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domenica 3 novembre 2013

Le Avventure di Falcor lo Strigo - II - Scorta e Corriere - Parte II

Falcor: «Buon per me se si tratta di un animale sveglio, anche perché coloro che fanno il mio mestiere devono essere sempre pronti ad andarsene da un posto alla svelta» Sospirò per un attimo, annuendo, per poi farsi dare la sella da carico. Prendendo poi per le cinghie il cavallo, il quale probabilmente era già munito di tutto quello che serviva per viaggiare, si fece aiutare dal garzone nel portarlo fuori per poi farsi indicare la direzione giusta.

Dungeon Master: Il cavallo lo seguì docilmente fino alla bottega del maniscalco che era anch'essa nella piazza del mercato. A quell'ora la fornace era spenta e quello che, a giudicare dal grembiule di cuoio che indossava e dalle dimensioni delle sue braccia, doveva essere il maniscalco stava discutendo con un uomo dai capelli bianchi ben vestito.

Falcor: «Perdonate maniscalco» Si avvicinò a lui a gran passi, scrutandolo dall'alto al basso per un lungo istante, per poi in fine, dopo un lungo sospiro, parlare. «Avrei questa sella da carico da cambiare con una sella da monta per questo bigio»

Dungeon Master: «Un momento solo borgomastro» disse il maniscalco all'altro uomo.
«Fatemela un po' vedere...» chiese il maniscalco e la soppesò per qualche momento. Nel mentre Falcor notò che l'altro lo stava squadrando da capo a piedi.
«Sembra in buone condizioni. Ne ho un paio da monta nel retrobottega. Aspettatemi qui un momento... Borgomastro perdonatemi...»
«Potrei permettermi una domanda?» chiese il borgomastro quando il maniscalco si fu allontanato.

Borgomastro di Bergental
«Non che io voglia offendervi in alcun modo con la mia affermazione se sbaglio,
ma avete l'aspetto di uno di quei mercenari che danno la caccia a creature che
altri eviterebbero e che si immischiano nelle cose di magia... sbaglio?»
Falcor: Con la sua mancina teneva ancora ferma la briglia del bigio che, probabilmente, alla vista del neo sopraggiunto, non avrebbe potuto far a meno si sbuffar un poco. Sinistra, il cavallo che da pochi minuti era divenuto suo, gli avrebbe dovuto cambiare nome, questo era certo, e lo avrebbe dovuto anche far il più in fretta possibile. Mentre tali pensieri discorrevano nella sua mente. «Potete permettervene anche due, per quel che mi riguarda»

Dungeon Master: «Non che io voglia offendervi in alcun modo con la mia affermazione se sbaglio, ma avete l'aspetto di uno di quei mercenari che danno la caccia a creature che altri eviterebbero e che si immischiano nelle cose di magia... sbaglio?»

Falcor: «Quei mercenari noti con il nome di Stighi, signor borgomastro» Gli rispose con una vena di sarcasmo, accompagnato da un tetro mezzosorriso che comparve sulle sue labbra. «Immagino che abbiate qualcosa da domandarmi, o magari un incarico da affidarmi..non penso che altrimenti molti si metterebbero a far quattro chiacchere con me per qualche altro motivo..» Si soffermò dando ancor una volta una carezza all'animale, cercando di farlo abituare alla sua presenza. Infine, dopo aver ripreso fiato con un sospiro, aggiunse dell'altro. «Tranne i maghi..loro sono sempre ben disposti a fare a pezzi qualunque cosa sia interessante e strana..»

Dungeon Master: «Si... Strigo era proprio il termine che mi sfuggiva... non volevo certo paragonarvi ad un comune mercenario. Ne vediamo parecchi qui come suppongo vi sarete accorto. Resta però il fatto che vi fate pagare. Ma comunque non importa adesso. Avete mai sentito parlare del Peltro di Bergental o di Tallis il Prudente?»
Per quanto il borgomastro li avesse resi pomposi con la sua pronuncia Falcor non aveva mai sentito parlare né dell'uno né dell'altro

Falcor: «No, non ho mai sentito parlare ne dell'uno, ne dell'altro..» Si gratto la barba, lisciandosi un paio di volte il mento con il palmo della mano destra, mentre con gli occhi fissava pensieroso il cielo, nella speranza di un illuminazione da parte di quest'ultimo circa il significato di quelle parole. Illuminazione che non sopraggiunse affatto, tanto che, lasciando ricadere gli occhi sul proprio interlocutore, Falco fece vibrare testa e spalle, ammettendo la propria ignoranza.

Dungeon Master: «Immaginavo...» il borgomastro assunse un espressione del tipo straniero ignorante.
«La nostra cittadina Bergental è famosa per la produzione di Peltro. Ci sono delle miniere di stagno a est sulle montagne...»
Il maniscalco tornò con un paio di selle da monta dall'aspetto usato ma decente che sembravano quasi identiche.
«Eccole qui... questa - alzò quella che teneva con la mano destra - ha qualche tasca in più e viene 15 soldi di differenza, l'altra posso dartela per 10.»

Falcor: Ascoltò con interesse le parole del Borgomastro, annuendo via via che gli fuoriuscivano dalle labbra, fin quando, con l'arrivo del maniscalco, non furono troncate. «Vada per la sella da quindici soldi, qualche tasca in più non mi farà altro che comodo..specie con tutte queste porcherie di mostro che devo portarmi appresso...» Si soffermo per poi riprendere il discorso. «Immagino che un po' ci voglia per effettuare il cambio? In quel caso andrei a cercare un emporio, mentre concludo il discorso con il signor Borgomastro..»

Dungeon Master: «Non molto, ma se volete vi do anche una controllata ai ferri dell'animale...» si offrì il maniscalco.
«Sarò lieto di accompagnarvi dal nostro Hardig dopo che avrete finito qui così potremo continuare la nostra discussione... avete tempo, no?» chiese il borgomastro

Falcor: Annui in direzione del maniscalco ringraziandolo. Infine, tornando sul borgomastro disse con far composto. «Partirò domani mattina per un favore ad una persona,dunque di tempo ne ho abbastanza per parlare con voi fino al sorgere del nuovo sole..» Smosse la mano in attesa che fosse l'altro a fargli strada.

Dungeon Master: Il borgomastro lo guidò verso un edificio di pietra. Dall'aria che aveva doveva essere uno dei più vecchi del paese. L'uomo però si fermò sotto il porticato in pietra di questo.
«Ecco il nostro palazzo di mercato. Ma prima che entriate vorrei finire di spiegarmi... posso?»

Falcor: Segui l'uomo attraverso il piccolo borgo, dando di tanto in tanto uno sguardo a ciò che l'attorniava, giusto per capire com'esso era composto nel caso in cui vi fosse tornato in futuro. Giunto infine dinnanzi all'emporio tanto ricercato, si fermò alla richiesta del borgomastro, che ormai pareva quasi pregasse in ginocchio lo strigo d'ascoltarlo da quanto s'era fatto insistente. Smuovendo la mancina e incrociando le braccia al petto dunque, lo strigo, con professionalità, accetto di ascoltarlo, ricordandosi di non avere tanta fretta in fondo. «Parlate pure Borgomastro..»

Dungeon Master: «Come vi dicevo ci sono delle miniere di stagno sulle montagne e periodicamente noi mandiamo un carro a portare gli approvigionamenti ai minatori e a riportare indietro il metallo grezzo... Ma alcuni anni fa un'epidemia ha ucciso buona parte dei minatori e siamo stati costretti a rimpiazzarli con dei prigionieri, sapete i criminali non mancano mai in un paese come il nostro dove passa tanta gente anche brutta...»
Il borgomastro capì che si stava dilungando troppo. «Insomma... dovreste portare un messaggio a Tallis il Prudente da parte mia e del Consiglio Cittadino!» L'uomo parve sgonfiarsi non appena le parole uscirono dalla sua bocca.

Bottegaio del Palazzo di Mercato di Bergental
Nel mentre lo strigo aveva guardato all'interno, vedendo solo un lungo bancone con
un uomo corpulento dai capelli neri che a sua volta sbirciava verso l'esterno. Dietro di
lui vi erano sacchi, botti e alcuni contenitori di vetro, non vedeva altro da lì.
Falcor: Nulla di troppo difficile, ed in fondo pareva che portare un messaggio non fosse nulla di troppo difficile, anche se, nel richiedere l'aiuto di uno strigo, vuol dire che qualcosa sotto v'era. «Non comprendo cosa vi spinga a chiedere ad uno strigo di portare un messaggio piuttosto che a qualsiasi altra persona..tuttavia..se avrete la pazienza di aspettare fino a domani pomeriggio, momento in cui avrò presumibilmente terminato quel favore di cui vi parlavo, sarò felice di aiutarvi..» Annui al borgomastro ammiccando con gli occhi verso l'emporio.

Dungeon Master: «E'... E'...» il borgomastro pareva in difficoltà a trovare le parole.
Nel mentre lo strigo aveva guardato all'interno, vedendo solo un lungo bancone con un uomo corpulento dai capelli neri che a sua volta sbirciava verso l'esterno. Dietro di lui vi erano sacchi, botti e alcuni contenitori di vetro, non vedeva altro da lì.
«E' perché voi siete un uomo d'arme di quelli avvezzi a queste cose, e quindi portare un messaggio a un mago non vi imbarazza più di tanto... quanto vorreste per il disturbo... si tratterebbe di tre giorni di viaggio tra andata e ritorno... a cavallo naturalmente...»

Falcor: Si passò una mano sul mento all'udire tali parole da parte del borgomastro, sopratutto nell'attimo in cui disse che colui che sarebbe andato a trovare, altri non era che un mago. Il genere di individui che si ponevano sempre dinanzi a chiunque altro.. Ma in fondo, dato che non aveva null'altro da fare.. Dopo che avrebbe portato da Ugaro sua moglie ed i suoi figli, sarebbe potuto partire alla volta delle cave. «Sta bene. Datemi pure la missiva adesso o comunque fatemela avere in qualche modo, se tutto va bene..entro una settimana questo vostro amico arcanista avrà la missiva, ovviamente spero che il pagamento sia anticipato,.non so se i miei impegni mi consentiranno di tornare indietro.» Disse con tutta franchezza per poi, iniziare ad entrare,dopo aver bussato, ovviamente seguito dall'uomo, nell'emporio.

Dungeon Master: «Veramente pensavamo di pagarvi una volta avuta la risposta del mago...» disse il borgomastro andandogli dietro.
«Salve Guerriero» disse il bottegaio

Falcor: «Ah un messaggio con risposta...» Annui tra se e se salutando con un cenno di capo il bottegaio mentre i suoi occhi andavano ai vari prodotti e mercanzia varia esposti. «Se c'è qualcosa da nascondere borgomastro siate sincero ora ed adesso, mi sembra tutto troppo semplice..» Sincero e gelido come di suo solito.

Dungeon Master: Lo sguardo dello strigo spaziò per la bottega. Sacchi a destra, barili dietro il bottegaio e una gran quantità di boccali, bottiglie ed altri contenitori guardacaso di peltro ammassati sulle scaffalature a destra. Torce, corde e delle lanterne appese a dei ganci. Alcuni volumi sugli scaffali sotto di essi. Casse davanti al bancone e impilate a sinistra.
«Si tratta solo di quel che é: un messaggio. E' solo che per noi avere a che fare con un mago direttamente... non sarei mai sicuro che chi è andato da lui ci sia andato davvero... non so se capite...»

Falcor: Si avvicinò a quel punto, non notando nulla di particolarmente interessante, direttamente al bancone dell'emporio. «Capisco..I maghi sono una seccatura.» Fu piuttosto breve nel dirlo. «Borgomastro, dunque, avrete il vostro messaggio come promesso, e la risposta, discuteremo più tardi se volete del pagamento, o comunque quando mi darete la missiva..prima di domani mattina possibilmente» Cennò in direzione dell'uomo senza in alcun modo sminuire la sua richiesta, in fondo, era più che lecito aver paura di un individuo dotato di arti arcane, un problema persino per lui. Giunto dinanzi al venditore, comunque, gli domandò quasi sussurrando. «Oltre a questa merce...avete anche altro nel retrobottega di interessante buon uomo?»

martedì 8 ottobre 2013

Le Avventure di Falcor lo Strigo - II - Scorta e Corriere - Parte I

Falcor: Odiava far sembrare il mestiere degli strighi alla stregua di quello del mercenario, tuttavia era vero che, di qualcosa, doveva vivere. «Per una moneta d'argento porterò vostra moglie e figli in questo luogo, è una promessa.»

Dungeon Master: Il pastore annuì gravemente, disse: «Grazie.» Quindi sorrise ed aggiunse: «Penso che sarete esausto: vi darò il mio letto per stanotte se volete... Andrò a dormire con gli animali... sarà bene che vigili visto che avete detto ci sono in giro i lupi...»

Falcor: «Beh..vi ringrazio..» Annui. Diede un ultimo morso alla formaggio rimasto ed un ultimo sorso alla sua fiaschetta per poi farsi aiutare dal gentil'uomo per alzarsi dal tavolo avviandosi in sua compagnia, lievemente zoppicante, in direzione della stanza a lui assegnata per questa notte.

Orgaro il Pastore
Il pastore entrò nella stanza da letto con un
sacco: «Ho preparato del formaggio e della carne
per il vostro viaggio di ritorno e per quando
accompagnerete mia moglie e i miei figli qui.
Per loro c'è anche una vescica piena di latte.
C'è anche un sacchettino di lana per Ugaro...».
Dungeon Master: La stanza prescelta era in realtà quella ci risultò essere l'unica altra stanza della casa, se si faceva salvo quello che doveva essere il sottotetto.
Vi era una spaziosa madia ed un grande giaciglio di legno con un materasso imbottito di paglia. La stanza odorava di formaggio e latte cagliato.
Orgaro lo aiutò a sistemarsi sul letto e prima di congedarsi gli chiese se voleva chiudesse le imposte di legno delle finestre per attenuare la luce, ancora diffusa dal sole però ormai prossimo al tramonto.

Falcor: Pose entrambe le lame all'interno al di sotto delle coperte, non che non si fidasse del contadino, ma era ferito, la zona nella quale si trovava era piuttosto ostile da quello che aveva avuto modo di sentire, sempre meglio avere una lama al proprio fianco da utilizzare in caso di pericolo. Diede una generale occhiata ad Orgaro per poi ringraziarlo sia a parole, che a gesti, per la cortesia che aveva dimostrato nell'accompagnarlo sino al giaciglio. «Si, meglio..fai attenzione piuttosto là fuori stanotte, meglio essere sempre pronti...e se serve una mano..non esitare a chiedere..»

Dungeon Master: «Terrò il mio bastone sotto mano, come sempre, ma già sapere che la strega è andata ai Demonii mi fa stare più tranquillo...» disse il pastore mentre chiudeva le imposte e le bloccava dall'interno con una robusta asta di legno.
Quindi lo lasciò solo nella stanza per lui buia. Lo strigo invece ci vedeva ancora benissimo. La pozione gatto ancora non si era esaurita, ma l'effetto stava già scemando, segno che presto sarebbe terminato.

Falcor: La notte passo nel migliore dei modi, non ebbe alcun incubo. Lui era uno strigo situazioni come quelle vissute il giorno prima ne avrebbe affrontate a bizzeffe in futuro, non aveva diritto a stare male per cose di quel tipo; era stato preparato fin da giovane alla sopportazione sia fisica che psicologica. «Mm?» Senti bussare alla porta..quei pensieri si dissolsero in un attimo, rendendosi conto che era il contadino, gli disse che poteva entrare.

Dungeon Master: «Sono io Orgaro... Posso?» sentì domandare mentre la porta d'ingresso si apriva lentamente.

Falcor: «Entra pure Orgaro, abbi pazienza se non mi avvicino alla porta, ma ho un po' di mal di schiena...» Gli disse con un tono a metà tra l'ironico ed il sofferente. Prima che l'uomo entrasse, provò a smuovere il braccio mancino nella speranza di non accusare dolori derivanti dagli sforzi del post-combattimento.

Dungeon Master: Si sentiva notevolmente meglio. Incredibile quanto potesse fare una notte di sonno se si era bendati da mani capaci e soprattutto si era passata la prova delle erbe.
Il pastore entrò nella stanza da letto con un sacco: «Ho preparato del formaggio e della carne per il vostro viaggio di ritorno e per quando accompagnerete mia moglie e i miei figli qui. Per loro c'è anche una vescica piena di latte. C'è anche un sacchettino di lana per Ugaro...»

Falcor: Annui dando uno sguardo alla serranda, dalla quale, molto probabilmente, adesso filtravano i vividi raggi del sole. Ascoltò attentamente le parole di quel semplice contadino che in fondo, con le proprie pronte cure, gli aveva salvato la vita. Il pastore ai suoi occhi era un uomo giusto e tutto d'un pezzo, un dono raro negli uomini del tempo. Si alzò in brevi attimi e rimise addosso il corpetto in pelle ancora sporco di sangue, la cotta di maglia, e tutto il resto. Legò alla vita le due orrende teste delle divoratrici, trattate a dovere il giorno prima per non puzzar troppo,. «Sei un abile guaritore. Devo ammetterlo, queste ferite non mi fanno già più male.» Smosse il braccio ancor una volta. Ovviamente agli occhi dell'uomo ciò risultò alquanto strano se non addirittura fantastico. Dopo aver posto le lame nei foderi,prese il sacco portogli dall'uomo, e si avvio verso l'uscita della casa. «Meglio se parto immediatamente, cosi riuscirò a portare la vostra famiglia prima del tramonto, e riuscirò a partire per qualche altra città..»

Ugaro il Buttafuori 
Il buttafuori sollevò un sopracciglio
vedendolo arrivare: «Già di ritorno?
O davvero sei uno Sterminatore o mi
sa 
che porti brutte notizie...»
Dungeon Master: Il pastore si limitò ad annuire accompagnandolo fin fuori della fattoria e quindi lo strigo sentì il suo sguardo sulle sue spalle a lungo mentre si allontanava.
I suoi sensi non lo tradirono ed in men che non si dica, probabilmente più in fretta di quando era giunto lì la prima volta arrivò in vista delle fortificazioni della cittadina. Doveva essere circa metà mattina.

Falcor: Vedendo la cittadina, procedette a passo spedito, volendo concludere una volta per tutte questa storia, consegnare la testa, prendere il cavallo malandato, accompagnare la moglie ed i bambini, per poi ripartire verso altre terre ed altri lavori. Ovviamente si diresse, una volta giunto al villaggio, da Ugaro in persona presso locanda cittadina, sapendo che l'avrebbe facilmente potuto trovare in quel luogo.

Dungeon Master: Trovò l'omone al suo posto, a vigilare sull'ingresso della locanda. Il buttafuori sollevò un sopracciglio vedendolo arrivare: «Già di ritorno? O davvero sei uno Sterminatore o mi sa che porti brutte notizie...»

Falcor: «Sono davvero uno Sterminatore..» Rispose con tono che rasentava la palese ironia, tuttavia dalle sua parole si evinceva una nota di malinconia. Portando la mancina alla cintola, porse entrambe le teste delle divoratrici tenute per i capelli, mentre con la destra gli avvicinò l'enorme sacco datogli dal pastore. «Qua dentro c'è della lana per te , da parte di tuo cugino, Ugaro..»

Dungeon Master: L'omone sbiancò vedendo le teste raggrinzite. Distolse lo sguardo e cercò di dissimulare il suo disagio trafficando col sacchettino di lana del cugino.
«Benissimo...» disse cercando di riguadagnare un certo contegno ed un colorito naturale. «Hai portato a termine il lavoro come avevi promesso e anche io manterrò la mia parte consegnandoti il cavallo. Vieni con me nelle stalle.»

Falcor: Scrollo le spalle portandosi sulla scia dell'uomo, per poi dar uno sguardo alle teste, non sapendo bene in realtà cosa farne, decise che se ne sarebbe disfatto poi successivamente in qualche fiume o altro, in fondo non sarebbe di certo ricresciuta. «Molto bene. Oh giusto, Orgaro mi ha chiesto di accompagnare la sua famiglia a casa, dopo gradirei che tu me la indicassi, se non ti dispiace..»

Dungeon Master: «Di già? - Ugaro era stupito - devi avere fatto proprio un lavoro come-si-deve. Non c'è bisogno che ci vada tu, andrò io un momento a casa nel pomeriggio per farli preparare, in modo che possiate partire domattina. Ecco l'animale comunque...»
Mentre parlava erano entrati nella stalla quasi vuota ed erano arrivati davanti all'alloggiamento del suo nuovo cavallo: un bel baio dall'aria intelligente che li guardava sottecchi mentre il ragazzo di stalla gli dava da mangiare.

Falcor: «In realtà avrei preferito concludere questa storia il prima possibile, ma se vi è più comodo, attenderò fino a domani.» Diede uno sguardo al cavallo, annuendo tra se e se, soddisfatto. Era anche meglio di quanto si era aspettato, da questo momento in poi, avrebbe probabilmente smesso di doversi consumare le suole degli stivali camminando a piedi giorno dopo giorno..Ed avrebbe avuto un nuovo compagno di viaggio. Qualcuno di silenzioso e che non lo avrebbe contraddetto.

Dungeon Master: «Anche io te lo assicuro - il gesto che fece Ugaro era inequivocabile - ma il padrone si è accorto della mia assenza ieri e davvero non posso muovermi prima...»

Falcor: Annuì avvicinandosi nel mentre al quadrupede, scrutandolo ben bene negli occhi, con il suo sguardo tanto gelido e penetrante che di solito di per se faceva mettere a disagio qualunque altra creatura.

Sinistra il baio di Ugaro
Mentre parlava erano entrati nella stalla quasi vuota ed erano arrivati
davanti all'alloggiamento del suo nuovo cavallo: un bel baio dall'aria
intelligente che li guardava sottecchi mentre il ragazzo di stalla gli 
dava da mangiare.
Dungeon Master: appena un attimo dopo aver incrociato lo sguardo dello strigo il cavallo indietreggiò quasi scartando di un passo, abbassando la testa sul cibo.

Falcor: Non replico a seguito di quel curioso atteggiamento da parte dell'animale, si aspettava una reazione simile, rivolse uno sguardo al garzone, cennando leggermente con il capo, per poi provare, con la mancina..a dar una carezza sul collo dell'animale.

Dungeon Master: «si chiama Sinistra, ma è un maschio...» disse il ragazzo come se gli fosse stato chiesto. Il cavallo sopportò la carezza dello strigo, ma non alzò di nuovo la testa per guardarlo.

Falcor: «Lo avevo intuito..» Disse al ragazzo poco distante da lui, limitandosi, come di suo solito, ad un gesto d'assenso di capo. «Dovrò trovarti un nuovo nome bello..» Disse continuando a carezzare la bestia. «Sinistra non mi piace proprio...» Gettando un occhio al buttafuori al suo fianco.

Dungeon Master: «Già...» disse solo il buttafuori. «Ora devo tornare al lavoro. Ci vediamo stasera per accordarci riguardo a domattina...»

Falcor: Salutò con un gesto della mano il buttafuori, andando poi, con fare calmo e tranquillo, a guardare la figura del garzone. «Ti occupi tu di sellarmelo e oppure ci penso io?»

Dungeon Master: «Ehm... - il ragazzo era un poco a disagio - veramente non aveva una sella da monta, ma da carico, anche se si vede che è un animale buono da montare...»

Falcor: «Mmm..c'è emporio in paese? Magari la hanno qualcosa...eviterei di stroncarmi le parti intime per cavalcarlo, temo che per nessuno dei due sarebbe piacevole..Inoltre se hai consigli da darmi su Sinistra..beh..sono qua..» Disse incrociando le braccia senza dar troppo peso al disagio del giovane.

Dungeon Master: «Il maniscalco di certo ne avrà qualcuna e se volete posso darvi quella da carico che aveva così magari potete barattarla con una da monta. Riguardo a darvi dei consigli non mi permetterei mai, perché io agli animali ci bado soltanto, non li porto a sgranchirsi le gambe. Posso dirvi solo che questo mi pare un animale sveglio e che non è per nulla aggressivo, ma nient'altro, mi spiace...»

sabato 16 marzo 2013

Le Avventure di Falcor lo Strigo - I - Caccia alla Strega - Parte IX

Falcor: Chi dice che uno è meglio di due non ha mai incontrato una coppia di divoratrici infuriate probabilmente. Questo a Falcor parve abbastanza chiaro sopratutto quando, a seguito di uno suo colpo andato fuori fase, entrambe le creature ne approfittarono per attaccarlo ai fianchi, arrivando infine, a ferirlo ancor più gravemente. Ormai sembrava essere giunto ad un passo dalla morte, ma in compenso, con un montante caricato dal basso verso l'alto, riusci a tranciare il corpo della prima..Adesso si sarebbe concentrato sulla seconda...scappare era improponibile, specie nelle sue condizioni attuali.

Divoratrice
Chi dice che uno è meglio di due non ha mai incontrato
una coppia di divoratrici infuriate probabilmente.
Dungeon Master: Lo strigo provò il tutto per tutto ma il suo colpo andò fuori misura e la divoratrice gli fu addosso. Per fortuna l'impatto degli artigli fu assorbito dal corpetto rinforzato ma lo strigo si ritrovò buttato al suolo con l'orribile megera che cercava di bloccarlo al suolo per morderlo con la sue fauci simili ad un becco adunco.
La situazione si faceva insostenibile e Falcor si ritrovò ad annusare l'alito della creatura e vederne troppo da vicino le fauci. Ma alla fine con una gesto fulmineo impresse tutta la sua forza in una torsione, sbalzando da sopra di sé la megera e mandandola a finire nella pozza d'acqua che si trovava alla loro sinistra.

Falcor: Il dolore era atroce, lo sentiva fin dentro le ossa, quell'ultimo colpo gli aveva spezzato il fiato e le forze lo stavano lentamente abbandonando. Ironico, aveva appena affrontato le due creature che dovevano essere il problema principale di tutto questo, ma si era fatto ferire gravemente da quello che doveva essere un problema minore, un maledetto necrofago. Pensieri estranei apparte, dopo essersi tolto di dosso la divoratrice decise di approfittare della situazione nella quale si trovava, aveva notato fin da subito che questa era decisamente più debole rispetto alla sorella, forse sarebbe bastato poco e avrebbe prevalso. Eseguendo un allungo con le gambe, unito ad una rapida giravolta, cercò di intercettare la bestia, poco prima che potesse rialzarsi, utilizzando la punta dell'arma.

Dungeon Master: Lo strigo riuscì a bloccare la divoratrice prima che questa potesse balzar fuori dalla pozza mettendo solido argento tra loro e lasciando alla megera un paio di larghe ferite sul pancione.

Falcor: Tenne la spada all'interno del pancione della creatura cosi da impedirle alcun tipo di movimento e nel mentre, spingerla ancor di più giù in quella polla d'acqua. Avrebbe fatto in modo se non di affogarla quantomeno di non farla più rialzare.
Lo strigo provò a usare la sua spada come uno spiedo per far inabissare la creatura, ma questa si divincolò ed indietreggiò di alcuni passi restando nella pozza, che era profonda al massimo un paio di piedi, ma che dava a Falcor un certo vantaggio.
Ovviamente sfruttando la situazione lo strigo cercò in tutti i modi di sottomettere la creatura avversa, difatti, dopo aver nuovamente staccato il debole dello spadone dalla sua carne, provò nuovamente a colpirla, più debolmente certo, a causa di quel rapido movimento con la quale la creatura era riuscita a sfuggir via all'esecuzione.
Estraendo ancor una volta la lama d'argento dalle lardose carni, questa volta, lo strigo, che, se ne stava fuori dalla polla d'acqua, puntò a colpire il cranio della bestia . Sebbene il colpo fosse riuscito alla perfezione, pareva che la bestia avesser ancora le energie per mantenersi viva. Ormai, proprio come un tempo, quello specchio d'acqua stava divenendo un vero e proprio lago di sangue.
«Anf..Anf..» Osservò un ultima volta i resti dei due cacciatori di tesori, pensando a quanto erano stati idioti ad avventurarsi in un luogo come quello..Accadeva fin troppo stesso che uomini troppo avidi finissero per fare la fine del topo per mano di creature come quelle. Passandosi una mano sui capelli, tra respiri ansimanti e non, alzò un ultima volta la lama al cielo, richiamando infine le ultime sue energie rimaste. E, facendo calar nuovamente l'arma sul cranio della creatura, fece partire un poderoso fendente. Che, in un attimo..fece divenire l'essere..solo un orrendo ricordo.

Dungeon Master: Falcor si erse, seppur a fatica, tra i resti di ben due streghe divoratrici.
Non perse tempo a rimirarle, stanco com'era e estrasse dai loro corpi quanto poteva interessare ad uno strigo come lui. Una buona quantità di cadaverina da entrambe e i denti di quella a cui aveva spaccato la testa. Quelle dell'altra divoratrice se la tenne come trofeo per convincere il pastore del suo operato.

Falcor: Reperì tutto il reperibile...stremato e profondamente ferito a malapena riusciva a camminare. Con quel suo lento incedere giunse all'uscita della cripta...in quell'attimo la frescura e l'aria esterna, incontrarono il volto dello strigo, cullandolo dolcemente, e cercando, al tempo stesso, di ridestarlo. Dal canto suo Falcor dopo aver riposto lo spadone d'argento in quell'atipico fodero sul dorso, porto la mancina a regger il fianco destro, il più gravoso dal punto di vista delle ferite. Fu ben presto chiaro che erano trascorse un paio d'ore...dato che, da quando era entrato, che il sole era ben alto nel cielo, adesso a breve sarebbe calato. Impossibile sarebbe stato tornare al villaggio.."Sarà meglio chiedere ospitalità al contadino..o queste diamine di ferite rischiano di uccidermi..." Della bambina non v'erano tracce, ma tutto portava a presumere che fosse morta, a cominciare dal suo vestito strappato trovato all'inizio di quella ventura. Che si era curato di conservare con sé..

Dungeon Master: Lo strigo percorse faticosamente le scale in salita uscendo poi tra le rovine della fortificazione. Lì trovò alcuni degli attrezzi dei due ladri sparsi al suolo e quanto restava del cadavere di quello più magro. Piuttosto poco a dire il vero.
Proseguì per lasciare le rovine e tornare verso la fattoria, ma pochi passi più avanti incontrò anche i resti dell'altro cacciatore. Di questo non restavano che un torso maciullato e un paio di gambe. Poco lontano dal corpo, gettato in mezzo all'erba c'era il medaglione d'argento che i due avevano sottratto dal sarcofago.

Falcor: Questa volta si chinò avvicinandosi a lenti e circospetti passi, in direzione dell'oggetto scintillante, sicuramente gli sarebbe potuto tornare utile in futuro, sopratutto perché l'argento è l'unico elemento capace di poter bloccare con efficacia la maggior parte dei mostri. Ovviamente attorno a se diede un rapido sguardo per verificare di essere completamente solo. Sembrava essere l'unico essere vivente nel raggio di qualche centinaio di metri, tutto taceva. Tuttavia, lo premeva una pessima sensazione.. "Il contadino.." «Anf..Anf.» Ancora il respiro suo era pesante.."Speriamo che quelle due bestiacce non siano andate anche a trovar lui.."

Rovine della Torre del Leone Rosso
Lo strigo percorse faticosamente le scale in salita
uscendo poi tra le rovine della fortificazione.
Dungeon Master: Il medaglione era di buon argento, ma la testa di leone era stata realizzata con uno stampo, non era un monile di qualità ma piuttosto un segno di appartenenza.
Tornò a lenti passi alla fattoria quasi scalando la collina che lo separava da essa. Trovò il pastore e le pecore non lontano da questa. L'uomo gli si avvicinò subito con un aria preoccupata: «Vi ha ferito la maledetta? Sembrate uscito da una rissa con dei leoni...»

Falcor: Poggiando un mano sulla spalla del contadino, quasi cercandovi solo per un attimo sostegno, lo strigo, con quei suoi occhi che rammentavano un vero e proprio felino a causa sia della pozione che della mutazione, lo scruto per un attimo. La carnagione era quella di un vero e proprio cadavere a causa del pessimo stato nel quale si trovava il suo organismo. Annui leggermente..E, con tono amichevole e calmo, rispose a fatica. «Ho visto giornate..Migliori...Vi spiace..se vi chiedo di...aiutarmi..? Anf..»

Dungeon Master: «No certo! Venite in casa! Vi aiuto. Ma... l'avete uccisa?»

Falcor: «Non era una..erano due...» In quell'attimo, con rammarico, porse la stoffa della figlia sua, all'uomo. Estraendola dalla cintura alla quale era assicurata, ancor insanguinata. «Erano due divoratrici brav'uomo..se fosse stata una strega..forse...» Sospirò per un attimo fissando il sole che tramontava ad Ovest, cercando le parole adatte, cosa che di per se gli riusciva alquanto difficilmente. «Forse di vostra figlia...sarebbe rimasto ancora qualcosa in piu..purtroppo..questo ho recuperato..nulla di più...» "Non sono certo le parole da dire in una situazione come questa..sono un idiota.." Pensò con rammarico, pur non sapendo com'altro potersi esprimere. Cosi...rimase in silenzio..perché certe volte..il silenzio è l'unica soluzione..

Dungeon Master: L'uomo afferrò il frammento di stoffa dalle mani dello strigo e lo osservò con occhi fissi poi lo strinse al petto e pianse per qualche momento.
Quindi si pulì il viso con una manica e quasi come se quanto era successo non fosse avvenuto, riprese ad aiutare lo strigo a percorrere il tratto fino alla casa, dove egli si poté accomodare su una delle tre sedie che circondavano un tavolo malandato su cui troneggiava una grossa forma di formaggio in un piatto di legno.
«Potrei provare a bendarvi le ferite se volete...» si offrì l'uomo

Falcor: «Si..vi ringrazio...» Lo fisso a debita distanza andandosi a sedere. «Ovviamente vi pagherò qualche moneta per il disturbo..credo che senza di voi, avrei dovuto dormire all'aria aperta stanotte e la fauna locale non penso sia molto ospitabile..» Non fece troppi complimenti, era affamato, non appena difatti il contadino glielo permise, avrebbe volentieri preso un poco da mangiare. In quell'attimo anche se fosse stato il formaggio più ammuffito del mondo, oppure il più puzzolente, non avrebbe fatto troppi capricci.

Dungeon Master: La bocca del pastore si aprì in un mezzo sorriso: «Certo potete restare qui per la notte e mangiare con me. Non vi chiederò nulla, ci mancherebbe, voi mi ridate la possibilità di vivere qui con la mia famiglia... Ma cosa è questa Fauna di qui di cui parlate... ha a che fare con la strega?»

Falcor: «No mi riferivo a lupi...» In brevi attimi spiegò poi quanto aveva visto dopo che aveva mandato all'altro mondo le due divoratrici, alternando i dialoghi, con morsi di formaggio e bevute di liquore direttamente dalla sua borraccia personale, da cui mai si separava. L'alcool come al solito aiutava a dimenticare certe cose a cui aveva assistito, almeno non avrebbe rischiato di far degli incubi.."Già..come se uno come me potesse fare dei bei sogni.." Si disse tra se e se, mentre un sorriso amaro comparve sul suo volto a quel pensiero.

Dungeon Master: Il pastore ascoltò avidamente il racconto dello strigo, ripetendone qualche frase di tanto in tanto, quasi volesse mandarlo a memoria.
Poi disse: «Ce ne sono di lupi, ma pochi in questo periodo... ma raramente ci danno fastidio, gli animali della foresta sono prede più facili per loro... Riguardo all'argento preferite che vi paghi subito o regoliamo i conti domattina?»
Orgaro il pastore
Trovò il pastore e le pecore non lontano da
questa. L'uomo gli si avvicinò subito con un
aria preoccupata: «Vi ha ferito la maledetta?
Sembrate uscito da una rissa con dei leoni...»

Falcor: Guardò un poco il pastore per poi, con tono calmo ed apparentemente distaccato, dire. «Non vi sarà alcun tipo di ricompensa, il mio compito era quello di uccidere una strega e salvare vostra figlia..o almeno avrei dovuto..provarvi..perciò non avete nessun debito nei miei confronti buon uomo..Posso al massimo accettare un pezzo di questo buon formaggio per il ritorno..Orgaro..Se me lo vorrai concedere..»

Dungeon Master: Il pastore lo scrutò per qualche istante, poi disse: «Cioé avete ucciso non una ma due streghe e non volete che io vi paghi per esservi fatto quasi ammazzare nel provarci?»

Falcor: «Non erano streghe, erano Divoratrici..Ben differenti..» Scrollò le spalle ormai non prestando più molta attenzione a quella questione, come se per lui la cosa fosse ormai chiusa e prestabilita. Sapeva bene in fondo la condizione di vita di quei contadini, quel denaro gli sarebbe servito...ed inoltre, come detto, non aveva eseguito il lavoro..Sarebbe stato lo zimbello di tutti gli Strighi se avesse strappato quelle monete.

Dungeon Master: «Ma sono state queste... divoratrici a uccidere mia figlia?»

Falcor: Prese la testa di una delle due divoratrici alla quale l'aveva strappata, ed al tempo stesso, legata alla propria vita, come trofeo da mostrare sia al contadino che a suo cugino di città. Ovviamente non la poggiò sul bancone, non tutti sono pronti psicologicamente per scrutare in prima persona un tal orrore. «Già..»

Dungeon Master: L'uomo scrutò con un misto di orrore ed odio la testa. «E' lei! La strega. Ma è morta così? Non è che le ricresce il corpo...» Lo strigo percepiva il timore atavico dell'ignorante in materia.

Falcor: «Per nostra fortuna no» Si limitò a dire, non volendo, ovviamente, in alcun modo commentare l'ignoranza dell'uomo. In fondo era giusto e lecito che gli uomini si chiedessero cos'erano quelle bizzare creature che di volta in volta gli strighi portavano loro a vedere.
«Comunque è il caso che mi dia una lavata a queste ferite, e vada a coricarmi, o intenzione di partire il prima possibile domani mattina, non voglio essere in alcun modo di ulteriore disturbo per la vostra famiglia..»

Dungeon Master: «Ma... ma... ma... - Orgaro faticava a capire - Voi avete onorato l'accordo. C'è la testa della strega qui. Perché non volete che vi paghi? Posso permettermelo... Anzi sarei anche disposto a darvi qualcosa in più se fate un'altra cosa per me e la mia famiglia...»

Falcor: «Non fraintendetemi. Esiste un codice tra noi strighi. Se non eseguiamo un lavoro come richiesto, non possiamo accettare pagamenti. Dunque, non posso accettare il pagamento..Parlatemi comunque di quest'altro lavoro, dato che vi sono, vedrò che posso fare...» Scrollo un poco le spalle tornando nuovamente attento, mentre, lentamente, tornava a fissare la testa della strega lungo la cinta.

Dungeon Master: L'uomo lo osservò per qualche momento. Lo strigo vide rispetto nel suo sguardo. «Capisco. Non insisterò oltre. Non desidero offendere voi o il codice che rispettate. Avrei bisogno di una persona valida per scortare mia moglie e i nostri figli di nuovo qui. Mio cugino non può farlo, lo so e di voi sono certo di potermi fidare. Vi pagherei in argento per questo fastidio...»

martedì 26 febbraio 2013

Le Avventure di Falcor lo Strigo - I - Caccia alla Strega - Parte VIII

Dungeon Master: Falcor con un gesto compose il segno Aard provando a spazzare via il suo avversario. Sapeva che non sarebbe stato così, i suoi segni non erano tanto potenti, ma di certo lo avrebbe sbilanciato o respinto quel che bastava a colpirlo. Non fu così perché prima che potesse portare in essere il fendente la creatura si era già piegata in avanti per colpirlo a sua volta, e lo costrinse ad una schivata che spezzò la pericolosità della manovra. Ora si fronteggiavano uno sui gradini e l'altro ai piedi della scalinata ad appena qualche passo di distanza.

Falcor: Lo osservava dall'alto verso il basso lo strigo, di certo essendo un non morto, non poteva aver l'istinto di sopravvivenza di qualsiasi altro tipo di mostro, ciò era alquanto pericoloso, in quanto la creatura si sarebbe continuata a gettar contro di lui , senza alcuna paura di farsi del male. «Bastardo..» Disse a denti stretti Falcor, mentre, puntando la spada d'argento in direzione del necrofago, teneva le giuste distanze..fino al prossimo attacco.

Alghoul
ancora una volta le danze si aprirono e chiusero con
gli artigli dell'alghoul che strisciavano sfiorando la
corazza dello strigo. La creatura sembrava essere sempre
 pronta a contrattacchi improvvisi portati a metà
 manovra che rovinavano la strategia dello strigo.
Dungeon Master: ancora una volta le danze si aprirono e chiusero con gli artigli dell'alghoul che strisciavano sfiorando la corazza dello strigo. La creatura sembrava essere sempre pronta a contrattacchi improvvisi portati a metà manovra che rovinavano la strategia dello strigo.

Falcor: Indietreggiò ancor di più lo strigo, tanto che, per evitare i colpi, come un vero schermidore, fece dei brevi passi continuando a salire lungo quella scalinata, trascinando in tal modo la creatura verso quella salita.

Dungeon Master: Provò a sorprenderla mentre accorciava le distanze contro di lui con una raffica di colpi veloci come solo gli strighi sapevano sferrare ma, proprio quando la guardia della creatura stava per cedere un colpo andò tanto fuori misura che Falcor perse il ritmo ed ogni opportunità di sferrare un colpo decisivo.

Falcor: Un altro colpo andato a vuoto, la lama dello strigo sfiorò a malapena la carne putrefatta del non morto, schizzando nell'aere quello che sembrava essere sangue color nero pece, a seguito di quella sua toccata e fuga costituita da un allungo della gamba sinistra seguito da una rotazione della spada d'argento, unico materiale in grado di ferire a morte bestie di quella portata, si ritirò ancor di un passo. Volse solo per un istante lo sguardo verso la destra, cosi da scorgere con la coda dell'occhio l'imminente cima della rampa di scale. Un istante che però costò al mutante cacciatore di mostri, un terribile attacco d'artigli, che, con gran forza, squarciò il petto degli..Quel colpo subito, però, gli diede la spinta necessaria per giungere infine nel punto tanto da lui desiderato. Se poco prima vi era una smorfia di puro disprezzo, di quelle orrende e brutte a vedersi che tanto erano famose sui volti dei "brutti" witcher, adesso essa si era tramutata in un sorriso, ancor più sgradevole certo, ma di pura consapevolezza. Difatti, dall'alto di quella posizione di vantaggio, Falcor richiamo tutte le energie rimaste, adrenalina a mille che confluendo nel sangue, donò ancor più forza e velocità allo schermidore, che, compiendo un balzo in avanti, si lanciò sulla creatura. Tempo che sembrava essere rallentato, la vita di uno com'egli in fondo scorreva al rallentatore, era chiaro che anche il tempo stesso fosse malleabile per un uomo come lui.. smosse in un breve attimo la lama dall'alto verso il basso, ed, come un angelo della morte, ricadde sul terribile ed antico nemico..quell'algouth che tanto lo aveva fatto penare..il quale..impalato dallo spadone stesso, abbandonò, una volta per tutte,questo mondo.

Dungeon Master: La creatura lanciò un gemito terribile, a metà tra un grido e il verso di un enorme serpente, poi giacque inerte gravando col suo peso sull'arma.

Falcor: «Ghh..» Fissò a pochi centimetri di distanza il viso della creatura, che ancora sembrava sbavare in quella sua tremenda ed atroce agonia... in quell'attimo, anche la figura dello strigo pareva esser divenuta quella di un vero e proprio mostro, che, mostrando le zanne all'avversario sconfitto, quei denti forniti di canini ben più affilati del normale, dimostrava la sua superiorità in battaglia. Facendo forza con entrambi gli arti superiori, il cacciatore tolse la lama dal bestia, aiutandosi nell'opera, con il piede destro, che, ripiegato a dovere, spinse l'Alghoul verso il fondo delle scale..laddove era nato e vissuto..cosi lasciò questo mondo. Cercò di riprendere fiato Falcor..Ansimando pesantemente, diede uno sguardo alla sua cintura empie di pozioni, e tra esse, ne trovò una adatta allo scopo di ritrovare le energie perdute...Con la mano libera dell'elsa della spada, prese proprio quella, ed socchiudendogli occhi, in un attimo, la inghiottì...
«Bastardo..» Sputò del sangue a terra assieme a quelle parole, pulendoselo appena con l'avambraccio destro,mentre, silenziosamente, riponeva adesso la lama d'argento nel suo fodero dietro la schiena, parallelamente a quella di ferro.

Dungeon Master: la creatura finalmente morta ruzzolò fin in fondo alle scale dove giacque. Lo strigo era padrone del modesto campo, ma un rigurgito della pozione rese amara in bocca quella vittoria. Egli scese e si avvicinò al cadavere, prelevando da esso quanto poteva tornargli utile, ma riuscì solo a procurarsi una certa quantità di cadaverina. Poté però sbirciare oltre l'angolo, ma vide solo un corridoio lungo una decina di passi che si allargava poi in un oscuro ambiente ignoto. Non riuscì a vedere altro, la vista gli si appannò un po' per la sofferenza delle ferite unita allo strazio della pozione che aveva usato per poterle far rimarginare rapidamente.

Falcor: "Maledetta pozione..doveva esserci qualcosa che non andava.." Pensò lo strigo sentendo quell'amaro sapore in bocca, le ferite erano molto gravi, e ci avrebbe messo un bel pò per ripristinare completamente le sue energie. Andare avanti, specie nell'affrontare una strega, in una situazione come quella, non era certamente la miglior cosa da fare, e lui lo sapeva. Cosi..dopo aver recuperato in fretta quella poca cadaverina, cominciò a risalire con calma, le scale. Neppur a lui piaceva l'idea che gli era balenata per la mente, ma al momento attuale, non vi era alcun altro tipo di soluzione, avrebbe riposato all'esterno. Forse avrebbe anche incrociato i due cacciatori di tombe, era meglio prepararsi ad affrontare il peggio.

Dungeon Master: Falcor ripercorse a ritroso il cammino affrontando le scale con pacatezza. A dispetto del rivoltarsi delle viscere sentiva il dolore delle ferite scemare almeno in parte.
Arrivò fino alla stanza della vasca, dove si trovava la scala e lì si bloccò, a qualche passo dall'arcata da cui era appena passato. Dall'altro lato della vasca si trovavano due creature femminee orribili, dal volto spigoloso, il naso adunco e orribili mammelle pendule. Ma ciò che era più disgustoso era che la seconda stava consumano un braccio umano così come un uomo poteva fare con un cosciotto di pollo.

Divoratrice
Altro che strega. Si trattava di delle divoratrici.
 Simili a orride megere obese, ma dotate di artigli
 e denti pericolosi e di una forza fuori del comune.
Falcor: I passi dello strigo erano lenti e silenziosi, nessun rumore si udiva provenire dalla cripta. Tacito silenzio, un segno che poteva essere sia positivo che terribilmente negativo. Anche se di poco le sue ferite via via si stavano rimarginando, ma quel maledetto veleno della pozione della rondine, gli dava non pochi problemi di movimenti. Quello che sperava era di non incontrare sul suo cammino altri mostri. Perché stavolta anche un normalissimo necrofago della specie meno pericolosa, avrebbe potuto metterlo in serio pericolo. Sembrava però che il destino avesse messo ancor una volta lo zampino, difatti, proprio quando ormai sembrava esser giunto nell'ultima stanza. Dinanzi a lui comparvero quelle due terribili creature. Di riflesso portò immediatamente la mano sulla lama lungo la schiena, ed, in un attimo, estrasse l'arma, cercando di resistere per il momento agli effetti dell'avvelenamento. Le osservava a distanza, cercando di riuscirne a distinguere le forme anche con lo sguardo leggermente offuscato..

Dungeon Master: Altro che strega. Si trattava di delle divoratrici. Simili a orride megere obese, ma dotate di artigli e denti pericolosi e di una forza fuori del comune. Non una buona notizia visto che lui non era nel pieno delle forze, ma almeno non avrebbe avuto avere a che fare con la magia.
Le due megere lo guardarono come una coppia di faine guarderebbe un volatile.

Falcor: "Ci mancava solo questa..come se non avessi già abbastanza problemi di mio" Con quel pensiero, lo strigo, perforò le ombre, pur vedendoci ben poco a causa dell'avvelenamento, la pozione occhi di gatto gli consentiva ancora la piena visione nelle ombre di quelle creature, perciò, senza alcun problema, avrebbe potuto affrontarle. Si focalizzò sulla megera che per il momento non consumava alcun lauto pasto, sicuramente quella più pericolosa da attaccare, mentre l'altra era impegnata a togliersi dalle mani il braccio umano, lui..avrebbe tolto di mezzo la prima.

Dungeon Master: deciso come un toro lo strigo piombò contro la megera più vicina colpendola con la spada. Ella cerò di farlo a pezzi coi suoi artigli, ma non fu abbastanza veloce. Lo strigo invece si e le assestò un altro paio di fendenti che aprirono lunghi solchi nella carne macilenta del suo ventre. A quel punto anche l'altra divoratrice che fino a quel momento aveva consumato pigramente il braccio si buttò contro lo strigo.

Falcor: Lo strigo cercando la massima concentrazione, si lanciò sulla divoratrice più vicina. Quella su cui già aveva deciso di focalizzarsi fin dall'inizio. Il primo suo fendente riusci alla perfezione, andando a lacerare il corpo empio di lardo, e riversando una discreta quantità di scuro sangue della divoratrice, la quale, non poté far a meno di urlare la sua sofferenza. Eppure, la gemella, non pareva troppo interessata a soccorrerla, preferendo piuttosto terminare il lauto banchetto, credendo che la sua compare fosse ancor in vantaggio..Probabilmente non avevano mai visto quel simbolo d'argento, ne come tutti i mostri, potevano immaginarsi che la Gilda degli Strighi, fosse addestrata da ere interminabili nell'affrontare tali nefandezze. Schiavata rapida e pronta fu quella di Falcor all'artigliata della creatura..Eseguita prontamente tramite un volteggio, che terminò con uno squalembro, cosi come tempo addietro gli aveva insegnato il suo maestro presso khae mohren. "E' proprio come diceva il vecchio..anche se è inutile, a seguito di ogni tuo attacco esegui una piroetta..aveva proprio ragione.." Mentre quei suoi pensieri passavan per la mente, notò con la coda dell'occhio, giungere la seconda divoratrice, decisamente determinata a non far passare un ottima serata al cacciatore di mostri.

Dungeon Master: Una volta scesa in campo anche l'altra divoratrice lo scontro degenerò in qualcosa di molto vicino ad una zuffa, con lo strigo che cercava di tenere a distanza le due megere con la spada, continuando a colpire quella che aveva già ferito. Anche gli artigli delle divoratrici lo ferirono più volte, ma alla fine un colpo ben assestato fece stramazzare al suolo una delle megere lasciando lo strigo, stremato a fronteggiare l'altra.

martedì 12 febbraio 2013

Le Avventure di Falcor lo Strigo - I - Caccia alla Strega - Parte VII

Il piano di marmo era un vecchio altare. Nelle pareti dietro di esso vi erano i resti di vecchi affreschi.
Falcor: Fu proprio quell'unico , distante, arredo che attirò l'attenzione del cacciatore di mostri. Solitamente se si fosse trattato di un qualche tipo di sarcofago, ciò avrebbe quasi sicuramente significato la presenza in un ambiente come quello, sopratutto dato che v'era una strega che girava per il sotterraneo, di qualche altro ghoul oppure peggio..Ed era proprio a quel peggio che Falcor stava attento...Si avvicinò..molto lentamente..con la lama che si muoveva descrivendo cerchi nell'aria, pronto a scattare al minimo movimento sospetto.

Dungeon Master: Senza alcun preavviso o rumore qualcosa gli cadde improvvisamente addosso dall'alto. Una persona normale non avrebbe avuto la prontezza di accorgersene. Ma uno strigo ce l'aveva, anche se non era in grado di capire bene cosa fosse. Solo una massa grigio azzurra.

Falcor: La cosa migliore da fare era sicuramente evitare quella strana massa grigio azzurra proveniente dall'alto, qualunque cosa fosse, colpirla, magari, avrebbe significato la fine della vita dello strigo. Dunque..non appena il rumore e lo scricchiolio di quel qualcosa venne colto dalle orecchie inumane del mutante, quest'ultimo si mosse di lato, con una delle tipiche capriole degli strighi, tanto famose per i loro allunghi e rapidità.

Dungeon Master: Falcor si buttò a capofitto in avanti scansando la massa cadente e mentre si voltava a fronteggiarla, qualsiasi cosa fosse, prese con un colpo d'occhio quanto restava da vedere della stanza, cioè la sua parte conclusiva più stretta, trapezoidale. Il piano di marmo era un vecchio altare. Nelle pareti dietro di esso vi erano i resti di vecchi affreschi.
La cosa che si rivelò essere un grosso rettile, lungo quasi quanto Falcor era alto, dalla testa affusolata. Appena toccò terra provò a schizzare verso una delle pareti, ma lo strigo si era girato così in fretta che avrebbe potuto colpirlo prima volendo.

Geco Gigante
La cosa che si rivelò essere un grosso rettile, lungo
quasi quanto Falcor era alto, dalla testa affusolata. 
Falcor: A quanto pare la sua fulminea velocità aveva fatto proprio cilecca, difatti, appena la creatura rettile toccò il suolo, riusci con non troppa difficoltà a schizzare via verso una parete. Questa volta, la spada di Falcor, fu più lenta della lucertola troppo cresciuta..I suoi occhi ne seguirono il movimenti..

Dungeon Master: Il rettile si arrampicò sulla parete con la stessa velocità con cui un uomo normale avrebbe percorso di corsa un normale pavimento piano, e raggiunse un angolo del soffitto. Questo era alto almeno una decina di passi.

Falcor: Lo osservò a debita distanza, non sapeva ancora se era o meno il caso di ingaggiare un incontro con quella creatura rettile. I suoi occhi da witcher erano focalizzati sull'essere dal freddo sangue

Dungeon Master: Il lucertolone lo osservava dal soffitto curvando ora la testa a sinistra ora a destra, ma non si mosse dall'angolo dove si trovava.

Falcor: Non aveva senso combattere contro un mostro che piuttosto che affrontarlo in combattimento cercava di fuggire a gambe levate. Lo strigo, consapevole di questo, teneva l'elsa della lama stretta salda tra le mani, con la lama dell'argentea arma volta verso il basso quasi a sfiorare il terreno pietroso. Falcor, stacco la dritta dalla stessa, alzandola, come a mostrare alla creatura che non voleva attaccarla..lentamente, indietreggiò camminando all'indietro..

Dungeon Master: Quando lo strigo aveva percorso un paio di passi nel corridoio, il lucertolone si mosse sempre restando sul soffitto fino sopra l'altare di pietra e quindi si volse a guardarlo.

Falcor: Lo scrutò attentamente, continuando ad indietreggiare..Gli rivolse un lento cenno di capo, quasi impercettibile, quasi a rassicurarlo che lo avrebbe lasciato stare. Non era suo compito eliminare i mostri che non erano ostili, o che non si meritavano una indegna fine per mano sua.

Dungeon Master: Per un po' sentì ancora gli occhi della creatura su di sé, ma poi a metà del corridoio anche quella sensazione sparì.

Falcor: Sospirò dopo un po', sicuramente odiava quel genere di incontri, che lo facevano stare in ansia fino all'ultimo momento..Si volto di spalle dopo qualche metro, proprio a metà del corridoio, dove si apriva una breccia sulla sua attuala sinistra, creata poco prima dai due cacciatori di tesori. Adesso, non rimaneva che un unica strada, procedere per l'area sotterranea, avrebbe oltrepassato quelle scale in pendenza verso il basso..la strega probabilmente si trovava li..Nemmeno lui lo riusciva capire..Non riusciva proprio a comprendere come tutte le creature peggiori scegliessero i luoghi più profondi per celarsi..Anche se in quel momento, non sarebbe dovuto importargli..

Dungeon Master: Circospetto scese una prima rampa di scale. A pochi passi dall'ultimo gradino vi erano i resti di un muro posto a bloccare il cammino, ma abbattuto da molto più tempo dell'altro. Sulla parte di esso che era ancora intera lo strigo poté vedere quanto restava di un simbolo di protezione che avrebbe dovuto impedire ai mostri di sfondare la parete... ai mostri però non a degli umani avidi...
Oltre il buco, largo a sufficienza perché un umano potesse varcarlo comodamente, si intravedeva una seconda rampa di scale che continuava a scendere.

Falcor: Probabilmente i due cacciatori di tesori, o non erano soli, oppure non erano stati sufficientemente sinceri nei suoi confronti..Anche se era difficile, aveva notato la paura nei loro occhi, la stessa paura che molti avevano ad osservare i suoi, quelle due forme verticali che ricordavano tanto un felino..Si fermò solo per un istante a sfiorare quel muro sfondato, sopratutto i resti dell'antico simbolo di protezione, non aspettandosi di certo alcun movimento del proprio medaglione. Probabilmente la magia era già scomparsa del tutto da quel luogo. Comunque sia, facendosi largo tra le macerie, avanzo...

Percorse la seconda rampa di scale. Poteva vedere chiaramente che il corridoio
voltava verso sinistra subito dopo di essa, ma quando era ancora a metà strada...
Dungeon Master: Il medaglione infatti non si mosse. Percorse la seconda rampa di scale. Poteva vedere chiaramente che il corridoio voltava verso sinistra subito dopo di essa, ma quando era ancora a metà strada da dietro l'angolo sbucò una creatura, simile a quelle che aveva affrontato poco fa quando aveva liberato i due tombaroli. Ma era più grosso e la sua pelle, se possibile, era ancor più pallida.

Falcor: Lo strigo con lenti movimenti, stinse vigorosamente l'arma che deteneva tra le mani, la sua fida spada d'argento, unica in grado di uccidere i mostri. Cercò difatti Falcor, di avvicinarsi senza emettere rumore alcuno, cercando di studiare la creatura a debita distanza prima di lanciarsi nella mischia..non perché non era certo di farcela, ma perché poi, a seguito della schermaglia, probabilmente non ne sarebbe più rimasto nulla di identificabile..

Dungeon Master: La creatura fece altrettanto osservando lo strigo a distanza. Somigliava ai ghoul che aveva visto prima ma doveva essere un differente tipo di necrofago, di cui però non riconosceva altri segni distintivi.
Il mostro rimase dov'era, vicino all'angolo con gli artigli snudati sulla difensiva, come se lo stesse sfidando a farsi sotto.

Falcor: Come gli avevano insegnato tempo addietro al forte di Kaer Morhen, fece un passo in avanti, guizzando la lama prima a destra poi a sinistra, entrambe finte, per poi, infine, con un capriola, balzare sulla creatura, cercando con la sua immagine agilità di coglierla alla sprovvista

Dungeon Master: Lo strigo si buttò contro il mostro pronto a tempestarlo di colpi, ma quando ne aveva sferrati appena un paio la presa sulla spada gli venne meno per un istante, spezzando la serie e facendogli perdere il ritmo.
Questo permise al necrofago di farsi sotto, pronto ad accorciare le distanze.
Falcor provò a bloccare il tentativo della creatura sul nascere, ma questa inaspettatamente si allungò per afferrargli un braccio e cercò di trascinarlo con uno strattone che forse l'avrebbe strappato ad un uomo comune. Ma non a uno strigo. Lui riuscì a contrastarla e a divincolarsi, ma l'artiglio del mostro riuscì a graffiarlo sull'avambraccio.

Falcor: Era riuscito a resistere alla presa della creatura certo, ma avrebbe dovuto sfruttare meglio le proprie abilità stavolta, stavolta avrebbe effettuato un attacco ben più potente del precedente, la rabbia, ormai, era alle stelle.

Dungeon Master: Il suo colpo vorticò forte abbastanza da decapitare un toro, ma il necrofago si strinse contro la parete per evitarlo e un momento dopo gli fu addosso: prima che la spada potesse di nuovo minacciarlo aveva scavato sei lunghe righe nel corpetto del witcher con i suoi artigli. Tagli non tanto profondi da essere letali, ma abbastanza da essere dolorosi.

Alghoul
Un Alghoul, creatura antica e terribile. Mentre la lama d'argento si andava
a scontrare contro i pericolosi e bestiali artigli del non morto,  parandone i
colpi, gli occhi dello strigo ne scorsero i particolari  riconoscendolo come il
probabile capo di quella mandria di necrofagi affamati di carne
Falcor: La creatura che si parava dinanzi allo strigo era certamente un tipo di necrofago superiore a quelli precedentemente affrontati. Tanto che, con un artigliata, era riuscito in breve tempo a danneggiare non poco la figura del cacciatore di mostri, tagli non profondi certo, ma che creavano una sensazione di forte disagio a Falcor. Ormai aveva deciso, avrebbe provato ancor una volta a colpirlo, se tutto non fosse andato per il meglio, avrebbe cercato qualcos'altro per togliere di mezzo l'orrenda bestia non morta.

Dungeon Master: alla fine prima che potesse impostare l'attacco il non morto gli fu addosso velocissimo e lo strigo si risolse a chiudersi in difesa per studiarne il modo di fare. Mentre schivava e parava e lo costringeva a rinunciare a colpi a cui lasciva intendere di poter reagire Falcor riconobbe nel suo avversario un ghoul di antiche origini, un alghoul. L'argento era efficace contro di lui ma usare l'unguento anti-necrofagi non sarebbe servito. Il non morto era potente e il suo appetito di carne antico. Probabilmente era a capo dei ghoul che lo strigo aveva incontrato poc'anzi.

Falcor: Un Alghoul, creatura antica e temibile. Mentre la lama d'argento s'andava a scontrare contro i pericolosi e bestiali artigli del non morto, parandone i colpi, gli occhi dello strigo ne scorsero i particolari riconoscendolo come il probabile capo di quella mandria di necrofagi affamati di carne. Che non era un avversario da prendere alla leggera già lo aveva intuito dai primi istanti di quel difficoltoso scontro, ma adesso era certo che non era lui ad esser divenuto più lento e goffo..ma era il mostro che era decisamente più pericoloso..
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