere come uomini e come guerrieri. Unitevi a me, non ve ne pentirete!», poi li guardò uno a uno negli occhi, come se quelle parole fossero impresse a fuoco nel suo sguardo.

Dungeon Master: Varak ascoltò impassibile le parole di Izzy mentre i suoi uomini avevano invece espressioni che andavano dalla sorpresa alla diffidenza. Darin guardò Izzy quando sentì nominare Kara'Nish.
«Varak crede negli Spiriti e nel Destino. Tu vieni di certo per riportarlo sul giusto sentiero: un sentiero di vendetta e riscatto. Accetto di seguirti nel tuo cammino Izzy dei Lupi del Sole.»

Izzy Spoon: Izzy annuì soddisfatto: «Ne sono onorato Varak. Da ora in poi saremo compagni. Ora riposiamo, è stata una lunga giornata per tutti.»

Dungeon Master: Varak assentì. «Si è bene mangiare e dormire. Domani cominceremo l'inseguimento e sarà meglio che essere riposati...» Il nomade si allontanò per andare a prendere la cena che stava venendo cucinata sul fuoco e Darin si avvicinò: «Cosa avete detto?»

Izzy Spoon: «Da ora in avanti Varak viaggerà con noi. E' un uomo d'onore e un buon guerriero credo. Mi servono uomini come lui al mio fianco», rispose Izzy.

Dungeon Master: Il nano lanciò al nomade uno sguardo sospettoso.
«Anche gli altri verranno con noi o solo Varak?»

Izzy Spoon: Izzy alzò lo sguardo e guardò gli altri: «Varak, i tuoi uomini ti seguiranno? Non sono obbligati a farlo.»


Barga il mercante
«Barga è un grassone che non sa
maneggiare che quelle cose con cui mangia
la sua gente, come si chiamano Moruk?
»
«Porchette» suggerì a Varak il cugino.
Dungeon Master: Prima che Varak potesse rispondere Moruk disse: «Dobbiamo vendicare i nostri fratelli. Tu ci hai ricordato un nostro dovere di fratelli e sei fratello di sangue di Hurril Lama di Luce. Io vi seguirò!»
Tarad annuì: «Anche io.» Persino Ogak parve convinto quando si associò: «Io pure vi seguirò!»
Il nomade di guardia, di cui Izzy non conosceva il nome ma che evidentemente a dispetto del suo compito aveva seguito il discorso concluse: «Anche Talak è con voi!»

Izzy Spoon: Izzy si lasciò andare in un caldo sorriso: «Grazie a tutti! Venite, mangiamo insieme. Oggi inizia una nuova vita per noi. Domani discuteremo il piano d'azione per vendicarci del traditore. Giuro sul mio sangue che non la passerà liscia.»

Dungeon Master: Mangiarono la zuppa cucinata da Moruk, che Izzy apprese era il vice di Varak nonché il cugino. Era abbastanza sapida grazie a della carne che vi galleggiava dentro. Una volta che tutti ebbero consumato il cibo caldo vennero decisi a sorte i turni di guardia e quindi ci si coricò attorno al fuoco. Quando era ancora completamente buio fuori Izzy fu svegliato da un tuono portentoso, e per il breve tempo che restò sveglio prima di riaddormentarsi l'ingresso della caverna fu illuminato altre tre volte da saette. Anche la pioggia scrosciava rumorosa.
Quando però il mattino dopo lasciarono il loro provvidenziale rifugio della tempesta non vi era più traccia nel cielo e salvo occasionali pozze di fanghiglia la terra brulla della via della cenere recava pochi segni della pioggia.

Izzy Spoon: Mentre camminavano Izzy cercò di ottenere qualche informazione sul bersaglio: «D'accordo, ditemi tutto quello che sapete su quell'uomo. Qualsiasi cosa, anche la più insignificante è utile»

Dungeon Master: «Barga è un grassone che non sa maneggiare che quelle cose con cui mangia la sua gente, come si chiamano Moruk?»
«Porchette» suggerì a Varak il cugino.
«Si quelle cose lì: se la fa nei calzoni, appena vede un goblin armato di pugnale. Ha con lui un paio di servitori codardi come lui. Il vero problema sono le barbe-di-sabbia: hanno scudi, spade pesanti e armature di ferro tessuto come fosse lana... ce ne sono due mani» disse mostrando i palmi aperti con 10 dita.
«C'è anche la ragazza...» aggiunse Ogak.
«Lei non è un problema, visto che l'hanno incatenata... »

Izzy Spoon: «Una ragazza incatenata? E' una prigioniera! Questo è interessante. La nostra priorità sarà scoprire chi è e perché Barga la tiene con se, poi elaboreremo un piano. Sapete dove vive o chi può avere questa informazione?», chiese Izzy.

Dungeon Master: «In effetti potrebbe esserci utile: ha il fuoco dentro - disse Varak - l'abbiamo trovata durante i primi giorni in cui scortavamo Barga: aveva addosso solo un mantello di pelliccia rovinato ed era sporca come un orchetto. Non so bene come ci fosse finita lì perché capisco abbastanza la lingua del baratto, ma non capisco le altre. Non era di Rhun però...»
Ogak aggiunse: «Se ne stava dritta come una lancia a guardarci avanzare, i suoi occhi erano come due pezzi di ghiaccio illuminati dal sole. Sembrava essere delle barbe-di-sabbia perché la sua pelle era chiara e i suoi capelli anche dovevano esserlo stati. Ma non parlava nemmeno la loro lingua.»
Varak annuì: «Barga le ha parlato e poi è tornato indietro con lei e ha ordinato alle barbe-di-sabbia di catturarla. Ha detto che l'avrebbe venduta nella città del Drago. Poi dopo che lei è riuscita a prendere una delle spade alle barbe-di-sabbia e ne ha uccisi due prima che Tarad la colpisse in testa con i sassi-corda, ha detto invece che l'avrebbe venduta nelle 'fosse'...»

Izzy Spoon: «Chi sono le barbe-di-sabbia? Gente della città?»

Dungeon Master: «guerrieri che si fanno pagare per scortare i mercanti proprio come noi. Ma non cavalcano: hanno la pelle chiara, portano tutti una barba lunga del colore della sabbia. Anche i loro capelli sono dello stesso colore. Abitano un'isola oltre la Grande Acqua Salata a quanto ho sentito...»
Izzy pensò che probabilmente Varak si riferiva ai Candoriani, che abitavano una grande isola brulla di fronte al Regno della Lemuria e che erano tra i mercenari più a buon mercato che si potessero assumere. Gente dura e indomita, ma anche rozza e violenta.

Izzy Spoon: Izzy si prese qualche minuto per riflettere. Chi era quella ragazza? Cosa poteva volere Barga da lei? Inoltre se Barga era protetto dai Candoriani sarebbe stato difficile da avvicinare. Ogni conclusione lo portava al fatto che la ragazza fosse la chiave di volta della situazione. Ancora una volta si rivolse a Varak e compagni: «Sai cosa sono le 'fosse'? Stando a quello che mi hai detto lì potremmo certamente trovare Barga.»

Dungeon Master: Varak scosse il capo: «Non ne ho idea, ma è improbabile che riesca a sfuggirci. Non ci sono molti cammini che può scegliere e il carro che si porta dietro lo rallenta. Li raggiungeremo per certo domani. Qual’è il tuo piano?»

Izzy Spoon: «Ho in mente due soluzioni. Quanto bene conoscete questo territorio?»

Dungeon Master: «Lo conosco bene come conosco il mio cavallo. E Moruk anche meglio. Per questo Barga ha scelto di farsi accompagnare da noi...»

Izzy Spoon: «Perfetto! Sarebbe molto stupido affrontare le guardie di Barga in campo aperto, siamo in inferiorità numerica e vedendoci arrivare si organizzerebbero, dando il tempo al traditore di fuggire. Dobbiamo coglierli di sorpresa, individuando un punto favorevole nel territorio come una gola, un'altura dove attaccare dall'altro sfruttando l'effetto sorpresa. Faremo qualche vittima poi spariremo, sfruttando la vostra conoscenza del posto. Gli lasceremo giusto il tempo di avere paura, poi attaccheremo di nuovo, finché non saranno talmente esausti, tesi e scossi da commettere un errore. Allora finiremo il lavoro e potrete prendervi la vostra meritata vendetta sul mercante.», concluse Izzy.

Dungeon Master: Varak lo guardò un po' scettico, poi si girò verso Moruk come a chiedere il suo parere.
«Per precederli dovremo prendere un cammino diverso dal loro. E' una via dove si possono fare degli incontri pericolosi però: orchetti di solito, ma anche peggio... Potremmo raggiungerli e superarli prima del tramonto di domani però se rischiamo.»

Izzy Spoon: Izzy capì che doveva fidarsi dei suoi nuovi compagni come loro si stavano fidando di lui: «Moruk, questa decisione spetta a te. Sei quello che conosce meglio la zona. Se mi dici che rischiamo troppo passando dal sentiero alternativo, ti credo. Cosa consiglieresti di fare in questa situazione?»

Dungeon Master: Moruk lo ascoltò con un po' di sorpresa poi si prese un lungo momento prima di rispondere.
«L'altro cammino è l'unico modo per poterli precedere. Non è un cammino che fanno i mercanti per quello potremmo fare brutti incontri: una banda di orchetti che si sta preparando a fare qualche imboscata lungo la via principale o bestie che evitano la via principale proprio perché i gruppi che la percorrono sono troppo numerosi per poter essere predati. Se proseguiamo lungo questa via - Moruk indicò la stretta valle davanti a loro - li raggiungeremo comunque presto. Certo non potremo bloccarli ma possiamo lo stesso dargli assillo con gli archi e ritirarci prima che loro possano avvicinarsi troppo, ma le barbe-di-sabbia hanno armature e scudi e i tiri da lontano non hanno la stessa efficacia che quelli a breve distanza...»

Izzy Spoon: «Ho capito. Ci sarebbe anche una terza opzione: ho esitato a proporvelo prima perché è la più incerta, ma è senza dubbio la più sicura. Volete ascoltarla?», aggiunse Izzy con prudenza.

giovedì 15 gennaio 2015

Le Avventure di Izzy Spoon - IV - Il Lungo Cammino della Vendetta - Parte II

Izzy Spoon: All'improvviso si ricordò di quel monile che indossava da così tanto tempo, di cui ormai aveva dimenticato l'esistenza. All'improvviso seppe cosa doveva fare: «Darin, più tardi ti spiegherò tutto, ma adesso tu devi fare esattamente quello che ti dico.» Poi cominciò a bisbigliare sottovoce con il nano. Quando ebbe finito tornò da Varak: «Nei miei viaggi ho visto un sacco di cose strane e bizzarre, e ho fatto molte cose di cui vado fiero. Credo che questo abbia un significato per te» e tirò fuori dalla cotta il Talismano dei Lupi del Sole.

Dungeon Master: Varak annuì «Certo che ne ha. Dice che tu non sei Izzy-di-nessuna-gente ma Izzy dei Lupi del Sole, fratello di sangue del capo-tribù. Se tu non parlassi così bene la nostra lingua potrei pensare che lo hai rubato, ma sono convinto che non sia così. Lascia che ti saluti come si conviene tra due membri di rango di tribù tra cui non vi è alcuna faida...» e così dicendo smontò abilmente da cavallo, porse la lancia al più vicino dei suoi uomini e disarmato si avvicinò rapidamente a Izzy e Darin. Quest'ultimo lo guardò con aria interdetta e poi spostò lo sguardo su Izzy con fare interrogativo, senza spostare la mano dall'arma.

Izzy Spoon: Izzy annuì tranquillamente a Darin, facendogli capire che andava tutto bene.

Dungeon Master: Il nomade gli mise di fronte quindi lo abbracciò e gli diede un rapido bacio prima sulla guancia sinistra e quindi sulla destra. Quindi si sciolse dall'abbraccio dandogli due pacche sul ciascuna spalla.
«Ora secondo l'uso dovremmo accamparci insieme a bere e passare la notte ad ammirare le stelle. Ma visto che abbiamo finito da un pezzo il kavass che ci portavamo dietro e che il cielo è coperto, cupo e non promette che pioggia, temo che dovremo accontentarci di aspettare l'alba in una delle caverne qui vicino... Sempre che tu non abbia particolarmente fretta o altre idee a riguardo...»


Pony dei Damma d'argento
«Per fare prima tu e il tuo compagno potreste montare due dei miei pony.
Anche se non credo che a lui farà piacere...» disse Varak indicando con
uno sguardo Darin. Il nano, che non capiva nulla di quello che si stava
progettando nello scambio verbale, guardava Izzy con crescente preoc-
cupazione. Izzy parve quasi divertito dalla faccia di Darin. «Ha chiesto se
ti va di cavalcare un pony», informò il nano. «Cavalcare un pon... Certo
che non mi va! E poi loro vanno nella direzione opposta alla nostra!»
Izzy Spoon: Izzy capì che a questo punto sarebbe stato oltremodo scorze rifiutare. Inoltre aveva un progetto particolare per quegli uomini. «Sarà un piacere e un onore per me», disse poi. «Ti prego di farci strada, conosci senz'altro meglio la zona.»

Dungeon Master: Varak sorrise soddisfatto, quindi rivolto al suo compagno a cui aveva lasciato la lancia disse: «Moruk quanto manca alle caverne dove pensavamo di accamparci al tramonto?»
Il nomade si guardò intorno per qualche momento come se cercasse un punto di riferimento poi rispose parlando lentamente: «Meno di due mani di tiri d'arco. In quella direzione ovviamente.» E indicò la via da cui Izzy e il suo compagno nano provenivano.
Varak annuì e domandò: «Spero non vi spiaccia tornare un poco indietro, vi assicuro che ne val bene la pena per trovare un buon posto in cui riposare all'asciutto...»

Izzy Spoon: Izzy decise di fidarsi: i nomadi sembravano sinceri. «No assolutamente: più confortevole sarà il riparo, più in fretta recupereremo le forze», rispose Izzy

Dungeon Master: «Per fare prima tu e il tuo compagno potreste montare due dei miei pony. Anche se non credo che a lui farà piacere...» disse Varak indicando con uno sguardo Darin. Il nano, che non capiva nulla di quello che si stava progettando nello scambio verbale, guardava Izzy con crescente preoccupazione.

martedì 16 settembre 2014

Le Avventure di Izzy Spoon - IV - Il Lungo Cammino della Vendetta - Parte I

Izzy Spoon: Izzy imprecò. Ancora più di una settimana. Si stropicciò gli occhi, stanco del viaggio e delle recenti emozioni. Inspirò profondamente. «Te la senti di proseguire un po' più velocemente? Prevedi altri pericoli lungo la strada?»

Dungeon Master: «Pericoli?» il nano sorrise. «A parte i pelle verde, potremmo incontrare qualche banda di nomadi, o qualche altra cosa schifosa che abita questo posto. Se hai visto la statua nella valle, avrai capito che si tratta di un luogo molto antico. Io me la sento di aumentare il ritmo, sono un nano, ma tu, hai un sacco di roba con te. Se ci muoviamo in fretta non stanotte, e nemmeno domani notte, ma la notte successiva potremmo riuscire a riposare dal popolo del muro. »

Izzy Spoon: «Chi è il popolo del muro?»

Dungeon Master: «Sono degli uhm... umani... che abitano su una parete di roccia da cui hanno ricavato una specie di piccola città, un villaggio diciamo. Prima vivevano dando asilo ai viandanti e alle carovane, anche noi commerciavamo abbastanza con loro. Ma adesso che c'è molto meno traffico non so come se la cavino...»

Izzy Spoon: Izzy si disse che non c'erano alternative e probabilmente quella era la strada più veloce. «Per me va bene. Andiamo allora, ne abbiamo di strada da fare ancora!» e si incamminò seguendo il nano.

Dungeon Master: Marciarono per tutto il resto della giornata. A metà pomeriggio Izzy cominciò a far fatica a tenere il passo di Darin. Il nano se ne accorse e gli disse: «Forse è il caso che cominciamo a cercare un posto dove passare la notte senza dare troppo nell'occhio, che ne dici?»

Izzy Spoon: Izzy non voleva fermarsi per alcuna ragione, ma era stremato e non voleva caricare il nano con la sua roba. «D'accordo, ma se non troviamo un posto riparato a sufficienza proseguiamo», puntualizzò Izzy.

Guardandosi intorno il giovane notò un paio di caverne sulla
parete di sinistra, mentre su quella di destra ve ne era una
ad almeno una decina di passi di altezza dal suolo.
Dungeon Master: Il nano annuì. Guardandosi intorno il giovane notò un paio di caverne sulla parete di sinistra, mentre su quella di destra ve ne era una ad almeno una decina di passi di altezza dal suolo. Poco più avanti c'era poi un avvallamento non molto discosto dalla parete rocciosa che poteva fornire una certa copertura, mentre sulla sinistra vi era un grosso arbusto spinoso dietro il quale probabilmente sarebbero passati inosservati.

Izzy Spoon: La prima cosa che pensò il ragazzo fu: “In quella caverna c'è qualche bestia immonda, ci scommetto gli stivali”, rifletté un attimo poi disse: «Darin, quella caverna a destra mi sembra un buon posto, potresti controllare se è abitata? Mi raccomando, al primo segnale di pericolo, fuggi».

Dungeon Master: Il nano annuì e si avviò verso la parete di destra. Si fermò qualche momento a guardare in alto verso la caverna, quindi si arrampicò con estrema facilità e scomparve all'interno. Dopo poco ricomparve e tornò da Izzy.
«E' profonda, ci sono due ambienti larghi più di 10 passi, uno dopo l'altro, e almeno un terzo, ma nessun odore o abitante che io abbia potuto vedere. Anche se da qui non si vedono, qualcuno si è preso il fastidio di scavare dei fori dove mettere i piedi per salire più facilmente, è roba vecchia però.»

Izzy Spoon: Izzy sembrò soddisfatto dall'analisi del nano, decise così di utilizzare la grotta come base per quel giorno. Raggiunse così il nano, facilitato dai fori nella parete di cui gli aveva parlato Darin. Insieme allestirono velocemente l'accampamento, ansiosi di riposarsi, dopodiché Izzy si accasciò nel suo giaciglio e si addormentò velocemente. Il suo ultimo pensiero fu che non ricordava più com'era passare due notti nello stesso posto, quella sensazione di sicurezza era completamente svanita, come la realtà che lascia il posto ai sogni.

Dungeon Master: Dormì pesantemente. All'improvviso si senti toccare robustamente. Quando aprì gli occhi vide Darin che incombeva su di lui.
«E' tutto a posto - disse con un gesto rassicurante - Fai tu la guardia fino all'alba, così io dormo un po’?»

Izzy Spoon: Izzy si riebbe e annuì. Si rialzò e cominciò a montare la guardia.

Dungeon Master: Era quasi completamente buio intorno a loro, nella caverna, salvo quel poco di luce lunare che filtrava dall'ingresso. Restò di guardia per un tempo indefinito. C'era un silenzio quasi innaturale in quel luogo.
Ad un certo punto la luce proveniente dall'esterno iniziò ad aumentare, segno che l'alba si avvicinava.
Il giovane aspettò paziente, fino a che la luminosità non raggiunse buona parte della grotta. Era l'alba.

Izzy Spoon: Izzy pensò che era fosse ora di partire, si inginocchiò di fianco al nano dormiente e lo tocco sulla spalla. «E' ora di partire», e si apprestò a rimettere insieme le sue cosa, pronto ad' un’altra dura giornata di marcia. Erano stati fortunati a trovare questo luogo per riposare, pensò.

Dungeon Master: Darin grugnì, ma si alzò subito e si preparò.
«Come ti senti?» chiese «Ieri sera sembravi distrutto, ti sei addormentato come un blocco di pietra.»

Izzy Spoon: «Si, ero davvero stanco. La vita nella palude deve averti reso insensibile alla fatica: nonostante fossi abituato a viaggiare, faticavo a starti dietro» e gli sorrise.

Dungeon Master: «Non è la vita nella palude, è che io sono un nano» gli disse con un certo orgoglio. Poi però si intristì per un qualche motivo. «Andiamo» aggiunse soltanto e cominciò a ridiscendere verso la via della cenere.
Si rimisero in cammino e proseguirono a lungo per quella via brulla e desolata, senza trovare tracce di altri viandanti. Verso mezzodì l'orizzonte in lontananza cominciò a incupirsi di nubi nere.
«Forse più tardi pioverà...» disse il nano senza convinzione.
«O forse nevicherà...» aggiunse un attimo dopo. «Comunque non un bell'affare per chi viaggia...»

Izzy Spoon: Izzy storse il labbro. «Possiamo evitarla in qualche modo?» chiese, ma non ne era convinto nemmeno lui. Questa regione lo stava davvero stremando.

Dungeon Master: «Possiamo solo sperare che quelle nuvole vadano a scaricare altrove il loro contenuto. Altrimenti potremmo avanzare più piano e cercare fin da subito un riparo, ma se ci fermiamo prima del tramonto di certo non arriveremo dal popolo del muro entro domani. Non ho idea di se sia pericoloso o meno viaggiare lungo questa via mentre piove o nevica, certo farà molto più freddo...»

Izzy Spoon: Izzy non voleva però tardare molto, anche se avesse dovuto affrontare le intemperie, tuttavia era abbastanza coperto e il sonno gli aveva ridonato un po' di energie. «D'accordo, cerchiamo di arrivare dal popolo del muro il prima possibile, affronteremo il maltempo.»

Varak-con-corni
I nomadi si avvicinarono fino a una decina di passi, quindi quello con le corna
li fece fermare con un gesto e avanzò da solo fino a portarsi a cinque o sei
passi da Izzy e dal nano. «Io Varak-con-corni dei Damma d'Argento. Voi chi?»
Dungeon Master: Il nano annuì vigorosamente e per un attimo Izzy ebbe l'impressione di aver visto un sorriso di compiacimento comparire sul volto di Darin.
Proseguirono fino a pomeriggio inoltrato. Le nubi erano ormai sopra la loro testa da varie ore, ma le precipitazioni per ora gli erano state risparmiate.
Dopo l'ennesima curva della via i due individuarono un gruppo di creature in groppa a piccoli cavalli che si muoveva pigramente nella direzione opposta. Erano in cinque, ma avevano almeno altrettanti animali che li seguivano senza cavaliere.
Darin guardò Izzy, ma impugnò l'ascia che aveva sottratto al nano non-morto il giorno prima, pronto a tutto.

Izzy Spoon: Izzy lo imitò sfoderando l'alabarda e adocchiando le strane creature. «Cosa sono, Darin?»

Dungeon Master: Izzy li vide avvicinarsi ma non riuscì a metterli a fuoco abbastanza nitidamente. Darin disse: «Indossano delle pelli d'animale. Uno di loro ha anche le corna dell'animale sulla testa. Visto che cavalcano pony nomadi penso si tratti di nomadi, di qualche tribù di animali cornuti...»

Izzy Spoon: Izzy pensò che fosse un degno proseguo di questo viaggio tranquillo: «Amici o nemici?», chiese in tono rassegnato.

Dungeon Master: «E chi può dirlo - il nano fece spallucce - alcuni della mia gente hanno alleanze o comunque rapporti di amicizia con qualche tribù. Io però non ne ho, né conosco né so parlare la loro lingua, tu?»

Izzy Spoon: Izzy non sapeva quale lingua potessero parlare quelle tribù barbare che si coprivano con le pelli di animali. «Non credo parlino la mia lingua, sono così isolate in questo luogo selvaggio che dubito possano aver appreso tanto sulla mia lingua. Siamo in una brutta situazione quindi. Vedremo cosa succederà» concluse il ragazzo.

Dungeon Master: «Non abitano qui. I nomadi spesso fanno da scorta alle carovane per guadagnare denaro o armi. In passato anche noi ce ne siamo serviti... Solo i pelleverde potrebbero vivere all'aperto e in un luogo del genere...»
I cinque nel frattempo si stavano avvicinando. Li avevano visti, ma non avevano mutato la loro andatura.
Ora Izzy poteva vederli chiaramente. Portavano tutti pesanti giubbe e abiti di pelle di un color rossiccio marrone, punteggiata da macchie bianche. Quello che li guidava aveva anche in testa un copricapo ricavato dalla testa di un animale simile a un cervo, ma dal palco più compatto e spesso, simile ad una lama puntuta.
Erano tutti armati con delle lance e al fianco dei cavalli erano agganciate delle faretre e degli archi. Due dei cinque avevano vistose bende che facevano intendere fossero feriti, e guardando bene su tre dei cavalli che seguivano il gruppo erano riversi dei corpi, anch'essi abbigliati in modo simile.

Izzy Spoon: Izzy si riscosse e sussurrò perché solo Darin potesse sentirlo: «Stanno arrivando, ma sono feriti. Forse non hanno interesse per noi; non fare niente se non lo fanno prima loro, e se fanno qualcosa, lascia parlare me.»

Dungeon Master: Il nano annuì, ma non si rilassò molto.
I nomadi si avvicinarono fino a una decina di passi, quindi quello con le corna li fece fermare con un gesto e avanzò da solo fino a portarsi a cinque o sei passi da Izzy e dal nano.
«Io Varak-con-corni dei Damma d'Argento. Voi chi?»

Izzy Spoon: Izzy lo guardò negli occhi, pensando a comporre frasi semplici che l'uomo potesse comprendere: «Siamo viaggiatori in cerca di fortuna. Io sono Izzy, lui è Darin. Non abbiamo niente di valore, se non le nostre vite.»

Dungeon Master: Izzy notò che il nano lo guardava stupito mentre rispondeva al nomade. Ma lui si sentiva improvvisamente più tranquillo come se fosse al sicuro.
«Parli bene la mia lingua Izzy-di-nessuna-gente. Davvero non appartieni a una delle nostre tribù?»

Izzy Spoon: «No Varak-con-corni dei Damma D'Argento, io vengo da molto lontano e non sono in viaggio da molto. Cosa vi è successo, avete combattuto?» chiese Izzy. Il ragazzo cercava di mostrarsi interessato abbastanza da far dimenticare al nomade che erano completamente indifesi.

Dungeon Master: Varak annuì. «Un mercante Rhun ci aveva pagato per accompagnarlo fino al mare, in fondo alla via. Noi abbiamo combattuto per lui e vinto. Cinque fratelli sono morti e tre portano ancora i segni della battaglia sui loro corpi. Ma dopo la battaglia, dopo che noi siamo morti per lui, mercante di Rhun Barga il porco, dice che lui non vuole più Varak e suoi fratelli e manda via noi senza la paga. Varak vorrebbe combattere ma suoi fratelli feriti e stanchi e Barga ha due mani di barbe-di-sabbia con lui anche. Così Varak torna indietro e riporta fratelli a casa per l'ultimo viaggio...»

Izzy Spoon: Izzi riflettè per un attimo: «Da dove veniva questo mercante? Potrebbe essere il luogo verso il quale stiamo andando»

Dungeon Master: «Non so da dove veniva. So che andava alla città del drago, ma non è gente con cui viaggerei... bugiardo e sudato come il maiale che è...»
il nomade sputò al suolo. «Peccato che tu non abbia nulla da barattare, ti avrei potuto dare un paio di pony e delle armi che ora non mi servono più...»

Izzy Spoon: Izzy intravide una possibilità: «Posso parlare con il mio compagno per un secondo, forse possiamo aiutarci a vicenda» chiese in maniera gentile.

Dungeon Master: Varak annuì.
Izzy Spoon: Il ragazzo prese Darin da parte e cominciò a parlargli piano: «La città del Drago, si riferisce al luogo dove stiamo andando?»

Dungeon Master: «Penso di si, forse loro chiamano così Coda del Drago...»
poi dopo un attimo di reticenza, aggiunse: «Ma parli la loro lingua? Avevo capito di no...»

Izzy Spoon: Ma Izzy lo guardò storo: «Ma come, tu non...», poi venne fulminato da un pensiero e si toccò il cuore.
“Possibile che... Hurril! Che cosa mi hai fatto?” si chiese sgomento. Adesso capiva, era impossibile che quella specie di possessione non avesse lasciato segni su di lui. Ma come poteva provare che conosceva Hurril, di certo non gli avrebbero creduto. Cercò di unire i pezzi della sua mente.

Dungeon Master: Il giovane sentì che il Talismano dei Lupi del Sole era particolarmente caldo a contatto con la sua pelle, un calore piacevole e rassicurante a un tempo.

mercoledì 16 aprile 2014

Le Avventure di Izzy Spoon - III - Bandito nella Palude Antica - Parte V

Dungeon Master: Il nano annuì e si mise subito a guidare Izzy lungo i margini di quella vallata nebbiosa. Dopo un paio d'ore di cammino arrivarono in un punto in cui le pareti di roccia si avvicinavano fino a formare una sorta di gola.
Darin scrutò il sole che splendeva sopra di loro. «Ci siamo quasi, ma è molto probabile che ci siano dei pelleverde a sorvegliare il passo. Forse dovremmo aspettare che sia mezzodì. Non gli piace la luce del sole e magari si rintaneranno in qualche grotta lasciandoci passare senza dover combattere...»

Izzy Spoon: Izzy guardò verso le pareti: «Ho paura di chiederlo Darin, ma cosa sono i pelleverde?»

Dungeon Master: «Goblin e tutta la loro schifosa discendenza: hobgoblin e pelosi...»

Izzy Spoon: «E va bene. Faremo come consigli. Un poso sicuro dove aspettare? Non mi piace qui, siamo troppo esposti.» Izzy pensava che non sarebbe mai uscito da quella palude.

Dungeon Master: Il nano indicò un punto sulla parete rocciosa a sinistra dove sembrava esserci una specie di lunga cresta rocciosa: «Possiamo nasconderci dietro quella cengia. Una volta era la salita d'accesso a una torre di guardia sul passo, ma oramai non ne sono rimaste che poche pietre.»

Izzy Spoon: Izzy annuì: «D'accordo. Fai pure strada.»
I due quindi si incamminarono guardinghi lungo il passo,
che assumeva sempre di più una conformazione a collo di
bottiglia, con ripide pareti di roccia a destra e a sinistra
alte decine se non centinaia di passi.

Dungeon Master: Il nano posò la sua arma legandosela alla cintura quindi, si spostò verso la parete di roccia e dopo essersi arrampicato per qualche passo scomparve dietro la cresta di roccia per fare capolino subito dopo. «Vuoi passarmi qualcosa per salire più facilmente?» domandò.

Izzy Spoon: Izzy guardò la sporgenza: era fuori discussione che potesse salirvi senza imbragature e con un simil peso. Per il nano inselvatichito sarebbe stato un gioco da ragazzi. «Volentieri Darin», e si sfilò lo zaino dalle spalle consegnandolo al nano.
Poi si preparò e prese a scalare la sporgenza. Procedette con calma, senza mai guardare giù cercando gli appigli più sicuri. Arrivò in cima abbastanza sudato.

Dungeon Master: Dietro la cresta si nascondeva una specie di lungo corridoio dove le forme squadrate rendevano evidente la lavorazione che era stata fatta per rendere più agevole la salita. La cresta era alta abbastanza da nascondere un nano, ma avrebbe nascosto Izzy solo se restava seduto.
Si trovava rispetto alla gola sottostante ad un altezza pari a circa due volte la statura di Izzy

Izzy Spoon: Izzy si sedette e insieme aspettarono.

Dungeon Master: L'astro salì lentamente nel cielo, dissipando in parte la fredda bruma di quella valle umida. Quando arrivò ad un’altezza tale che nessun luogo era più in ombra Darin si mosse, indicando a Izzy che era il momento di tornare sui propri passi e scendere.
La discesa fu ben meno faticosa dell'arrampicata, anche grazie al periodo di riposo. I due quindi si incamminarono guardinghi lungo il passo, che assumeva sempre di più una conformazione a collo di bottiglia, con ripide pareti di roccia a destra e a sinistra alte decine se non centinaia di passi.
Superarono senza problemi quello che pareva essere il punto più stretto.
Poco dopo però avvistarono due figure che si muovevano nella direzione opposta alla loro. Il riverbero del sole a picco impediva però un'identificazione anche approssimativa. La taglia pareva essere minore di quella umana ma non di molto.

Izzy Spoon: Izzy fece segno a Darin di appiattirsi contro la parete, e di aspettare che le due figure fossero più distinguibili. Potevano anche non essere nemici per quanto ne sapeva, ormai era abituato a non dare nulla per scontato.

Dungeon Master: Darin eseguì alla lettera le istruzioni di Izzy. L'idea fu buona in quanto permise di anche ridurre lo spiacevole effetto di riverbero.
Le due creature non avanzarono di molto durante la manovra però. Sembravano piuttosto lente, come se si muovessero svogliatamente.
Potendole vedere meglio Izzy li riconobbe subito come nani, per la taglia, ma c'era qualcosa di strano in loro: parevano cenciosi peggio di Darin e non portavano armature metalliche, solo elmi di ferro calati sul capo.
Il modo con cui si muovevano ed impugnavano le scuri di ferro che portavano poi era molto meccanico.
Improvvisamente il vento capriccioso girò portando a Izzy e a Darin un odore di decomposizione e carne marcia.
Il nano sgranò gli occhi per la sorpresa e indicò i due al giovane umano.
Nano non-morto
Potendole vedere meglio Izzy li riconobbe subito come nani, per la taglia, ma c'era
qualcosa di strano in loro: parevano cenciosi peggio di Darin e non portavano armature
metalliche, solo elmi di ferro calati sul capo. Il modo con cui si muovevano ed
impugnavano le scuri di ferro che portavano poi era molto meccanico. Improvvisamente
il vento capriccioso girò portando a Izzy e a Darin un odore di decomposizione e carne
marcia. Il nano sgranò gli occhi per la sorpresa e indicò i due al giovane umano.

Izzy Spoon: Izzy comprese quasi all'istante la terribile natura dei nani: essi avevano già cessato di vivere, animati da qualcosa o qualcuno che li controllava come il burattinaio controlla le marionette senza vita. Fece il segno della croce al nano, scuotendo la testa, bianco in volto peggio del latte. Poi sguainò l'alabarda e attese la morte che cammina, tremando.

Dungeon Master: Man mano che si avvicinavano il triste destino dei due nani risultava evidente e Izzy vide la rabbia di Darin crescere. Sebbene non potessero vedere i volti dei due cadaveri, uno aveva l'addome squarciato da tre profondi tagli, mentre l'altro aveva due grossi buchi sul petto slabbrati, come se fosse stato trafitto da una lancia e poi questa fosse stata estratta brutalmente. Non sembravano avversari veloci, ma di certo sarebbero stati duri da abbattere.
Izzy partì in carica ed arrivato a portata del nano non morto incuneò verso il basso la propria alabarda colpendolo ad un piede e buttandolo a terra come un birillo. Con la coda dell'occhio il giovane vide Darin arrivare anche lui in carica un’istante dopo e scaricare la sua rabbia sull'altro cadavere vivente con un colpo terrificante che ne sfondò la spalla, disarticolando il braccio che impugnava la scure, che il nano prontamente afferrò con la sinistra.

Izzy Spoon: Izzy ne approfittò: lesto, superò il suo avversario caduto, gridando a Darin di seguirlo. E si diresse a gran velocità nella direzione da cui erano venuti gli esseri.

Dungeon Master: Il giovane avventuriero prese una rincorsa paurosa e senza quasi accorgersene travolse due goblin che erano appena spuntati da una cengia laterale, i quali presi del tutto alla sprovvista impattarono prima duramente contro la cengia e poi ancora più duramente contro la scure che Darin aveva sottratto al nano morto.
In men che non si dica lo stretto passo fu alle loro spalle e i due sbucarono senza fiato in una sorta di immenso avvallamento tra le montagne che proseguiva sia verso destra che verso sinistra.
Il panorama però non era granché migliorato: il terreno era per lo più brullo e solo qualche arbusto spinoso qua e là ne spezzava la monotonia. Verso sinistra e molto, molto lontano, si intravedeva un paio di sottili fili di fumo nero.
Izzy si concesse qualche istante, poi chiese al nano con ansia e preoccupazione: «Darin, quei nani morti...ne sai qualcosa? Anche se non è la prima volta che degli esseri che non dovrebbero più disturbare i vivi mi si parano innanzi fa sempre un certo effetto... » concluse, ripensando agli scheletri guardiani della tomba di Hurril.
La Via della Cenere
In men che non si dica lo stretto passo fu alle loro spalle e i due sbucarono senza
fiato in una sorta di immenso avvallamento tra le montagne che proseguiva sia verso
destra che verso sinistra. Il panorama però non era granché migliorato: il terreno era
per lo più brullo e solo qualche arbusto spinoso qua e là ne spezzava la monotonia.

Dungeon Master: «I pelleverde hanno degli sciamani, che sono una specie di maghi, che possono rianimare i morti. Ma come hai visto un nano-cadavere è ben poca minaccia... Certo possono ingannare se ben agghindati, ma così conciati no. Almeno ho recuperato un arma decente e questo, anche se dovrò ripulirlo prima di poterlo usare»
Il nano sollevò la scure che ora impugnava al posto del randello e uno degli elmi dei nani.

Izzy Spoon: Izzy si rabbuiò: «Davvero abominevole! Se non fossi così di fretta andrei a fondo in questa storia... ma non abbiamo tempo, anzi ne abbiamo già perso troppo. Sai dove siamo e quanto manca alla città?», chiese Izzy impaziente, domandandosi se quel fumo che si intravedeva in lontananza era la tanto agognata meta.

Dungeon Master: Il nano indicò alla loro destra. «Dobbiamo proseguire in quella direzione per una settimana almeno prima di arrivare al mare, e poi almeno un altro paio di giorni per arrivare a Coda del Drago. Città del Faro è più lontana e anche più piccola. Io non ci sono mai stato però. Ti sto dicendo cose che mi hanno detto. »
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